Le Elezioni Suppletive di Reggio Calabria 2026 dovevano essere in tono sicuramente minore, con una vittoria scontata del candidato di Forza Italia, nominato da Cannizzaro per prendere proprio il suo posto in Parlamento, lasciato libero dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria. E, invece, un cambio di casacca improvviso, nonchè politicamente discutibile, ha messo un po’ di pepe sull’ultimo mese che precede la campagna elettorale. Del resto, in Calabria il peperoncino è di casa.
Succede che il generale Vannacci, sul gong della presentazione delle candidature, piazzi il nome a sorpresa: Domenico Giannetta, fuoriuscito da Forza Italia. Una candidatura stigmatizzata dall’asse Cannizzaro-Occhiuto, gli uomini di primo piano del partito in Calabria, ma difesa a spada tratta dal generale.
Ospite de La Piazza di Affaritaliani a Ceglie Messapica, Vannacci ha ribadito di credere nel possibile colpaccio: “possiamo vincere, abbiamo un candidato fortissimo e reggino, al contrario del centrodestra che propone un romano, che lo Stretto l’ha visto solo in cartolina. Siamo noi l’unica novità“.
Vannacci punta sull’identità: “fortissimo e reggino“. Giannetta rischia di non essere propriamente nessuno dei due. Innanzitutto, Giannetta è di Oppido Mamertina, paese a circa 65 km da Reggio Calabria. Sicuramente più ‘territoriale’ di Roscioli, ma Vannacci non sta candidando proprio un politico nato e cresciuto fra Gebbione e viale Calabria, Pellaro, Santa Caterina, Catona… insomma, avete capito. In questo senso, la candidatura di Roscioli ha una lettura differente: Forza Italia ha puntato su un candidato autorevole, il tesoriere del partito, forte anche del sostegno dell’elettorato, sull’appartenenza.
E qui anche il “fortissimo” diventa relativo. “Fortissimo” in Calabria è il consenso di Forza Italia che ha portato prima all’elezione di Occhiuto come presidente della Regione, poi alla ri-elezione dello stesso; al trionfo plebiscitario di Cannizzaro come sindaco di Reggio Calabria; infine, dettaglio non di poco conto, all’elezione in Consiglio Regionale dello stesso Giannetta che ha potuto contare proprio sul “fortissimo” bacino forzista calabrese.
Giannetta, da 24 anni in FI, equilibrato, moderato, liberale, si è scoperto in pochi mesi di tutt’altra pasta? Quegli stessi elettori che condividono le posizioni moderate di Forza Italia, e che vedevano in Giannetta un’espressione di tali valori, oggi voteranno il candidato di un partito contrario all’aborto, favorevole alla remigrazione, ultra nazionalista e sovranista? Un partito di destra tutt’altro che moderata, più a destra di FdI, nettamente più a destra di Forza Italia.
La fuoriuscita dal partito di Giannetta sarà letta come una ripicca per la mancata candidatura, bollata come ‘tradimento’ e bocciata; o sarà premiata come volontà di dare seguito alla ‘novità’ politica decantata dal generale Vannacci? Come sempre in democrazia, la scelta sarà rimessa al volere degli elettori.


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