La Cisl Scuola Reggio Calabria, facendo seguito alle segnalazioni ricevute dal personale docente e dalla RSU di istituto, ha espresso la propria contrarietà alla circolare emanata dall’istituzione scolastica, contestandone la parte relativa all’obbligo generalizzato di presenza a scuola il 1° settembre 2026. Secondo il sindacato, infatti, la disposizione imporrebbe indistintamente a tutti i docenti in servizio un obbligo che, sulla base delle indicazioni contrattuali, riguarderebbe soltanto alcune specifiche situazioni giuridiche. “Contrarietà e la contesta nella parte in cui impone, indistintamente a tutti i docenti in servizio, l’obbligo di presa di servizio il 1° settembre 2026, a prescindere dall’effettiva sussistenza o meno di una specifica situazione giuridica”, si legge nella nota della Cisl Scuola Reggio Calabria.
Il sindacato ricorda che, secondo quanto previsto dalla normativa contrattuale, l’obbligo di presa di servizio il primo settembre riguarda esclusivamente alcune categorie di docenti: neoassunti in ruolo, personale con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, docenti in conferma in ruolo, trasferiti, interessati da passaggi, nuove assegnazioni oppure rientrati da congedo, aspettativa o particolari posizioni di stato o di servizio. Per la Cisl, invece, i docenti già di ruolo che non rientrano in nessuna delle condizioni indicate non avrebbero l’obbligo di presentarsi a scuola il primo settembre, fatta eccezione per eventuali convocazioni del Collegio dei docenti o per altre attività funzionali previste dal Piano annuale delle attività.
Il richiamo al contratto nazionale della scuola
Alla base della posizione del sindacato c’è il riferimento agli articoli 43 e 44 del CCNL 18 gennaio 2024, che disciplinano rispettivamente le attività dei docenti e le attività funzionali all’insegnamento. L’articolo 43 stabilisce che gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento e attività funzionali alla prestazione di insegnamento. Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che devono essere conferiti in forma scritta. Il piano, secondo quanto evidenziato dalla Cisl, viene deliberato dal Collegio dei docenti nell’ambito della programmazione dell’azione didattico-educativa e può essere modificato nel corso dell’anno scolastico per far fronte a nuove esigenze, con informazione alle organizzazioni sindacali.
La Cisl richiama inoltre l’articolo 44 del CCNL, secondo cui l’attività funzionale all’insegnamento comprende tutti gli impegni inerenti alla funzione docente, comprese le attività di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, oltre alla preparazione dei lavori degli organi collegiali, alla partecipazione alle riunioni e all’attuazione delle relative delibere. Tra gli adempimenti individuali rientrano la preparazione delle lezioni e delle esercitazioni, la correzione degli elaborati e i rapporti individuali con le famiglie.
Le attività collegiali riguardano invece la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, comprese programmazione e verifica di inizio e fine anno, per un massimo di 40 ore annue; la partecipazione ai consigli di classe, interclasse e intersezione, inclusi i gruppi di lavoro operativo per l’inclusione, secondo i criteri stabiliti dal Collegio dei docenti; oltre allo svolgimento di scrutini, esami e relativi adempimenti.
La posizione del sindacato sui periodi senza lezioni
Dal quadro normativo richiamato, la Cisl sostiene che nei periodi di sospensione delle lezioni e di interruzione delle attività didattiche i docenti non abbiano l’obbligo di permanere a scuola per l’intero orario di servizio, ma possano essere impegnati esclusivamente in attività funzionali o aggiuntive deliberate e previste dal piano delle attività. Tra queste rientrerebbero eventuali consigli di classe entro i limiti previsti, scrutini ed esami con gli adempimenti collegati, riunioni del Collegio dei docenti, attività di programmazione e verifica entro le 40 ore annue, oltre ad eventuali attività di aggiornamento o attività aggiuntive previste dal PTOF o deliberate dal Collegio dei docenti.
La Cisl Scuola Reggio Calabria contesta quindi la possibilità di imporre una semplice presenza fisica a scuola senza un’attività programmata, così come l’eventuale obbligo di firma del registro delle presenze o una presunta reperibilità del docente non impegnato in specifiche attività. “Non è quindi ipotizzabile l’imposizione della semplice presenza nella scuola (con eventuale obbligo di firma del registro delle presenze) indipendentemente dall’impegno in attività programmate, o di una presunta “reperibilità” del docente non impegnato in alcuna attività, non trovando ciò corrispondenza negli obblighi stabiliti dalla norma contrattuale”, sottolinea l’organizzazione sindacale.
Per questo motivo la Cisl chiede al dirigente scolastico il ritiro della circolare nella parte relativa alla presa di servizio obbligatoria per il personale docente già in servizio negli anni scolastici precedenti. Contestualmente viene richiesta l’apertura di un tavolo di confronto con la partecipazione di tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL del comparto scuola e della RSU di istituto, da convocare prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.


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