Le aziende olivicole e i frantoi dei territori devastati dagli incendi del 2026 potranno avere un criterio di priorità nell’accesso alle risorse del Piano Olivicolo Nazionale. È questo l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dai deputati di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, Carolina Varchi, Aldo Mattia e Luca Sbardella, approvato dalla Camera dei deputati con parere favorevole del Governo. Il documento nasce dalle conseguenze dei vasti incendi che durante l’estate hanno interessato diverse aree olivicole italiane, con particolare riferimento al comprensorio dei Monti Sicani, tra le province di Agrigento e Palermo, dove le fiamme hanno provocato danni rilevanti al patrimonio agricolo e produttivo.
Tra i territori più colpiti figura il Comune di Castronovo di Sicilia, dove il rogo più grave ha interessato circa 2.500 ettari di superficie, causando pesanti ripercussioni anche sul comparto olivicolo locale.
Nell’ordine del giorno viene sottolineato come gli incendi abbiano colpito indistintamente sia gli oliveti secolari, considerati un patrimonio storico e paesaggistico costruito nel corso delle generazioni, sia gli impianti più giovani realizzati grazie agli investimenti di nuove imprese agricole impegnate nel ricambio generazionale.
La richiesta avanzata dai parlamentari di Fratelli d’Italia è quella di tenere conto, nell’attuazione del Piano Olivicolo Nazionale, delle situazioni di particolare emergenza determinate dagli incendi boschivi, prevedendo meccanismi di priorità per le aziende ricadenti nei Comuni interessati da dichiarazioni di stato di emergenza o calamità naturale.
Le risorse dovrebbero essere destinate agli interventi di reimpianto, alla ricostituzione del potenziale produttivo e al recupero degli oliveti danneggiati o completamente distrutti dal fuoco, senza distinzione tra uliveti storici e nuovi impianti.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle misure già adottate dalla Commissione Agricoltura della Camera, che aveva approvato una norma specifica per la tutela degli oliveti destinati a regimi di qualità, confermando l’attenzione del Parlamento verso un settore considerato strategico per l’economia agricola italiana.
Per il territorio dei Monti Sicani si tratta di un intervento che punta a sostenere la ripartenza di un comparto fortemente colpito, salvaguardando non solo la capacità produttiva delle imprese ma anche un patrimonio agricolo e ambientale profondamente legato all’identità locale.


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