Gambarie prova a rafforzare la propria vocazione culturale accanto a quella turistica e naturalistica. Nell’ambito della rassegna “Gambarie da leggere…”, l’Hotel Centrale ha ospitato la presentazione del libro “Tra il mare e la montagna non c’è confine”, opera prima dell’ingegnere Stefano De Luca, pubblicata da Laruffa Editore. La serata non è stata soltanto un appuntamento letterario, ma anche un momento di valorizzazione del rapporto tra il territorio aspromontano e la sua vocazione culturale. A moderare l’incontro è stato lo scrittore Giovanni Suraci, che ha accompagnato il pubblico nella conoscenza dell’opera e del suo autore.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Santo Stefano in Aspromonte, Francesco Malara, è intervenuto il professor Daniele Cananzi, che ha sviluppato la relazione sul romanzo mettendone in evidenza alcuni dei temi centrali, dalla restanza alla legalità, passando per l’amore e le suggestioni legate ai luoghi. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il dottor Edoardo Lamberti Castronuovo e il dottor Antonio Piazza, offrendo ulteriori spunti di riflessione sul libro e sul significato di una narrazione profondamente radicata nella Calabria dello Stretto e dell’Aspromonte.
Dal blu dello Stretto al verde dell’Aspromonte
Il titolo del romanzo racchiude già una delle principali chiavi di lettura dell’opera: tra il mare e la montagna non esiste una vera separazione, ma un paesaggio umano e geografico continuo nel quale Reggio Calabria, lo Stretto e l’Aspromonte diventano espressioni di una stessa identità. Il romanzo racconta, attraverso una successione di episodi, la storia umana e professionale del protagonista, intrecciandola con i luoghi, le esperienze e le scelte che ne segnano il percorso. Il paesaggio, dunque, non rappresenta un semplice sfondo narrativo, ma diventa una presenza capace di incidere sulla formazione dell’uomo e sulle sue decisioni. È proprio il passaggio dal blu dello Stretto al verde dei boschi aspromontani, quella particolare “fusione verticale”, a costituire uno degli elementi caratterizzanti del libro e a restituire l’immagine di un territorio nel quale ambienti apparentemente diversi finiscono per fondersi in un’unica esperienza.
Uno dei temi centrali dell’opera è quello della scelta di rimanere nella propria terra. Per un professionista chiamato a confrontarsi con possibilità e occasioni che potrebbero condurlo lontano, restare non assume il significato di una rinuncia o di un’immobilità, ma quello di una decisione consapevole di investire sulle proprie radici. È una prospettiva sintetizzata nel sottotitolo del volume: “Rimanere non è restare fermi. È scegliere di radicarsi, di crescere dove si è stati piantati”. Una riflessione particolarmente significativa in un territorio come quello aspromontano, dove il rapporto con i luoghi, la memoria e l’appartenenza può trasformarsi in una risorsa culturale prima ancora che turistica.
L’emozione di Stefano De Luca nella sua Gambarie
A concludere l’incontro è stato lo stesso Stefano De Luca, visibilmente emozionato nel presentare al pubblico un’opera nella quale confluiscono esperienza personale, sensibilità e un profondo legame con la propria terra. Nato a Santo Stefano in Aspromonte, ingegnere e libero professionista, De Luca ha avuto anche esperienze amministrative a Reggio Calabria e a Palmi.
La presentazione di Gambarie ha assunto così un valore particolare, perché il libro è tornato nei luoghi dai quali idealmente nasce il suo racconto e nei quali il tema delle radici acquista un significato ancora più forte. Il rapporto tra esperienza individuale e territorio diventa uno degli elementi attraverso i quali l’autore prova a raccontare una Calabria nella quale la possibilità di costruire il proprio futuro non deve necessariamente coincidere con l’abbandono dei luoghi d’origine.
“Gambarie da leggere…” e il progetto di una cittadella culturale estiva
L’iniziativa si inserisce in una prospettiva più ampia che la rassegna “Gambarie da leggere…”, curata dal dottor Giovanni Suraci, sembra voler costruire: fare della località turistica aspromontana non soltanto una destinazione legata alla natura, al clima e all’ospitalità, ma anche un centro culturale estivo capace di richiamare scrittori, studiosi, artisti e pubblico attorno ai libri e alle idee.
La serata dedicata a De Luca si muove proprio in questa direzione. La cultura diventa occasione di incontro e, contemporaneamente, uno strumento attraverso il quale raccontare il territorio utilizzando la voce di chi da quel territorio proviene. In questa prospettiva emerge uno dei messaggi più suggestivi del romanzo e dell’intera iniziativa: il mare e la montagna non sono due mondi separati, così come turismo e cultura non devono esserlo.
Gambarie può dunque diventare il punto d’incontro tra queste dimensioni, trasformando la bellezza del paesaggio in un’esperienza culturale e facendo della lettura uno degli strumenti privilegiati per conoscere e riconoscere l’identità dell’Aspromonte. La presentazione di “Tra il mare e la montagna non c’è confine” ha indicato una possibile strada: Gambarie non soltanto come luogo da visitare, ma come luogo da ascoltare, leggere e vivere attraverso le storie di chi questa terra la conosce, la ama e continua a sceglierla.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?