Il cinema ha smesso per una sera di essere soltanto immagini proiettate su uno schermo e si è trasformato in magia. È successo ieri sera all’Arena di Pellaro, dove Isabella R. Zanivan e Guido Marini, in arte i Disguido, hanno conquistato il pubblico con “Disillusion – Cine Magic Show”, secondo appuntamento dell’Allegria Festival. Uno spettacolo travolgente, poetico e ironico nel quale illusionismo, trasformismo, mimo, teatro e visual comedy si sono intrecciati per raccontare, in modo completamente originale, la storia del grande cinema. Un successo che ha coinvolto grandi e bambini, accompagnandoli in un universo dove tutto può accadere e dove la magia diventa lo strumento per riscrivere le immagini e i miti della Settima Arte.
I Disguido sono una coppia 50&50 sul palco e nella vita, un sodalizio artistico e umano nato dall’amore per il teatro, la magia e il cinema
I Disguido sono una coppia 50&50 sul palco e nella vita, un sodalizio artistico e umano nato dall’amore per il teatro, la magia e il cinema. Guido Marini è attore, regista e scenografo, mentre Isabella R. Zanivan è attrice, danzatrice e psicologa: insieme hanno costruito negli anni un linguaggio scenico personale, nel quale realtà e illusione si confondono continuamente. Il loro percorso è stato riconosciuto da importanti premi nazionali e internazionali, tra cui il Mandrake d’Or e il terzo premio FISM in Comedy Magic agli Europei di Blackpool. Con Disillusion il pubblico di Pellaro ha attraversato diverse epoche della storia del cinema: dai pionieri dei fratelli Lumière alle atmosfere surreali di Fellini, fino alle suggestioni dei grandi cult e alle visioni di Kubrick. Ma quello dei Disguido non è un semplice omaggio cinematografico. È una vera e propria dichiarazione d’amore per quel meccanismo misterioso che da sempre unisce cinema e magia: far vedere qualcosa che non esiste e, per il tempo di uno spettacolo, convincerci che sia reale.
Le colonne sonore hanno scandito il ritmo delle performance
Le colonne sonore hanno scandito il ritmo delle performance, mentre trasformazioni, apparizioni, gag e giochi di mimo hanno dato vita a un film senza pellicola. Ogni scena è diventata una piccola sequenza cinematografica, ogni trucco una citazione, ogni risata un modo per riportare il pubblico a quella sensazione infantile e potentissima di stupore che accompagna il primo incontro con il cinema. “Il cinema è magia perché ci permette di vivere mille vite in una sola sera. La magia, invece, fa qualcosa di ancora più curioso: prende quella realtà che abbiamo visto sullo schermo e la porta fuori, davanti ai nostri occhi”, raccontano i Disguido. E quando si chiede loro quale sia il segreto per lavorare insieme anche nella vita privata, la risposta arriva con il loro consueto sorriso: “Sul palco siamo una coppia, nella vita siamo una coppia… quindi possiamo discutere due volte sullo stesso numero”. Una battuta che racconta bene anche il loro modo di stare in scena: complicità, ritmo, sguardi e una perfetta sintonia costruita nel tempo.
“La cosa più bella è riuscire a sorprenderci ancora. Dopo tanti anni insieme, la sfida è non perdere la capacità di guardarci e pensare: “Vediamo cosa succede adesso”. E questo vale tanto nella vita quanto sul palcoscenico“, aggiungono Isabella e Guido. La loro forza, infatti, sta proprio nella complicità. Una complicità che non viene spiegata ma si vede nei gesti, negli incastri perfetti delle trasformazioni, nei tempi comici e negli sguardi con cui i due performer sembrano comunicare anche senza parlare. Il pubblico dell’Arena di Pellaro ha seguito lo spettacolo con entusiasmo, lasciandosi trasportare in un mondo sospeso tra realtà e fantasia. Disillusion ha confermato così la capacità dell’Allegria Festival di proporre spettacoli capaci di parlare a generazioni diverse, attraverso linguaggi contemporanei e immediatamente accessibili. “Noi cerchiamo sempre di non mettere il pubblico davanti alla magia, ma dentro la magia – spiegano i Disguido -. Quando una persona ride, si stupisce o per un istante non capisce più dove finisca la realtà e inizi l’illusione, allora sappiamo di aver raggiunto il nostro obiettivo”.
La serata di Pellaro è stata dunque un piccolo viaggio nel cuore della Settima Arte
La serata di Pellaro è stata dunque un piccolo viaggio nel cuore della Settima Arte, dove il cinema è tornato a essere quello che forse è sempre stato: un luogo dell’immaginazione nel quale l’impossibile può diventare credibile. L’evento è stato promosso dall’associazione Calabria dietro le quinte APS, con la direzione di Giuseppe Mazzacuva, nell’ambito del progetto “ReggioFest 2026 – Cultura Diffusa” del Comune di Reggio Calabria. L’Allegria Festival, in programma sino al 10 settembre nei quartieri di Pellaro e Bocale, propone spettacoli dal vivo, laboratori, attività per famiglie e momenti di animazione territoriale.
Il cartellone prosegue questa sera all’Arena di Pellaro con “Il Principe Ranocchio”
Il cartellone prosegue questa sera, 21 agosto alle ore 21.30, all’Arena di Pellaro con “Il Principe Ranocchio”. Sabato 22 agosto, alle 21.30, sarà la volta di “Tamburo è voce… Battiti di un Cantastorie” con Nando Brusco, mentre nel pomeriggio, alle 18, è previsto il trekking urbano teatralizzato ai Forti Umbertini di Pentimele. Domenica 23 agosto, alle 21.30, appuntamento con Marco Bellomo e “Ritrovarsi in un sogno”, spettacolo di teatro visuale e bolle di sapone.
Il Festival degli Aquiloni, riprogrammato al 24 agosto a causa del maltempo, animerà dalle ore 11 la spiaggia di Punta Pellaro del Free Spirits con aquiloni, artisti di strada e laboratori per bambini, in collaborazione con la Pro Loco Reggio Sud. La programmazione degli spettacoli dal vivo proseguirà poi a Bocale il 25 agosto con il cabaret di Gennaro Calabrese, “Calabresissimo Me”, e il 26 agosto con il concerto “La grande notte del Rock and Roll” di Luca Guaraldi. Dopo aver fatto brillare la magia del cinema sul palcoscenico di Pellaro, l’Allegria Festival continua così il suo viaggio tra linguaggi, artisti e territori, con l’obiettivo di portare la cultura e lo spettacolo dal vivo sempre più vicino alle comunità. E, come hanno ricordato i Disguido prima di lasciare il palco: “Il cinema ci insegna che tutto è possibile. La magia ci ricorda che, qualche volta, basta crederci davvero”.




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