Il consenso verso Fratelli d’Italia sembra cambiare natura. Se negli anni scorsi la figura di Giorgia Meloni rappresentava il principale motivo di scelta per una larga parte degli elettori del partito, nel 2026 cresce invece il peso dell’identificazione con i valori della destra politica italiana. È quanto emerge dai dati di AnalisiPolitica, che confrontano le risposte degli elettori di Fratelli d’Italia nel 2023, 2025 e 2026 alla domanda: “Qual è il motivo principale per cui voterebbe Fratelli d’Italia?”. Il dato più evidente riguarda proprio la leadership. Nel 2023 il 39% degli intervistati indicava come principale ragione del voto la figura di Giorgia Meloni. La quota era rimasta sostanzialmente stabile nel 2025, al 40%, ma nel 2026 scende bruscamente al 21%. In tre anni, dunque, il peso personale della presidente del Consiglio nelle motivazioni dichiarate dagli elettori si riduce di 18 punti percentuali.
Cresce in modo significativo la componente più propriamente politica e identitaria
Parallelamente cresce in modo significativo la componente più propriamente politica e identitaria. La risposta secondo cui Fratelli d’Italia “rappresenta i valori più giusti della destra politica italiana” passa dal 22% del 2023 al 28% del 2025, fino ad arrivare al 40% nel 2026. È oggi la motivazione più citata dagli elettori interpellati. Aumenta anche la quota di chi considera Fratelli d’Italia un partito dotato di molti dirigenti validi oltre a Giorgia Meloni. Questa risposta raccoglieva appena il 9% nel 2023, saliva al 12% nel 2025 e raggiunge il 18% nel 2026. Un andamento che potrebbe indicare, almeno nella percezione del suo elettorato, un progressivo rafforzamento dell’identità collettiva del partito rispetto alla sola centralità della leader. Diminuisce invece la componente del voto più pragmatico o “per esclusione”. Nel 2023 il 26% affermava di scegliere Fratelli d’Italia perché, “tra tutti i partiti di oggi, è il meno peggio”. La percentuale scende al 19% nel 2025 e al 14% nel 2026. Cresce infine la quota degli indecisi sulla motivazione: il “non so”, dopo essere passato dal 4% del 2023 all’1% del 2025, sale al 7% nel 2026.
Il confronto suggerisce una trasformazione interessante nel rapporto tra Fratelli d’Italia e il proprio elettorato
Nel complesso, il confronto suggerisce una trasformazione interessante nel rapporto tra Fratelli d’Italia e il proprio elettorato. Il partito appare nel 2026 meno dipendente dall’attrattiva personale di Giorgia Meloni e maggiormente sostenuto per la propria collocazione politica e valoriale. Non significa necessariamente un indebolimento della leadership, ma segnala che, nelle motivazioni dichiarate dagli elettori, il riferimento alla leader non è più predominante come negli anni precedenti.
La fotografia restituita dal sondaggio è quindi quella di un consenso che sembra progressivamente spostarsi dalla personalizzazione alla strutturazione politica del voto: un cambiamento potenzialmente rilevante per comprendere l’evoluzione futura di Fratelli d’Italia e la sua capacità di consolidarsi come forza politica oltre la figura del suo presidente.



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