Non proprio l’esordio migliore, alla prima della Serie B 2026-2027. Non proprio l’esordio che aveva sognato, il Catanzaro, che in quanto a sogni solo pochi mesi fa ha sfiorato con un dito la Serie A. A Vicenza è sconfitta per 3-2, con una rete subita all’89’, dopo essere passato in vantaggio per ben due volte. Premiate caparbietà e coraggio, da parte dei biancorossi, che non hanno rubato nulla. Di certo, per il Catanzaro, è comunque una beffa pesante e immeritata, ma forse anche il frutto di una squadra che ha cambiato tanto e che deve ovviamente ritrovare alcune certezze e limitare al minimo le ingenuità. In attesa ovviamente che gli ultimi due importanti innesti – Pecorino e Giovane, oltre al ritorno di Pafundi – entrino a pieno regime nei meccanismi.
La partita. Nessuna sorpresa alla vigilia per Gorgone, che si piazza a tre dietro, con Petriccione e Mosti a guidare la mediana e con Alesi e Iemmello dietro Koffi, in mancanza di Pafundi. Il capitano torna al ruolo degli ultimi anni, quello che lo ha abituato a spaziare per tutto il fronte offensivo, ora spalle alla porta, ora incontro al pallone e ora alla ricerca della profondità e a riempire l’area. Ed è proprio da uno dei suoi movimenti che nasce lo 0-1: Iemmello viene incontro al pallone, dialoga con Koffi, palla larga a D’Alessandro che punta il diretto avversario e dal limite sferra un destro a giro potentissimo. Il primo gol del Catanzaro, nonché della Serie B, è dopo un quarto d’ora, ed è praticamente bellissimo.
Non demorde il Vicenza, spinto anche dall’entusiasmo per la prima in casa dopo il ritorno in Serie B. E così, dopo varie occasioni, arriva l’1-1, a pochi minuti dall’intervallo: corner, Cuomo la angola di testa e riporta il match in parità. Il primo tempo si chiude così con questo risultato, ma la ripresa si apre subito con un altro episodio importante, il ritorno in vantaggio del Catanzaro. Le modalità sono quasi identiche a quelle del pari locale: corner dalla sinistra, spizzata di Antonini di testa e Verrengia in spaccata a un centimetro dalla porta. Calabresi di nuovo in vantaggio, è 1-2, un gol costruito interamente da difensori. Una modalità, però, che non cambia negli anni nonostante gli avvicendamenti in campo e in panchina: i calci piazzati continuano ad essere una delle armi vincenti dei giallorossi.
La risposta del Vicenza è molto simile a quella dopo il primo svantaggio: a capofitto alla ricerca del pari. Di occasioni ce ne sono diverse, nel corso della ripresa, ma un po’ l’imprecisione e un po’ Pigliacelli frenano le speranze. Fino all’80’, quando arriva il 2-2. Come? Manco a dirlo, da corner, ancora. Questa volta a saltare più in alto di tutti è Pietrelli, che di testa fa 2-2. Tre gol su quattro da calcio d’angolo. Il quinto no. Sì, perché c’è anche un quinto gol, all’89’, ed è sempre del Vicenza, che beffa il Catanzaro, per ben due volte in vantaggio: il 3-2 lo firma Morra, di forza, con un destro forte rasoterra in cui Pigliacelli non fa benissimo, visto che il pallone gli passa sotto le braccia. Nulla da fare per il Catanzaro nei sei minuti di recupero: la beffa è servita, finisce così-


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?