Continuano le ricerche dei dispersi nel crollo della palazzina avvenuto a Messina e, nonostante la complessità delle operazioni, resta aperta la speranza di trovare ancora qualcuno in vita. A sottolinearlo è il capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, che ha richiamato l’attenzione sullo sforzo messo in campo dai soccorritori per raggiungere e liberare le persone rimaste coinvolte. La priorità, in queste ore, resta concentrata sulle operazioni di ricerca tra le macerie. Le squadre impegnate sul posto stanno lavorando in una situazione particolarmente delicata, determinata dalla modalità con cui i solai dell’edificio sono precipitati uno sull’altro.
La speranza di trovare persone ancora vive tra le macerie
La notizia più rilevante per i familiari e per l’intera comunità riguarda la possibilità, ancora non esclusa, che qualcuno dei dispersi possa essere trovato vivo. Il capo della Protezione civile siciliana ha invitato a non perdere le speranze, chiarendo che tutte le energie dei soccorritori sono indirizzate verso il recupero delle persone. Salvo Cocina ha spiegato: “Lo sforzo dei soccorritori è tutto rivolto a liberare le persone c’è sempre la speranza che qualcuno sia vivo“, ha spiegato Cocina. Le parole del responsabile regionale della Protezione civile descrivono una fase delle operazioni in cui ogni intervento è rivolto alla ricerca di possibili sopravvissuti. L’attività prosegue dunque con l’obiettivo di raggiungere le aree dell’edificio nelle quali potrebbero trovarsi i dispersi.
Solai crollati uno sull’altro “a modo di sandwich”
Uno degli elementi che rende particolarmente complesse le ricerche è la configurazione assunta dall’edificio dopo il cedimento. Secondo quanto riferito da Cocina, i solai sono crollati uno sull’altro, creando una sovrapposizione delle strutture che ostacola l’accesso dei soccorritori. Il capo della Protezione civile siciliana ha descritto così la situazione: “I solai sono crollati uno sull’altro a modo di sandwich quindi sono su strutture una struttura dove o c’era qualcosa di molto pesante o probabilmente oppure con qualche difetto strutturale e in questo momento si sta guardando anche a questo. Sulle cause del crollo è ancora presto ci sono gli organi organi inquirenti che stanno lavorando su questo problemi“. La disposizione dei solai, accatastati uno sull’altro, rappresenta quindi uno degli aspetti centrali nella gestione dell’intervento. I soccorritori devono operare all’interno di una massa di macerie caratterizzata dalla sovrapposizione delle parti dell’edificio.
Le prime ipotesi sulla struttura della palazzina
Nella sua dichiarazione, Cocina ha fatto riferimento alla possibilità che sulla struttura vi fosse qualcosa di molto pesante oppure che potesse esserci un difetto strutturale. Si tratta, tuttavia, di elementi sui quali non esistono ancora conclusioni definitive. L’attenzione è rivolta anche alle caratteristiche della struttura e alla dinamica del cedimento, ma ogni valutazione sulle responsabilità o sulle cause effettive resta prematura. Le verifiche sono ancora in corso e dovranno essere affidate agli organi competenti. Il quadro descritto dal capo della Protezione civile evidenzia quindi due livelli distinti dell’emergenza: da una parte la necessità immediata di trovare e liberare i dispersi, dall’altra l’esigenza di comprendere in un secondo momento che cosa abbia provocato il crollo della palazzina a Messina.


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