“Come risolvere la crisi climatica?” Sbraitando contro il Ponte sullo Stretto: l’ossessione del solito Bonelli, che però “dimentica” una cosa

Oggi a Villa San Giovanni, per parlare di crisi climatica, Bonelli ha tirato fuori la solita storiella, come se gli argomenti debbano per forza essere collegati: un modo per prevenire la crisi, dall'erosione costiera alle piogge torrenziali, è stornare i 14 miliardi a Calabria e Sicilia previsti per il Ponte per spostarli su queste altre urgenze

Ogni giorno Angelo Bonelli si alza e sa che dovrà trovare un argomento per andare contro il Ponte sullo Stretto. E non fa nulla che in alcuni casi, praticamente sempre, si tratti di ipotesi già trattate, trite e ritrite, mai considerate, anche perché alcune davvero astruse. Lui continua lo stesso, nella sua battaglia. Oggi a Villa San Giovanni, per parlare di crisi climatica, ha tirato fuori la solita storiella, come se gli argomenti debbano per forza essere collegati: un modo per prevenire la crisi, dall’erosione costiera alle piogge torrenziali, è stornare i 14 miliardi a Calabria e Sicilia previsti per il Ponte per spostarli su queste altre urgenze.

“Il mare è diventato una bomba ecologica. L’accumulo di energia, legato al caldo estremo, rischia di produrre eventi metereologici estremi nelle prossime settimane: tornado, piogge torrenziali, rischi imponenti per il territorio. Occorre stornare le risorse del Ponte sullo Stretto di Messina, 14 miliardi, per mettere in sicurezza dal rischio idrogeologico le regioni Calabria e Sicilia, che sono molto fragili da questo punto di vista. Ricordiamo che l’erosione costiera, oggi, è uno dei problemi principali della Calabria: il 57% della costa calabrese è a rischio erosione”. E’ quanto ha affermato Bonelli a Villa San Giovanni, città in cui torna spesso per affermare – supportato dal Sindaco Giusy Caminiti – il suo no alla grande opera. L’ultima volta, prima di una tappa a Reggio Calabria per le elezioni comunali, fu lo scorso maggio: evento per pochi intimi, a dimostrazione dell’effettivo seguito e delle conseguenti argomentazioni di Bonelli.

“La crisi climatica aumenta le diseguaglianze sociali  – ha continuato poi Bonelli – Di fronte a questo il governo spende 14,5 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto di Messina quando la priorità dovrebbe essere la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, interventi per mitigare il rischio climatico. La parola ‘crisi climatica’ Giorgia Meloni non riesce a pronunciarla”.

Ci verrebbe da chiederci, alla luce di queste argomentazioni, cosa abbiano fatto davvero i Governi di CentroSinistra – prima dell’avvento di Giorgia Meloni, salita al potere tramite elezione democratica e non attraverso manovre o governi tecnici – per combattere questi fenomeni (che non nascono certo oggi) negli anni precedenti. In fondo, quello che succede oggi, è frutto di politiche sbagliate nel passato, remoto ma anche più recente.