Proseguono gli accertamenti della Procura della Repubblica di Messina sulle cause del crollo della palazzina a Pistunina. Nella mattinata, alla caserma dei Carabinieri di Tremestieri, si sono presentati davanti alle sostitute procuratrici Anna Siliotti e Antonietta Ardizzone due degli indagati, Alessandro Panarello e Pietro Leone. Il primo ha fornito la propria versione della vicenda, ricostruendo anche i rapporti con la famiglia Leone. Il secondo, assistito dai propri legali, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Resta da ascoltare Pasquale D’Alì, sottoposto a un intervento chirurgico al Policlinico dopo la fuga dallo stabile e il cui interrogatorio è previsto nei prossimi giorni. Parallelamente, i familiari di Carmelo Leone, l’imprenditore morto nel crollo, hanno nominato i propri avvocati di fiducia e un consulente tecnico di parte, segnando un ulteriore passaggio nell’inchiesta che dovrà chiarire la dinamica e le cause del cedimento.
Crollo a Pistunina, gli interrogatori nella caserma di Tremestieri
L’attività investigativa si è concentrata questa mattina nella caserma dei Carabinieri di Tremestieri, dove si sono svolti gli interrogatori coordinati dalle sostitute procuratrici Anna Siliotti e Antonietta Ardizzone. A presentarsi sono stati Alessandro Panarello e Pietro Leone, entrambi coinvolti nell’inchiesta aperta dalla Procura di Messina. Gli interrogatori rappresentano uno dei passaggi centrali dell’indagine avviata per accertare le cause del crollo della palazzina e ricostruire i fatti che hanno preceduto la tragedia. Le posizioni dei due indagati sono state affrontate con modalità differenti. Panarello ha scelto di rispondere e di fornire la propria ricostruzione, mentre Leone ha esercitato il diritto di non rispondere.
Alessandro Panarello fornisce la sua versione dei fatti
Al termine dell’interrogatorio, l’avvocato Salvatore Silvestro, difensore dell’imprenditore Alessandro Panarello, ha spiegato che il proprio assistito ha ricostruito la vicenda e i rapporti con la famiglia Leone. Il legale ha dichiarato testualmente: “il signor Alessandro Panarello ha fornito la sua versione della vicenda. È estraneo ai fatti. E ha ricostruito il suo rapporto con i Leone. Siamo sereni. Gli accertamenti dell’autorità giudiziaria chiariranno”. La difesa ha dunque ribadito l’estraneità dell’imprenditore ai fatti e ha affidato agli accertamenti dell’autorità giudiziaria il compito di chiarire la vicenda.
Lo stesso Panarello, lasciando la caserma, ha mantenuto un profilo più prudente e non ha fornito ulteriori dettagli sul contenuto dell’interrogatorio. L’imprenditore ha dichiarato: “ci sono indagini in corso e non posso dire nulla”. Non sono emersi altri particolari sulla ricostruzione fornita agli inquirenti né sugli elementi affrontati nel corso dell’audizione.
Pietro Leone si avvale della facoltà di non rispondere
Diversa la scelta di Pietro Leone, assistito dagli avvocati Sebastiano Campanella e Maurizio Di Silvestro. L’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. La decisione rientra nelle prerogative difensive previste dalla legge e non consente, allo stato, di conoscere la sua versione rispetto ai fatti oggetto dell’inchiesta. Anche in questo caso, il comunicato non contiene ulteriori elementi sull’andamento dell’interrogatorio o sulle domande che sarebbero state predisposte dagli inquirenti.
Pasquale D’Alì sarà ascoltato nei prossimi giorni
Non ha invece preso parte agli interrogatori della mattinata Pasquale D’Alì. L’uomo, dopo essere fuggito dallo stabile, è stato sottoposto a un intervento chirurgico al Policlinico. Per questo motivo sarà ascoltato nei prossimi giorni, quando le sue condizioni consentiranno lo svolgimento dell’interrogatorio. D’Alì è assistito dall’avvocato Antonello Scordo. Al momento non è stata indicata una data precisa per la sua audizione.
La Procura di Messina indaga sulle cause del crollo
Il punto centrale dell’inchiesta resta l’accertamento delle cause del crollo della palazzina di Pistunina. La Procura della Repubblica di Messina sta lavorando per ricostruire ciò che è avvenuto e per verificare ogni elemento utile a chiarire la dinamica del cedimento. Gli interrogatori di Panarello e Leone, insieme a quello che sarà svolto nei prossimi giorni con D’Alì, costituiscono una parte dell’attività investigativa. Le dichiarazioni raccolte dovranno essere valutate insieme agli altri accertamenti tecnici e documentali. La ricostruzione dovrà consentire di comprendere il ruolo delle persone coinvolte, i rapporti con i proprietari dell’immobile e tutte le circostanze precedenti al crollo.
I familiari di Carmelo Leone nominano i legali e il consulente tecnico
Nel frattempo, Cristina Scimone, Federica Leone e Domiziana Leone, familiari di Carmelo Leone, hanno formalizzato le proprie nomine difensive. Leone, imprenditore e proprietario dello stabile, è morto nel crollo della palazzina. I familiari hanno conferito l’incarico agli avvocati Nunzio Rosso e Franco Rosso, indicati come difensori di fiducia. È stato inoltre nominato l’ingegnere Francesco Triolo quale consulente tecnico di parte. La sua attività si inserirà nel quadro degli approfondimenti tecnici legati alla struttura e alle cause del cedimento.


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