“Le dichiarazioni del Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, secondo cui “bisogna chiudere i porti alla ‘ndrangheta”, rappresentano un richiamo forte e autorevole che conferma quanto il SAP denuncia da tempo: il porto di Gioia Tauro costituisce un’infrastruttura strategica non solo per la Calabria, ma per l’intero Paese e per l’Europa e, come tale, necessita di un dispositivo di sicurezza all’altezza delle sfide imposte dalla criminalità organizzata e dagli scenari internazionali”. Il Segretario Provinciale del SAP di Reggio Calabria, Pasquale Toscano.
“Non si tratta di una preoccupazione recente, già nel 2021 il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, aveva espresso forti perplessità in merito al progressivo indebolimento dei presidi di sicurezza operanti nello scalo marittimo di Gioia Tauro, evidenziando come una minore presenza della Polizia di Stato avrebbe inevitabilmente determinato minori livelli di sicurezza e di controllo del territorio proprio in uno dei presidi strategici per il contrasto alla criminalità organizzata. In quell’occasione, Paoloni richiamò anche l’allarme lanciato dalla Commissione Parlamentare Antimafia, sottolineando che il porto di Gioia Tauro rappresenta uno dei più importanti scali commerciali del Mediterraneo, con il conseguente aumento delle attività riconducibili ai traffici illeciti di droga, armi e ad altre forme di criminalità organizzata. Parole che, a distanza di anni, risultano oggi ancora più attuali e trovano ulteriore conferma nelle recenti dichiarazioni del Presidente Colosimo”.
“Il Sindacato Autonomo di Polizia ritiene pertanto non più rinviabile un concreto potenziamento del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro, che opera quotidianamente in un territorio ad altissima complessità, sostenendo un carico di lavoro sempre crescente con organici ormai insufficienti. Contestualmente, il SAP rinnova la richiesta di ripristinare le funzioni e l’autonomia dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Gioia Tauro, superando l’attuale assetto organizzativo che, negli anni, ha determinato un progressivo indebolimento della capacità operativa di un presidio essenziale per la sicurezza nazionale”.
“Il ripristino dell’autonomia dell’Ufficio di Frontiera non rappresenta soltanto una risposta alle croniche carenze di personale, ma costituisce una scelta strategica indispensabile per garantire una più efficace tutela della sicurezza portuale attraverso un’organizzazione moderna, funzionale ed efficiente, capace di rispondere alle attuali esigenze operative, all’evoluzione delle minacce criminali e terroristiche, ai nuovi sistemi europei di controllo frontaliero e alle imprescindibili esigenze di ordine e sicurezza pubblica”.
“Il porto di Gioia Tauro, primo hub di transhipment del Mediterraneo, richiede una presenza qualificata della Polizia di Stato, adeguatamente strutturata e dotata delle necessarie autonomie decisionali, affinché possa assicurare efficaci controlli di frontiera, contrastare i traffici illeciti e garantire elevati standard di ordine e sicurezza pubblica”.
“Il SAP rivolge pertanto un appello a tutte le Istituzioni affinché vengano adottate con urgenza tutte le iniziative necessarie per rafforzare gli organici del Commissariato di Gioia Tauro e per restituire piena autonomia all’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima, valorizzando una realtà strategica che rappresenta uno dei principali punti di accesso ai traffici commerciali internazionali. Investire sulla sicurezza del porto di Gioia Tauro significa investire sulla sicurezza della Calabria, dell’Italia e dell’intero sistema europeo di controllo delle frontiere. Le parole del Presidente Colosimo devono tradursi rapidamente in fatti concreti: servono uomini, risorse, autonomia organizzativa e una chiara volontà istituzionale di rafforzare la presenza dello Stato in uno dei luoghi più strategici del Mediterraneo”.


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