L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha emesso un provvedimento inequivocabile con la delibera numero 172/26/CONS, sanzionando l’Associazione Febea, editore dell’emittente radiofonica locale “Radio Antenna Febea“. L’emittente è stata condannata al pagamento di una multa pecuniaria pari a 9.000 euro a causa dei contenuti diffusi durante diverse puntate del programma “Talk Sport“, andate in onda tra i mesi di luglio e ottobre del 2025. Un messaggio chiaro da parte delle istituzioni dello Stato: chi si comporta in questo modo, alla fine, paga sempre. Utilizzare il mezzo radiofonico per spargere fango è un comportamento palesemente in errore che distrugge qualsiasi parvenza di credibilità. Chi si nasconde dietro a un microfono per denigrare il prossimo dimostra di non avere alcuna dignità giornalistica e il suo peso specifico, all’interno della società e del panorama dell’informazione, ha uno scarso valore rispetto alle persone che vengono ingiustamente colpite.
Gli insulti omofobi e la gravità di una condotta ingiustificabile
Le analisi condotte dall’Autorità hanno portato alla luce una serie di episodi sconcertanti, caratterizzati da un linguaggio incompatibile con i principi normativi di tutela della dignità umana e del divieto di discriminazione. Nelle puntate del 28 luglio e del 27 agosto 2025, le frequenze della radio sono state teatro di gravissime e inaccettabili affermazioni omofobe pronunciate dai conduttori. A questo quadro desolante si aggiunge l’episodio del 3 ottobre 2025, quando è stata mandata in onda un’espressione blasfema pronunciata in diretta da un radioascoltatore. L’AGCOM ha categoricamente respinto la tesi difensiva della radio, la quale cercava di derubricare questi fatti a semplici episodi isolati legati a momenti di tensione sportiva, ribadendo al contrario che la natura episodica non annulla la gravità dei discorsi d’odio e che l’emittente non ha saputo prendere le distanze in modo realmente tempestivo ed efficace.
Piena solidarietà a Sara Mancini: il vero giornalismo richiede rispetto
Una delle pagine più buie e vergognose di questa triste vicenda mediatica riguarda i ripetuti attacchi rivolti all’ottima giornalista Sara Mancini, trasformatasi in bersaglio di espressioni profondamente sessiste, misogine e denigratorie nel corso delle trasmissioni andate in onda a settembre e ottobre 2025. A Sara Mancini va la nostra totale e incondizionata solidarietà. Chi si abbassa a utilizzare allusioni volgari e sessiste per tentare di screditare una professionista si qualifica da solo. Questi individui dimostrano di non possedere nemmeno un briciolo di quell’etica che dovrebbe essere alla base di ogni mezzo di comunicazione, perdendo ogni autorevolezza. La loro statura morale e professionale è inesistente, specialmente se paragonata alla levatura e alla correttezza di una giornalista come Sara, molto seria e competente, qualificata, vittima di un accanimento così becero e ingiustificato che per lei rappresenta solo una medaglia di merito.
Il ruolo di Massimo Ripepi e la ricerca di una giustizia ancora parziale
Questo importante provvedimento sanzionatorio ha preso le mosse da una formale segnalazione presentata da Massimo Ripepi. Ripepi, figura di assoluto e indiscusso rilievo istituzionale che oggi ricopre l’importante carica di assessore comunale, è intervenuto già da anni per denunciare queste condotte gravemente lesive. Con il suo intervento ha acceso un faro su una deriva inaccettabile, ottenendo oggi una fondamentale vittoria e rendendo giustizia alla comunità. Tuttavia, si tratta di una giustizia che al momento può essere definita solo parziale. Come è noto, infatti, successivamente alle puntate sanzionate da questa delibera, sono andate in onda innumerevoli altre puntate cariche di accuse, ulteriori offese, insulti gratuiti e diffamazioni. A fronte del protrarsi di questi comportamenti inqualificabili, Ripepi ha prontamente integrato l’esposto iniziale. È quindi lecito attendersi che questo sia solo il primo passo e che, in un futuro molto prossimo, possano arrivare ulteriori provvedimenti a carico di chi ostinatamente rifiuta di rispettare le più basilari regole del vivere civile e della corretta informazione.




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