Gioia Tauro guarda al Mediterraneo: successo per il libro di Domenico Naccari tra Calabria, Marocco e grandi porti

Dopo Torino e Palmi, nuova tappa partecipata per "Il vento di Dakhla, il sole della Calabria" nell’ambito del festival letterario Tauro Book 2026. Al centro dell’incontro il ruolo strategico di Gioia Tauro, i rapporti con il Marocco e le prospettive di collaborazione nel Mediterraneo

  • presentazione libro domenico naccari a gioia tauro
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Dopo il Salone Internazionale del Libro di Torino e la partecipata presentazione di Palmi, nuova tappa di successo per “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”, il libro dell’avv. Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco in Calabria, presentato a Gioia Tauro nell’ambito del Festival della Letteratura “Tauro Book 2026”. La serata, svoltasi davanti alla Sala Fallara, in Piazza Mercato, ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, confermando l’interesse per un volume che, partendo dall’esperienza personale e istituzionale dell’autore, racconta oltre trent’anni di rapporti con il Marocco e propone una visione del Mediterraneo fondata sul dialogo, sulla conoscenza reciproca e sulla costruzione di nuove relazioni tra popoli e territori.

Particolarmente significativa la tappa di Gioia Tauro, città che ospita, a Palazzo Sant’Ippolito, la sede del Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria e che, anche grazie alla presenza del suo grande porto, rappresenta uno dei luoghi strategici sui quali costruire nuove relazioni tra la Calabria, il Marocco e l’intero bacino mediterraneo. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali della Sindaca di Gioia Tauro, avv. Simona Scarcella, che ha richiamato la storica vocazione internazionale della città, ricordando come alla fine dell’Ottocento vi fossero ben undici rappresentanze consolari.

Una tradizione alla quale Gioia Tauro si è idealmente ricongiunta con l’apertura della sede del Consolato Onorario del Regno del Marocco, recuperando una dimensione internazionale oggi rafforzata dalla centralità del suo porto. Scarcella ha quindi evidenziato le grandi potenzialità dello scalo gioiese, anche nel confronto con la straordinaria crescita del sistema portuale di Tangeri, sottolineando le prospettive che possono aprirsi attraverso un rafforzamento delle relazioni tra Calabria e Marocco.

Il ruolo del Consolato e la diplomazia territoriale

A dialogare con Domenico Naccari è stata la dott.ssa Monica Della Vedova, che ha moderato l’incontro per il GdL Lab Donne di Gioia Tauro, promotore della serata. Il gruppo di lettura, composto da circa quaranta donne tra casalinghe, insegnanti, professioniste e pensionate, rappresenta una vivace realtà culturale del territorio ed è promotore del festival letterario “Tauro Book”.

Della Vedova ha guidato il dialogo partendo dal libro e dall’esperienza ultratrentennale dell’autore con il Marocco, chiedendo anche di approfondire le funzioni del Console Onorario e il ruolo concreto del Consolato sul territorio. Naccari ha illustrato un’attività che spazia dal raccordo con la comunità marocchina ai rapporti con le istituzioni, fino alla promozione delle relazioni culturali, sociali ed economiche tra Calabria e Marocco, in quella dimensione di diplomazia territoriale che costituisce uno dei fili conduttori del volume.

Da Dakhla a Tangeri, il Mediterraneo come spazio di incontro

Nel corso della serata Naccari ha ripercorso il lungo rapporto che lo lega al Regno del Marocco, raccontandone le bellezze, le trasformazioni e le potenzialità, ma soprattutto soffermandosi sulla possibilità di trasformare la posizione geografica della Calabria in una concreta opportunità di relazioni economiche, culturali e istituzionali. Non sono mancati i richiami a Dakhla, che dà il nome al libro, a Chefchaouen, la celebre “perla blu” del Marocco, e a Tangeri, porta del Regno verso l’Europa e il Mediterraneo.

Proprio il rapporto tra Tanger Med e Gioia Tauro è stato uno dei temi centrali della serata: due grandi realtà portuali che testimoniano quanto il Mediterraneo possa tornare ad essere protagonista dei grandi flussi commerciali internazionali e quanto Calabria e Marocco possano trovare nella loro posizione geografica un elemento di forza e una concreta opportunità di collaborazione. Al centro della riflessione è rimasto il Mediterraneo inteso non come confine, ma come spazio di incontro, nel quale le relazioni tra territori possono affiancare la diplomazia tradizionale e creare occasioni di sviluppo, cooperazione e conoscenza reciproca.

Naccari: “Costruire ponti tra la Calabria e il Marocco”

“Presentare questo libro a Gioia Tauro ha per me un significato particolare – ha sottolineato Domenico Naccari – perché questa città ha accolto il Consolato del Regno del Marocco e ha dimostrato concretamente di credere nel dialogo e nell’apertura verso il Mediterraneo. Dopo Torino e Palmi, essere qui significa proseguire un viaggio che non è soltanto quello di un libro, ma quello di un’idea: costruire ponti tra la Calabria e il Marocco.”

La serata è stata arricchita dagli interventi musicali dei “Compagni di viaggio”, con Carmen Orso, Daniela Tilotta e Alessandro Lombardo, che hanno accompagnato i diversi momenti dell’incontro contribuendo a creare un clima di partecipazione e condivisione. Dopo Torino e Palmi, anche Gioia Tauro ha così confermato il positivo percorso de “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”: un libro che parte da una storia personale e da oltre trent’anni di esperienza con il Marocco, ma diventa occasione per discutere di Calabria, relazioni internazionali, porti, diplomazia, cultura e futuro del Mediterraneo. Un messaggio sintetizzato dalla frase che accompagna il percorso del volume: “In un tempo in cui il mondo costruisce muri, questo libro racconta come si costruiscono ponti”.