Lettera aperta Cannizzaro: “Reggio Calabria sta cambiando volto, ma 12 famiglie senza lavoro attendono risposte istituzionali”

Il presidente nazionale dell’E.N.O.V. "I Falchi dello Stretto" riconosce i primi risultati dell’amministrazione comunale, ma chiede un confronto al sindaco sui mancati riscontri a diverse richieste formali e sulla gestione degli incarichi nella macchina amministrativa

Una lettera aperta indirizzata al sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro per riconoscere quanto fatto nei primi mesi di mandato, ma anche per sollevare alcune criticità ritenute importanti sul piano politico-amministrativo. A firmarla è Salvatore D’Amico, presidente nazionale e rappresentante legale dell’E.N.O.V. “I Falchi dello Stretto” O.d.V.. D’Amico, pur manifestando stima nei confronti del primo cittadino e riconoscendo alcuni segnali positivi dell’azione amministrativa, chiede maggiore attenzione su una vicenda che, secondo quanto riportato nella lettera, coinvolgerebbe oltre dodici famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito.

“A quasi tre mesi dall’inizio del mandato, ritengo doveroso riconoscere all’amico Sindaco Francesco “Ciccio” Cannizzaro che Reggio Calabria sta finalmente ricevendo un’attenzione importante a livello locale, regionale e nazionale. La maggiore cura della città, gli interventi di pulizia e l’avvio di lavori attesi da anni rappresentano segnali positivi che è giusto riconoscere. Sarebbe scorretto negarlo soltanto perché oggi sento il dovere di esprimere pubblicamente alcune rimostranze”.

“Ho votato il centrodestra, ma non posso tacere”

Nella lettera D’Amico sottolinea il proprio sostegno politico al centrodestra e ribadisce che le osservazioni rivolte all’amministrazione comunale nascono proprio dalla volontà di contribuire a un percorso di cambiamento. “Proprio perché ho votato il centrodestra e continuo a nutrire stima nei confronti del sindaco Cannizzaro, non posso tacere davanti ad alcuni passaggi politico-amministrativi che considero importanti e delicati”. Il presidente nazionale dell’E.N.O.V. racconta quindi di aver cercato più volte un confronto diretto con il sindaco, sia come cittadino sia come rappresentante nazionale di un ente protezionistico.

“Dal 29 giugno ho cercato ripetutamente di ottenere un’interlocuzione con il Sindaco, non soltanto come cittadino ed elettore, ma anche in qualità di rappresentante legale nazionale di un Ente protezionistico. Le telefonate rivolte allo staff, alla segreteria e agli uffici competenti sono rimaste, fino a oggi, senza riscontro”. Secondo quanto affermato nella lettera, anche alcune comunicazioni ufficiali non avrebbero ricevuto risposta. “Lo stesso è accaduto con due PEC istituzionali e con altre due comunicazioni trasmesse dalla CGIL in relazione alla vicenda segnalata dall’Ente che rappresento”.

Il caso delle dodici famiglie senza lavoro

Il punto centrale della denuncia riguarda una situazione occupazionale che, secondo D’Amico, coinvolgerebbe oltre dodici nuclei familiari rimasti senza reddito dopo una comunicazione proveniente da un dirigente nominato dalla precedente amministrazione. “Non sto chiedendo un privilegio personale né una corsia preferenziale. Sto chiedendo una risposta istituzionale su una questione che, secondo quanto formalmente rappresentato, coinvolge oltre dodici famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito in seguito a una comunicazione proveniente da un dirigente la cui nomina risale alla precedente amministrazione”.

Nella lettera D’Amico richiama anche il dibattito politico delle ultime settimane legato alla scelta di un consigliere regionale di lasciare Forza Italia per aderire al partito di Roberto Vannacci, evidenziando secondo la sua opinione una differenza di attenzione rispetto alle richieste legate al lavoro. “In questi giorni abbiamo assistito a una grande attenzione politica e mediatica intorno alla decisione di un consigliere regionale di lasciare Forza Italia per aderire al partito di Roberto Vannacci. È certamente una vicenda politica sulla quale ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione. Tuttavia, da cittadino, faccio fatica a comprendere come un cambio di appartenenza politica possa ottenere tanta attenzione e reazioni immediate, mentre richieste formali riguardanti il lavoro, il reddito e la dignità di oltre dodici famiglie rimangono senza risposta dal 29 giugno”.

La richiesta di verifica sugli incarichi amministrativi

D’Amico affronta anche il tema della macchina amministrativa comunale, chiedendo una valutazione sugli incarichi e sulle responsabilità ereditate dalla precedente amministrazione, senza però invocare cambiamenti indiscriminati. Nella lettera viene sottolineata la necessità di tutelare competenza e professionalità, ma anche di procedere a verifiche trasparenti sui risultati raggiunti e sulle responsabilità gestionali. “Per questo ritengo legittimo domandare quali criteri siano stati adottati nella valutazione dei dirigenti e degli incarichi conferiti dalla precedente amministrazione. Non si tratta di invocare epurazioni indiscriminate: competenza, professionalità e continuità amministrativa devono sempre essere tutelate. Ma gli incarichi fiduciari, le responsabilità gestionali e i risultati ottenuti devono essere sottoposti a una verifica seria e trasparente”.

Secondo D’Amico, il cambiamento promesso ai cittadini non può limitarsi agli interventi visibili sulla città, ma deve riguardare anche il funzionamento degli uffici e il rapporto tra istituzioni e cittadini. “Il cambiamento promesso agli elettori non può fermarsi alla pulizia delle strade o all’apertura dei cantieri. Deve arrivare anche dentro la macchina amministrativa e, soprattutto, deve restituire ai cittadini la certezza di essere ascoltati”.

Il presidente dell’E.N.O.V. richiama inoltre il ruolo delle società partecipate e la necessità di garantire trasparenza quando sono in gioco lavoro e futuro delle famiglie. “Una società municipalizzata appartiene alla comunità e non può essere percepita come una struttura privata amministrata secondo la volontà di una o due persone. Quando sono coinvolti il lavoro, il futuro e la dignità delle famiglie, il silenzio istituzionale diventa ancora più difficile da comprendere e accettare”.

La richiesta finale: “Signor Sindaco, chi ha creduto nel cambiamento deve essere ascoltato”

D’Amico conclude la lettera ribadendo la propria fiducia personale nel sindaco Cannizzaro e chiedendo un confronto diretto per illustrare la vicenda attraverso documentazione e atti formali. “Continuo a stimare il sindaco Cannizzaro e riconosco quanto di positivo è stato realizzato in questi primi mesi. Proprio per questo mi auguro che sappia intervenire con decisione, verificando le responsabilità gestionali ereditate e portando avanti fino in fondo il processo di risanamento e rinnovamento della città”.

“Chiedo soltanto quindici minuti del suo tempo per rappresentargli personalmente e documentalmente una situazione molto grave riguardante la gestione della cosa pubblica”. Il messaggio finale è rivolto direttamente al primo cittadino: “Signor Sindaco, chi ha creduto nel cambiamento non può essere ascoltato soltanto durante la campagna elettorale. La fiducia ricevuta deve essere ricambiata ogni giorno con presenza, trasparenza e risposte”.