Una denuncia sulla progressiva carenza di servizi a Condofuri e un appello affinché la comunità reagisca attraverso una protesta civile e democratica. È il contenuto della nota congiunta del PUCP, firmata dalla responsabile della sezione di Condofuri Ilenia Iaria, da Massimo Gallo per la Segreteria provinciale e da Lorenzo Fascì per la Segreteria regionale. Al centro dell’intervento ci sono soprattutto tre questioni: il trasferimento del Commissariato di Polizia, le attese per l’apertura dell’Istituto Alberghiero e la situazione dell’Ufficio Postale, attualmente interessato da lavori di ristrutturazione. Secondo il PUCP, la mancanza o l’indebolimento di servizi essenziali rischia di compromettere ulteriormente le prospettive di crescita di un territorio già alle prese con spopolamento ed emigrazione giovanile.
Nella nota viene innanzitutto richiamato il patrimonio storico e culturale del territorio, mettendolo in contrapposizione con le criticità che, secondo i firmatari, caratterizzano la situazione attuale. “Condofuri porta con sé una storia millenaria. Lo dimostra l’agorà su cui sorge la Chiesa, segno di origini magnogreche. Lo raccontano anche le frazioni di Gallicianò e Amendolea. Lo stesso nome del paese ne è testimone: “Chorio”, in greco, significa proprio “Paese”. Eppure oggi Condofuri sembra dimentica della sua nobiltà. Un paese che vuole crescere deve offrire servizi ai cittadini ed essere attrattivo. Qui invece i segnali sono tutti al contrario.
I deficit più gravi:
- Commissariato di Polizia
Condofuri è stato per anni sede del Commissariato dell’area grecanica. Senza una spiegazione chiara, il presidio è stato spostato a Roghudi. Una scelta che ha tolto al paese non solo sicurezza, ma anche un importante volano economico. - Istituto Alberghiero
Se ne parla da anni, ma l’inaugurazione viene rimandata di mese in mese. Un istituto del genere porterebbe studenti da tutti i paesi vicini. E in una terra dove la cucina è cultura, sarebbe l’occasione ideale per recuperare piatti contadini che stanno scomparendo. - Ufficio Postale
La sede è in ristrutturazione da mesi. Intanto il servizio è garantito solo da un ufficio postale mobile, un camioncino che arriva pochi giorni a settimana. Anziani e cittadini sono costretti a fare la fila sotto la pioggia o il sole, in attesa del proprio turno.
L’allarme su spopolamento, giovani e imprese
Il PUCP collega direttamente la presenza dei servizi alle possibilità di sviluppo economico e sociale di Condofuri. La preoccupazione riguarda soprattutto la capacità del territorio di trattenere i giovani, attrarre imprese e sviluppare le proprie potenzialità turistiche. Così un paese non può crescere. Non può trattenere i giovani, che sono costretti ad andare via. Non può attrarre turismo. Non può far arrivare imprese. Chi investe in un territorio dove mancano servizi essenziali? A Condofuri non ci sono nemmeno sportelli bancari e ora rischia di mancare anche l’ufficio postale. Ci lamentiamo dello spopolamento, dei giovani che emigrano al Nord. Ma prima dobbiamo chiederci il perché”.
La parte conclusiva della nota si concentra sulla situazione dell’Ufficio Postale di Condofuri. I firmatari chiedono una mobilitazione della comunità e rivolgono un appello diretto alle strutture provinciale e regionale di Poste Italiane affinché venga ripristinato il servizio. “Non possiamo accettare tutto in silenzio. Raccogliendo la voce di tanti cittadini, chiediamo una protesta civile, democratica ma ferma. Per questo ci rivolgiamo alla Direzione Provinciale e Regionale di Poste Italiane: ripristinate subito il servizio postale nella popolosa comunità di Condofuri”. La nota è sottoscritta dalla responsabile della Sezione PUCP di Condofuri Ilenia Iaria, da Massimo Gallo per la Segreteria provinciale e da Lorenzo Fascì per la Segreteria regionale.


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