L’inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina entra in una fase importante. Il procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato, è tornato questa mattina sul luogo della tragedia, dove proseguono senza sosta le operazioni di ricerca e recupero tra le macerie dell’edificio crollato giovedì pomeriggio. Il magistrato ha raggiunto l’area del disastro per verificare direttamente lo stato delle attività e confrontarsi con il comandante provinciale dei vigili del fuoco e con i responsabili delle squadre impegnate nelle operazioni. Sul posto si è svolto un briefing operativo, mentre i soccorritori continuano a lavorare in condizioni particolarmente difficili.
Crollo di Pistunina, il procuratore D’Amato sul luogo del disastro
La presenza del procuratore capo nell’area del crollo di Pistunina conferma l’attenzione della Procura di Messina sugli accertamenti in corso. Antonio D’Amato ha voluto fare il punto della situazione direttamente con chi coordina e conduce le operazioni tra le macerie. Il confronto con il comandante provinciale dei vigili del fuoco e con i responsabili delle squadre ha consentito di analizzare sul luogo della tragedia l’andamento delle ricerche e le difficoltà che stanno caratterizzando l’intervento. Le attività di ricerca e recupero proseguono infatti senza interruzioni, ma il lavoro dei soccorritori è reso particolarmente complesso dai continui focolai che si riattivano sotto le macerie. Una situazione che impone cautela e rende ancora più delicato l’accesso alle diverse aree dell’edificio collassato.
Gli investigatori cercano le cause del collasso dell’edificio
L’obiettivo dell’indagine è ricostruire l’intera dinamica del crollo della palazzina a Messina, partendo dagli elementi acquisiti direttamente sul posto e dalle verifiche che saranno svolte sulla struttura. La Procura punta a comprendere quali fattori abbiano determinato il collasso dell’edificio e se possano avere avuto un ruolo lavori, modifiche o altri interventi effettuati nel tempo. Ogni elemento raccolto nell’immediatezza potrà risultare decisivo per stabilire la sequenza degli eventi. L’attività investigativa procede dunque su più fronti. Da una parte è necessario documentare le condizioni dell’immobile e delle macerie, dall’altra occorre approfondire tutto ciò che riguarda l’eventuale presenza di attività cantieristiche e la loro possibile relazione con il cedimento.
D’Amato: attività di acquisizione sul posto per ricostruire la dinamica
Il procuratore capo di Messina ha sottolineato l’importanza della raccolta immediata degli elementi utili all’indagine. Le verifiche eseguite sul luogo della tragedia dovranno contribuire sia alla ricostruzione della dinamica sia all’eventuale individuazione delle responsabilità. D’Amato ha dichiarato: “Messina è impegnata in una accurata attività di acquisizione dnell’immediatezza e sul luogo di una serie di elementi che saranno indispensabile per la ricostruzione della dinamina e individuare le eventuali responsabilità”, ha detto il procuratore D’Amato.


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