Corigliano-Rossano, Straface furiosa sul Piano strutturale: “limbo inaccettabile, PSA fermo da 15 anni. Stasi chiarisca il disastro urbanistico”

Il consigliera comunale di opposizione presenta un'interrogazione in quindici punti sul PSA della Sibaritide: oltre 200 osservazioni da esaminare, ritardi nell'iter, dubbi sull'adeguamento alla città unica e richieste di chiarimenti sulle nuove infrastrutture

Un iter iniziato oltre quindici anni fa e una pianificazione urbanistica che, secondo Pasqualina Straface, continua a rimanere sospesa mentre Corigliano-Rossano attende certezze sul proprio futuro. La consigliera comunale di opposizione e rappresentante di Forza Italia ha depositato una dettagliata interrogazione a risposta orale indirizzata al sindaco Flavio Stasi e alla presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo, portando al centro del confronto politico il lunghissimo procedimento del Piano Strutturale Associato della Sibaritide.

Il PSA, la cui gara d’appalto risale al 2010, è stato adottato dal Consiglio comunale il 9 ottobre 2023. A distanza di quasi tre anni, tuttavia, Straface contesta il mancato completamento del procedimento e, in particolare, la situazione relativa alle controdeduzioni alle oltre 200 osservazioni presentate da cittadini e tecnici del territorio in seguito alla pubblicazione dell’avviso di adozione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria nel dicembre 2023. “Una città di oltre settantamila abitanti non può restare ostaggio di una burocrazia immobile e di un’Amministrazione incapace di guardare al futuro. Il Piano Strutturale Associato della Sibaritide, la cui gara d’appalto risale al 2010 e che il Consiglio comunale ha adottato il 9 ottobre 2023, giace ancora oggi in un limbo inaccettabile che blocca lo sviluppo economico, infrastrutturale e sociale della città”.

PSA della Sibaritide, Straface denuncia i ritardi sulle oltre 200 osservazioni

Uno degli aspetti sui quali si concentra maggiormente l’interrogazione riguarda proprio i tempi di esame delle osservazioni. La scadenza per la loro presentazione era stata fissata all’inizio del 2024, mentre l’Ufficio di Piano avrebbe comunicato l’avvio della relativa fase di analisi soltanto nel marzo 2025. Per Straface si tratta di oltre un anno di immobilismo su un passaggio considerato determinante per il futuro urbanistico di Corigliano-Rossano. Il consigliere chiede quindi di conoscere quanti dei contributi presentati siano stati effettivamente esaminati e quale sia lo stato delle controdeduzioni. “I cittadini e gli ordini professionali hanno risposto con fiducia alla fase delle osservazioni, investendo tempo e risorse per offrire contributi tecnici qualificati alla crescita della città”, afferma Straface. “Ad oggi non è dato sapere quante osservazioni siano state realmente istruite. Un silenzio che è anche una mancanza di rispetto istituzionale verso chi attende risposte e certezze per investire sul territorio”.

La contestazione politica non riguarda soltanto la durata del procedimento. Straface punta il dito anche contro quella che considera una carenza di trasparenza e partecipazione nel percorso seguito dall’Amministrazione. Secondo la rappresentante di Forza Italia, cittadini, professionisti, imprese, categorie produttive e lo stesso Consiglio comunale non avrebbero ricevuto informazioni sufficienti su uno strumento destinato a incidere profondamente sullo sviluppo futuro della città.

“Ma il problema più grave è un altro: il buio totale. In questi anni sono mancate la partecipazione, la trasparenza, il coinvolgimento della cittadinanza e dell’intero tessuto economico e sociale della città. Nessuno sa nulla di nulla: non i cittadini, non gli ordini professionali, non le imprese e le categorie produttive che avrebbero bisogno di certezze per programmare i propri investimenti, non il Consiglio comunale, che dovrebbe poter esercitare un controllo democratico su un atto che deciderà il futuro della città”, denuncia Straface.

