Il capogruppo di centrodestra della II Circoscrizione, Antonino Ripepi, e il consigliere Fortunata Ieracitano intervengono sulla chiusura della Postazione di Continuità Assistenziale di Ortì, già sospesa dal 29 luglio 2026 a seguito della disposizione dell’ASP di Reggio Calabria prot. n. 71782. Il provvedimento, motivato dalle difficoltà logistiche derivanti dai lavori sulla strada di accesso alla frazione, prevede che la postazione rimanga chiusa fino al completamento degli interventi, senza indicare una data certa per la riapertura.
“Comprendiamo le esigenze organizzative e di sicurezza rappresentate dall’Azienda sanitaria – dichiarano Ripepi e Ieracitano – ma dal 29 luglio un territorio molto vasto è privo di un presidio sanitario essenziale. Questa situazione sta causando notevoli disagi, soprattutto agli anziani, alle persone fragili e a quanti non dispongono di un mezzo di trasporto“.
Secondo le segnalazioni ricevute dai cittadini, Ortì sarebbe comunque raggiungibile attraverso percorsi alternativi, in particolare da Archi e da Diminniti. I due consiglieri chiedono, pertanto, all’ASP di effettuare immediatamente una verifica tecnica della viabilità e di valutare la riapertura della postazione, consentendo al personale sanitario di utilizzare tali collegamenti.
Durante il periodo di chiusura, i residenti dell’asse viario di Terreti devono rivolgersi alle postazioni presenti nel Comune di Reggio Calabria, mentre quelli della vallata del Gallico sono indirizzati verso i presìdi di Gallico e Santo Stefano d’Aspromonte.
“Le soluzioni indicate dall’ASP rischiano di non garantire un’assistenza realmente accessibile. Inoltre, per i residenti dell’asse di Terreti non vengono specificati chiaramente i presìdi alternativi, i relativi indirizzi, gli orari e i recapiti telefonici“.
Ripepi e Ieracitano chiedono quindi il riesame urgente del provvedimento e la riapertura della guardia medica di Ortì. Qualora ciò non fosse immediatamente possibile, sollecitano l’attivazione di un presidio temporaneo in una sede vicina e facilmente raggiungibile, oltre alla comunicazione precisa dei servizi alternativi disponibili.
“La continuità assistenziale deve essere garantita concretamente. La tutela della salute dei cittadini, soprattutto nelle aree periferiche, non può essere subordinata alle difficoltà logistiche senza aver prima verificato tutte le possibili soluzioni alternative“.


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