È arrivato un momento decisivo per la democrazia e il consigliere regionale calabrese Orlandino Greco sceglie di affrontarlo senso del dovere. A tutela dei valori della Repubblica e nel pieno rispetto della Costituzione, Greco traccia con coraggio e fermezza un confine etico invalicabile: un “no” definitivo a qualsiasi alleanza con Roberto Vannacci. Greco evidenzia come le posizioni del Generale siano del tutto incompatibili con i valori fondanti del nostro Paese e con la visione di “Italia del Meridione” — forza politica che ha sempre lavorato con un ammirevole spirito di servizio e responsabilità per la Calabria e la nazione. Con questa scelta limpida, il consigliere richiama anche la linea di Matteo Salvini e il monito del governatore Roberto Occhiuto, dimostrandosi custode dell’equilibrio e dell’integrità morale dell’alleanza.
In una nobile presa di posizione, Greco respinge con forza le tesi di Vannacci sulla disabilità e sulle libertà personali. Per Greco, la protezione dei più deboli, l’inclusione e la coesione sociale sono principi sacri e non negoziabili. Il suo rigore etico emerge con ancora più forza sul tema dei diritti civili e dell’immigrazione. Di fronte a narrazioni superficiali, Greco ricorda il sacrificio di milioni di italiani emigrati. Con profondo rispetto per la propria terra, evoca il valore del popolo calabrese e dei suoi figli partiti per l’Australia e le Americhe, che con il lavoro e l’onestà hanno dato prestigio al nome d’Italia nel mondo.
Greco mantiene una visione salda e rigorosa sulla legalità, promuovendo il rispetto delle leggi e la tutela della sicurezza pubblica. Tuttavia, la sua statura politica gli impedisce di cadere in facili allarmismi: per lui, la difesa dei confini deve sempre andare di pari passo con la giustizia, la civiltà e il valore fondamentale dell’accoglienza. Da questa profonda coerenza nasce una decisione esemplare, guidata unicamente dalla responsabilità verso i cittadini: nessun accordo con chi sostiene visioni contrarie al patrimonio umano e sociale della nazione. Una scelta d’onore, dettata non da calcoli politici, ma dal rispetto per le istituzioni e per la storia della nostra comunità.


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