Cento contro trentatré. Eccolo il divario tra i fondi Pnrr spesi da un borgo calabrese e la media nazionale della stessa misura: 100% contro 33%. A questi numeri, si legano le oltre 31mila presenze registrate dal Festival delle Serre, manifestazione culturale giunta alla 32ª edizione e ormai appuntamento fisso dell’estate calabrese. I 60 crediti del Master di II livello organizzato in collaborazione con l’Università della Calabria. Il Polo tecnologico per la musica e l’audiovisivo inaugurato nello storico Palazzo Sersale con il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza (già frequentato da studenti arrivati da tutta Italia). Oltre 100 tecnici locali coinvolti e nuove attività commerciali – ristorante, B&B, agenzia di servizi – sorte nel centro storico. Tutto questo ha trasformato Cerisano in un caso studio. E il 4 settembre prossimo, il gruppo The Left del Parlamento Europeo terrà qui un dibattito sul futuro delle periferie.
Il progetto che ha reso possibile questa rinascita si chiama “Cerisano Factory – Borgo Swing” (Investimento 2.1, Missione 1, Componente 3, Linea B), finanziato dal ministero della Cultura e sostenuto da Next Generation EU. Il Comune ha completato spesa e rendicontazione entro il 30 giugno 2026, chiudendo in perfetto “orario”. In due anni, il piano ha costruito una rete di collaborazioni che hanno ridisegnato il profilo culturale, formativo ed economico del borgo.
I pilastri della rinascita
L’iniziativa più rilevante è l’apertura del Polo tecnologico e di ricerca per la musica e l’audiovisivo, realizzato con il Conservatorio di Cosenza. Dall’anno accademico 2025/2026 ha attivato a Palazzo Sersale i corsi di studio in Musica applicata, Musica elettronica e Tecnico del suono. Con l’Università della Calabria è partito un Master di II livello in Organizzazione, Leadership e Gestione delle Risorse Umane. 60 CFU, 1.500 ore di formazione, un comitato d’indirizzo composto da Confindustria, Confcooperative, Deloitte, Forum PA e Ordine dei Consulenti del Lavoro. Quindi, la Desf Summer School (giunta alla III edizione), il corso «Percorsi del Contemporaneo» e l’Astro Summer Camp con il Dipartimento di Fisica.
La Scuola di Formazione Politica, promossa con Asprom, ha portato a Cerisano docenti del calibro di Nadia Urbinati (Columbia University), Gherardo Colombo, Umberto Gentiloni Silveri (Università Sapienza di Roma), monsignor Francesco Savino (vicepresidente Cei), l’ambasciatore Marco Carnelos, Marco Follini, lo storico Miguel Gotor, Pasquale Tridico e Piero Ignazi, con corsisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Il Festival delle Serre, nelle edizioni 2024 e 2025 e nell’anteprima di giugno 2026, ha totalizzato oltre 31mila presenze e coinvolto più di 240 artisti. La sola edizione 2025 ha generato oltre 450 tra articoli e servizi giornalistici e raggiunto 890mila visualizzazioni dei contenuti digitali. Con l’Icsaic è stato avviato il progetto dedicato all’artista Michel Fingesten, con la prima edizione del concorso artistico per le scuole e la creazione del museo a Palazzo Sersale.
La presenza stabile di studenti, docenti e ricercatori ha generato domanda di servizi e stimolato l’apertura di nuove attività: nel centro storico di Cerisano sono nati nuovi B&B e strutture ricettive, è stato aperto un ristorante, è stata avviata un’agenzia di servizi. Nel triennio di progetto sono stati coinvolti oltre 100 tecnici e operatori culturali, attivando una filiera di imprese creative, professionisti e fornitori locali.
Così si rigenera un borgo
“I fondi europei hanno prodotto economia reale e hanno consentito a Cerisano di costruire un percorso di crescita fondato sulla cultura, sulla ricerca, sulla formazione e sulla capacità di attrarre nuovi investimenti – dichiara il sindaco del borgo cosentino Lucio Di Gioia -. Palazzo Sersale oggi ospita un conservatorio, un polo di ricerca, un museo. Nel paese sono nate attività commerciali che due anni fa non c’erano. Abbiamo portato a Cerisano l’università, la ricerca, percorsi di formazione politica di livello nazionale e iniziative capaci di richiamare pubblico da tutta la Calabria e anche da fuori regione. Il territorio ha risposto con investimenti privati, nuova imprenditorialità e una presenza crescente di studenti e visitatori. È il risultato di una strategia precisa, fondata su alleanze istituzionali solide e su una capacità amministrativa che ha permesso di spendere tutto e rendicontare nei tempi. Che il Parlamento Europeo abbia scelto Cerisano per discutere del ruolo delle periferie nella crescita dell’Unione è un fatto che ci conferma la validità del percorso. Questo modello può essere replicato in altri borghi italiani. Ringrazio i cittadini di Cerisano e tutti i partner istituzionali e accademici che ci hanno accompagnato”.
Il progetto si inserisce nel Piano Nazionale Borghi, investimento da oltre un miliardo di euro del Pnrr dedicato alla rigenerazione dei piccoli centri storici. La Linea B, cui appartiene Cerisano, ha finanziato 294 borghi con una dotazione di 580 milioni di euro.



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