Il PSA nato prima della fusione tra Corigliano e Rossano

Un’altra questione centrale riguarda l’attualità stessa del Piano. Il PSA era stato concepito quando Corigliano Calabro e Rossano erano ancora due Comuni distinti, mentre nel 2018 è intervenuta la fusione che ha dato origine all’attuale città unica. Secondo Straface, un cambiamento di questa portata avrebbe imposto una profonda riprogettazione dello strumento urbanistico, che però non sarebbe stata realmente tradotta negli atti. Da qui la richiesta all’Amministrazione di spiegare in quale modo il Piano sia stato adattato alla nuova configurazione territoriale e urbana. “Non possiamo governare il domani con la mappa del passato. Il Sindaco spieghi se lascerà alla città uno strumento già vecchio e stretto, incapace di tenere insieme le due anime di Corigliano e Rossano”.

L’interrogazione depositata dalla consigliera si sviluppa attraverso quindici punti e affronta nel dettaglio i diversi aspetti ancora da chiarire. Straface domanda innanzitutto quale sia lo stato esatto del procedimento e quale cronoprogramma sia stato predisposto per arrivare alla sua conclusione. Chiede inoltre quante delle oltre 200 osservazioni siano state realmente istruite, quante abbiano già ricevuto una controdeduzione e quante risultino ancora inevase, oltre alle ragioni per le quali, a distanza di oltre due anni e mezzo dall’adozione, l’iter non sia stato ancora completato.

Tra le questioni sollevate figurano anche i termini di legge applicabili e le eventuali conseguenze nel caso in cui dovessero decorrere inutilmente. La consigliera vuole sapere se l’Amministrazione possa garantire l’esame di tutte le osservazioni e, soprattutto, se il PSA sia stato concretamente adeguato alla realtà della città unica, individuando anche le infrastrutture di collegamento tra Corigliano e Rossano necessarie a favorire una maggiore integrazione territoriale. Un’attenzione specifica è riservata alle grandi opere. Straface chiede infatti se le cartografie siano state aggiornate con la localizzazione del Nuovo Ospedale della Sibaritide e con il nuovo tracciato della Statale 106 e quali indicazioni siano state fornite in proposito dalla Regione Calabria.

Ufficio di Piano e Cabina di Regia, chiesti verbali e risultati delle riunioni

Il documento punta inoltre a fare chiarezza sul funzionamento dell’Ufficio di Piano e della Cabina di Regia. L’Amministrazione viene chiamata a precisarne l’attuale stato, il numero delle riunioni effettivamente svolte e i risultati raggiunti. Parallelamente, Straface domanda quali iniziative di confronto siano state organizzate con cittadini, ordini professionali, imprese e associazioni del territorio durante il lungo percorso del PSA. La questione di fondo riguarda anche l’effettiva attualità delle analisi sulle quali era stato costruito originariamente il Piano. Essendo trascorsi oltre quindici anni dall’avvio della procedura, la consigliera chiede all’Amministrazione di chiarire se quelle previsioni vengano ancora considerate adeguate rispetto a una realtà urbana, economica e infrastrutturale profondamente cambiata.

L’atto ispettivo indirizzato al sindaco Stasi e alla presidente Madeo non si limita alla richiesta di risposte politiche. Straface domanda anche la consegna della documentazione ufficiale relativa al procedimento: il cronoprogramma definitivo, le cartografie aggiornate con le grandi opere e le infrastrutture di collegamento, i verbali dell’Ufficio di Piano e della Cabina di Regia e la corrispondenza intercorsa con la Regione Calabria.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a una pianificazione capace di accompagnare realmente l’integrazione della città e di fornire certezze a cittadini e operatori economici. “Il territorio ha bisogno di ricucirsi, integrare i servizi e offrire certezza del diritto a chi vuole costruire e investire. Non accetteremo ulteriori rinvii, risposte evasive o silenzi: il Consiglio comunale e i cittadini hanno il diritto di sapere quando e come questa città avrà finalmente la sua pianificazione urbanistica definitiva, costruita alla luce del sole”, conclude la consigliera Straface.