Marcinelle, Maio: “la memoria dei nostri emigrati è parte dell’identità della Calabria e dell’Europa”

Miki Maio sottolinea il valore identitario e europeo della memoria dei nostri emigrati

Nel settantesimo anniversario della tragedia del Bois du Cazier, l’Italia rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria dell’emigrazione italiana e del sacrificio dei lavoratori che hanno contribuito alla ricostruzione dell’Europa del dopoguerra. La ricorrenza di Marcinelle non è soltanto un momento di commemorazione, ma un richiamo alla responsabilità civile delle istituzioni e delle comunità che, come la Calabria, hanno visto partire migliaia di uomini in cerca di dignità e futuro. In questo contesto si inserisce l’intervento del Consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria e Presidente del Consiglio Comunale di Locri, Miki Maio, che sottolinea il valore identitario e europeo della memoria dei nostri emigrati.

Essere presenti a Marcinelle nel settantesimo anniversario della tragedia del Bois du Cazier significa rendere omaggio a una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana. L’8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Tra loro c’erano anche quattro calabresi: Antonio Danisi e Pasquale Papa, entrambi di Reggio Calabria, Vincenzo Sicari di Rosarno e Pietro Pologruto di Petrizzi. Dietro quei numeri ci sono uomini che avevano lasciato la propria terra per garantire un futuro alle loro famiglie, affrontando sacrifici enormi e condizioni di lavoro durissime. La tragedia di Marcinelle non racconta soltanto una catastrofe mineraria: racconta la storia di migliaia di italiani che contribuirono con il proprio lavoro alla ricostruzione dell’Europa del dopoguerra. Per questo ho voluto partecipare alle commemorazioni organizzate dalla delegazione di Fratelli d’Italia nel gruppo ECR, insieme all’europarlamentare Chiara Gemma, relatrice della risoluzione con cui il Parlamento europeo ha chiesto l’istituzione di una Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro.

Ricordare significa assumersi una responsabilità verso il presente. La memoria deve trasformarsi in una cultura della prevenzione, della sicurezza e della dignità del lavoro, affinché nessuno debba più perdere la vita mentre cerca semplicemente di costruire il proprio futuro. Come calabresi abbiamo il dovere di custodire questa memoria. Il sacrificio dei nostri corregionali appartiene alla storia della nostra terra, ma anche alla coscienza civile dell’Europa“, conclude Maio.