“Non chiedo sconti, a Messina si è aperta una falla e dobbiamo spiegarla. Abbiamo disposto l’ispezione, collaboriamo con gli investigatori e non proteggeremo chi avesse sbagliato“. Così, il Presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, in una intervista al Corriere della Sera parlando del furto delle opere di Antonello da Messina dal Museo regionale di Messina. A chi critica l’autonomia della Regione affermando che è stata usata “male” il Governatore replica: “Che talvolta sia stata usata male è vero. Ma usare questo furto per decretarne il fallimento è una scorciatoia politica. Proprio grazie all’autonomia la Sicilia ha creato la Soprintendenza del Mare prima ancora dello Stato. Dalla visione del compianto Sebastiano Tusa è nata una scuola riconosciuta nel mondo. Autonomia non è privilegio: è responsabilità e capacità di valorizzare la nostra identità“.
Tornando all’inchiesta sul furto e sui custodi, Schifani spiega: “Non spetta alla politica indicare colpevoli prima delle prove. Ma garantisco: nessun capro espiatorio e nessuna copertura di apparato. Verificheremo turni, postazioni, segnali e tempi di reazione. Da oggi i quattro custodi sono in ferie d’ufficio e vi resteranno finché i fatti non saranno chiariti. Non è una condanna anticipata, ma una misura organizzativa”. “Le prime verifiche indicano che allarme e telecamere hanno funzionato: il segnale è scattato e le immagini ci sono. La criticità sembra quindi umana: segnali non letti o non gestiti. Un fatto grave su cui accerteremo senza indugio le responsabilità- aggiunge Schifani -Un custode non può essere soltanto un nome scritto sul turno. Custodire significa vigilare davvero e reagire subito a un allarme. Se la sala di controllo doveva essere presidiata ed era vuota, sarebbe molto grave. Non accetterò il gioco nel quale, alla fine, nessuno era competente e nessuno è responsabile”.
E poi Renato Schifani spiega: “Ho scoperto oggi che, fin dall’apertura del nuovo museo — parziale nel 2016 e completa nel 2017 — non è mai stato previsto alcun collegamento diretto con le forze di polizia. Una scelta grave e incomprensibile. Non cerco alibi nelle decisioni del passato: oggi la responsabilità è nostra e il sistema cambierà“.
Dopo il Caravaggio rubato nel 1969 e questo nero Ferragosto, che cosa farà la Regione per proteggere le altre grandi opere? “Il Caravaggio è una ferita ancora aperta. Messina impone un cambio di passo. Avvieremo una verifica straordinaria nei principali musei e siti regionali rafforzando tecnologia, collegamenti operativi, formazione e controlli. Ma sicurezza e fruizione devono procedere insieme. Abbiamo destinato oltre 182 milioni a 57 interventi. Musei e parchi restano aperti anche nei festivi. Vogliamo un patrimonio protetto, vivo e aperto a tutti”.


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