L’incessante eruzione dell’Etna sta mettendo in ginocchio i trasporti del Sud Italia, trasformando le vacanze e i rientri di tantissime persone in una vera e propria odissea. Nell’ultima settimana abbiamo assistito a scene di esasperazione, con centinaia di migliaia di passeggeri bloccati, dormite di fortuna sui pavimenti dei terminal e un bollettino infinito di voli cancellati o dirottati a centinaia di chilometri di distanza. Molti si chiedono perché, di fronte a un po’ di fumo nero, le autorità decidano di paralizzare un’intera regione. La risposta è semplice e riguarda la nostra vita: quella che da terra sembra innocua polvere, in quota è in realtà una miscela letale di roccia frammentata e vetro.
Questa cenere vulcanica, se aspirata dai motori di un aereo in volo, si fonde all’istante bloccando le turbine e spegnendo i motori, oltre a “sabbiare” i vetri della cabina di pilotaggio azzerando la visuale. Per questo motivo, la chiusura dello spazio aereo non è mai un dispetto ai viaggiatori, ma l’unica strada possibile per tutelare l’incolumità di tutti.
La mappa dei venti: come si decide chi resta aperto
Per evitare di chiudere l’intera Sicilia e la Calabria ogni volta che il vulcano sbuffa, i controllori di volo hanno diviso il cielo attorno all’Etna in una serie di fette immaginarie, un po’ come gli spicchi di un’arancia. La regola d’oro è una sola: tutto dipende dalla direzione del vento. Chi gestisce il traffico aereo guarda costantemente dove le correnti spingono il pennacchio nero. Se il vento soffia verso nord-est, spingendo la nube oltre lo Stretto di Messina, la Sicilia tira un sospiro di sollievo ma il disagio si sposta in Calabria, costringendo l’aeroporto di Reggio Calabria a chiudere i battenti per precauzione. Al contrario, quando le correnti portano la cenere verso sud o verso sud-est, lo scenario si complica drammaticamente per l’isola, innescando una serie di limitazioni che variano a seconda di dove si piazza esattamente la colonna di fumo.
Le acrobazie dei piloti tra Catania e Comiso
Non sempre si arriva alla chiusura totale, ma spesso si entra in una fase di emergenza in cui gli scali lavorano a metà. Per esempio, se il vento spinge la cenere lateralmente rispetto alla costa ionica, l’aeroporto di Catania viene costretto a una vera e propria gincana. Le autorità impongono ai piloti di atterrare esclusivamente dal lato del mare e di decollare dal lato opposto, per schivare la nube ed evitare che le manovre incrocino la zona contaminata. Ma se il vento soffia dritto verso sud, investendo in pieno le rotte di avvicinamento, la situazione precipita: Fontanarossa viene costretta a chiudere gli arrivi, potendo solo far decollare qualche aereo, oppure, nel peggiore dei casi, chiude del tutto. La situazione diventa una vera e propria paralisi quando la nube vulcanica si allunga verso l’entroterra ragusano. In quel caso, il sistema crolla a effetto domino, portando alla chiusura simultanea sia di Catania che dell’aeroporto di Comiso. Se invece la cenere va verso sud-ovest, Comiso subisce un blocco a metà, potendo far partire i passeggeri ma vietando agli aerei di atterrare.
Le previsioni meteo: fine del calvario o nuovi disagi?
Tutti gli occhi sono ora puntati sulle previsioni meteo, per capire quando si tornerà alla normalità. Purtroppo, le notizie per i prossimi giorni indicano ancora tanta pazienza. Negli ultimi dieci giorni abbiamo avuto venti costanti da nord, che hanno schiacciato la cenere proprio sulla Sicilia orientale. Questa situazione andrà avanti identica almeno fino alla giornata di giovedì, il che significa che per altri quattro giorni l’allerta resta massima: il rischio di nuove chiusure repentine a Catania e Comiso è dietro l’angolo. La vera svolta potrebbe arrivare da venerdì. Le previsioni meteo prevedono infatti un cambio netto della circolazione atmosferica, con l’arrivo di correnti meridionali. Se, come previsto, si alzerà un forte vento di libeccio da sud-ovest, la nube del vulcano verrà spazzata via dalla Sicilia, spinta con forza verso nord-est. Questa è un’ottima notizia per il turismo siciliano, perché garantirebbe la ripresa totale dei voli su Catania e Comiso, ma c’è un rovescio della medaglia. Il fumo finirebbe dritto sulla Calabria, facendo scattare quasi certamente il semaforo rosso e la conseguente chiusura precauzionale dello scalo reggino, in nome dell’assoluta sicurezza dei voli. I prossimi aggiornamenti meteo saranno decisivi.
Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:




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