Il calcio femminile continua a essere al centro del dibattito pubblico, tra chi ne vede un movimento in crescita e chi ritiene che fatichi ancora a conquistare un seguito paragonabile a quello maschile. Secondo il sondaggio realizzato da Termometro Politico con metodo CAWI su un campione di 2.600 interviste raccolte tra il 26 e il 28 agosto 2026, gli italiani mostrano opinioni molto differenti sul motivo per cui il calcio femminile abbia ancora difficoltà ad attirare l’attenzione di televisioni, sponsor e tifosi. La domanda posta agli intervistati è stata: “La Liga calcio femminile spagnola ha rischiato di non trovare nessun acquirente dei diritti TV. Il calcio femminile secondo lei non interessa?” Le risposte mostrano un quadro articolato: una parte degli italiani ritiene che il movimento abbia bisogno di tempo per crescere, altri attribuiscono la difficoltà di diffusione a differenze qualitative rispetto al calcio maschile, mentre una quota significativa considera ancora presenti pregiudizi e ostacoli culturali.
Per molti il calcio femminile deve ancora affermarsi
La risposta più scelta dagli intervistati riguarda l’idea che il calcio femminile non sia necessariamente poco interessante, ma che abbia bisogno di tempo per consolidarsi. Il 25,2% del campione sostiene infatti: “Non molto, forse ci vorrà del tempo per affermarsi o non si affermerà mai. L’importante è che sia il mercato, cioè i tifosi, a decidere se deve andare in Tv o meno”. Questa posizione rappresenta la principale lettura del fenomeno: secondo una parte consistente degli italiani, il futuro del calcio femminile dovrebbe essere determinato soprattutto dalla capacità di attrarre pubblico, interesse e sostenibilità economica, senza imposizioni esterne.
Il 22,1% vede ancora pregiudizi e maschilismo
Una quota altrettanto rilevante del campione individua invece un problema culturale. Il 22,1% degli intervistati ritiene che:“Ci sono ancora tanti pregiudizi e maschilismo. Al calcio femminile andrebbe dato lo stesso spazio di quello maschile per comprendere se piace o meno”. Secondo questa interpretazione, la difficoltà del calcio femminile nel conquistare visibilità non dipenderebbe soltanto dall’interesse del pubblico, ma anche dalla minore esposizione mediatica e dalle barriere storiche che hanno caratterizzato il rapporto tra donne e sport.
Il 17,9% ritiene che sia un prodotto di qualità inferiore
Una parte degli italiani esprime invece una valutazione più critica. Il 17,9% afferma:“No, non è veramente seguito né dagli uomini né dalle donne. È di qualità inferiore a quello maschile e viene spinto mediaticamente solo per ragioni ideologiche”. Questa risposta lega il minor successo del calcio femminile soprattutto a una differenza di livello percepita rispetto al calcio maschile e mette in dubbio l’efficacia di una promozione basata su motivazioni culturali o sociali.
Per il 16,9% il movimento crescerà ma non raggiungerà il calcio maschile
Il 16,9% degli intervistati ha una posizione intermedia e considera il calcio femminile un settore destinato comunque a svilupparsi:“Credo che interessi abbastanza e la sua popolarità crescerà, anche se non raggiungerà mai quella del calcio maschile”. Questa visione riconosce un potenziale di crescita, ma considera difficile un futuro in cui il calcio femminile possa raggiungere le dimensioni economiche e mediatiche del calcio maschile.
Una minoranza collega il problema alla “mascolinità tossica”
Solo il 2,8% sceglie una lettura fortemente legata alla dimensione culturale e identitaria:“Non piace per colpa del patriarcato. Si deve costringere gli uomini a decostruire la mascolinità tossica anche attraverso lo sport e il calcio”. Si tratta della risposta meno scelta, segnalando che questa interpretazione resta minoritaria tra gli intervistati.
Il 15,1% non prende posizione
Il 15,1% degli italiani risponde:“Non so/non intendo rispondere”. Una quota significativa di indecisi indica come il tema, pur sempre più presente nel dibattito pubblico, non abbia ancora prodotto una posizione consolidata nell’opinione pubblica.
Calcio femminile, un futuro ancora da costruire
Il sondaggio di Termometro Politico restituisce quindi un’opinione pubblica divisa sul futuro del calcio femminile. La posizione più diffusa è quella di chi ritiene che il movimento debba ancora trovare il proprio spazio e dimostrare la capacità di attrarre pubblico, mentre una parte importante degli italiani sottolinea il peso dei pregiudizi e della minore visibilità rispetto allo sport maschile. Il tema dei diritti televisivi, degli investimenti e dell’interesse dei tifosi diventa così centrale: il calcio femminile si trova davanti alla sfida di trasformare una crescente attenzione mediatica in un seguito stabile, capace di sostenere economicamente competizioni e società.



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