Un investimento complessivo da 148,4 milioni di euro, dimensionato per 135mila abitanti equivalenti, per ridisegnare in profondità il sistema di depurazione di Catanzaro e consentire alla città di superare anche la relativa procedura d’infrazione comunitaria. Dopo decenni di attesa, il completamento del sistema depurativo torna concretamente in agenda grazie all’approvazione del Documento di indirizzo alla Progettazione da parte del subcommissario Antonino Daffinà, in sinergia con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Fiorita e con il supporto dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro.
Il nuovo assetto prevede la realizzazione di un sistema articolato su due poli, uno a Germaneto e uno a Castace, con l’obiettivo di razionalizzare la rete fognaria e superare il vecchio modello incentrato su un unico grande impianto decentrato. Il progetto consentirà inoltre la disattivazione e la contestuale bonifica integrale delle linee di trattamento dello storico depuratore di Verghello.
“Anche per Catanzaro, dopo gli investimenti corposi effettuati su Reggio e Castrovillari, un sistema depurativo costruito sui due poli di Germaneto e Castace – ha esordito Daffinà – che agisce in perfetta sinergia con il commissario nazionale Fabio Fatuzzo –che consentirà la disattivazione e la contestuale bonifica integrale delle linee di trattamento dello storico depuratore di Verghello”. Per Daffinà si tratta di una vera e propria “svolta epocale”, con finalità che riguardano direttamente la qualità della vita dei residenti. “Eliminare definitivamente le criticità che penalizzano l’area interessata dall’impianto, restituire la medesima al giusto pregio urbanistico e migliorare il tasso di vivibilità del quartiere marinaro”.
Rete fognaria razionalizzata senza spingere il collettamento fino al mare
Dal Documento di indirizzo alla Progettazione emerge una configurazione che separa funzionalmente le diverse aree della città. Un primo polo servirà la zona est, mentre il secondo interesserà la parte centrale e l’area ovest del capoluogo. La nuova impostazione è stata pensata anche per evitare la necessità di spingere il collettamento fino al mare, riducendo così complessità e costi infrastrutturali. “La cui approvazione –rammenta Daffinà – è propedeutica alla richiesta di ulteriori finanziamenti”. Lo stesso subcommissario ha chiarito che la nuova configurazione consentirà una maggiore efficienza complessiva del sistema e una migliore tutela ambientale.
Uno degli effetti attesi dell’intervento riguarda direttamente il litorale di Catanzaro Lido. La riduzione a monte del carico organico, dei nutrienti e dei solidi sospesi dovrebbe infatti contribuire a una tutela più efficace delle acque del Golfo di Squillace. “La riduzione a monte del carico organico, dei nutrienti e dei solidi sospesi –ha precisato il sub commissario – assicurerà una tutela diretta al litorale del Golfo di Squillace (in corrispondenza di Catanzaro Lido)”. E ancora: “L’intervento consoliderà e manterrà lo stato di qualità “eccellente” delle acque di balneazione, generando benefici concreti per la salute pubblica e per il rilancio del comparto turistico della capitale calabrese”.
Primi 14,5 milioni già disponibili per partire da Germaneto
Il punto di partenza operativo sarà un finanziamento già disponibile pari a 14,5 milioni di euro, che permetterà di avviare l’opera dal polo di Germaneto. Il progetto sarà articolato in cinque macro-fasi operative e potrà essere completato progressivamente attraverso lotti funzionali. “Punto di partenza, dopo decenni di attesa, sarà un finanziamento già disponibile, pari a 14.5 milioni di euro che permetterà di dare avvio all’opera dal polo di Germaneto, da articolare in cinque macro-fasi operative, che potrà essere poi completata per step – ha sottolineato Daffinà che agisce su input del commissario nazionale Fabio Fatuzzo – tramite lotti funzionali”.
Il subcommissario ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra Struttura commissariale, amministrazione comunale e soggetti tecnici coinvolti, richiamando anche il contributo fornito dall’ex rup Giovanni Laganà, da Sogesid e dall’attuale rup dell’opera. “Fondamentale, nell’ambito di questo percorso, è stata la collaborazione con l’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Nicola Fiorita, che ha messo a disposizione –ha ribadito in chiusura il subcommissario – con gli uffici competenti del Comune (non solo nel presente, ma anche nel recente passato, con il prezioso apporto fornito dall’ex rup, il dirigente Giovanni Laganà), ed infine, ma non da ultimo, con Sogesid ed il rup attuale dell’opera, nel preciso intento di ridare alla città dei Tre Colli, la speranza di venir fuori da una situazione per nulla auspicabile, sul piano della depurazione”.
Fiorita: “archiviato il vecchio modello del grande depuratore decentrato”
Il sindaco Nicola Fiorita ha evidenziato il valore strategico della nuova impostazione progettuale e il ruolo svolto dall’amministrazione comunale nel superare il precedente schema. “Abbiamo promosso una decisa inversione di rotta rispetto al passato. A seguito delle recenti interlocuzioni a Roma tra l’assessore ai Lavori Pubblici Pasquale Squillace, il coordinatore dell’area tecnica Giovanni Lagana’ e la Struttura Commissariale, promosse con il prezioso supporto dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, è stato archiviato il vecchio modello incentrato sulla realizzazione di un unico e grande depuratore decentrato”.
“Quella scelta – ha aggiunto Fiorita – non rispondeva pienamente alle esigenze del capoluogo di regione e rischiava di non tenere nella giusta considerazione le caratteristiche urbanistiche di una città policentrica con grandi distanze e quindi importanti e costose condotte di collettamento. Abbiamo invece lavorato per costruire una soluzione più moderna, sostenibile e funzionale, capace di coniugare la tutela dell’ambiente con quella del territorio e con le esigenze dei cittadini”.
Fiorita ha quindi indicato nel nuovo schema articolato sui poli del Corace e del Castace, entrambi distanti dai centri abitati e dagli uffici, il punto di equilibrio tra esigenze ambientali, urbanistiche e operative. “Il nuovo sistema articolato sui poli del Corace e del Castace (distanti dai centri abitati e dagli uffici) rappresenta esattamente questa nuova visione – ha concluso il sindaco –. È un risultato importante, frutto della collaborazione tra Comune, Struttura Commissariale e Regione, che consente finalmente di guardare al completamento del sistema depurativo con una prospettiva concreta. L’obiettivo è duplice: risolvere definitivamente una criticità che Catanzaro si trascina da decenni e, al tempo stesso, restituire al quartiere marinaro e all’intera città nuove opportunità di riqualificazione e sviluppo”.


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