Calabria contro la violenza di genere: nuovi fondi per Centri Antiviolenza e percorsi di libertà

L’assessore regionale al Welfare e alle Pari Opportunità Pasqualina Straface illustra il piano di interventi contro la violenza di genere: fondi per Centri Antiviolenza, Case Rifugio, prevenzione nelle scuole, sostegno alle donne con disabilità e il progetto “Donne Libere”

La Regione Calabria punta sul rafforzamento della rete di contrasto alla violenza sulle donne attraverso un programma articolato che coinvolge prevenzione, protezione, formazione e percorsi di autonomia. A fare il punto sugli interventi messi in campo è l’assessore regionale al Welfare e alle Pari Opportunità Pasqualina Straface, che richiama la necessità di riportare il confronto sui dati concreti, sulle azioni realizzate e sulle risorse effettivamente disponibili. “Sul contrasto alla violenza sulle donne è necessario riportare il confronto sui fatti, sugli atti e sulle risorse effettivamente messe in campo. La Regione Calabria sta portando avanti una programmazione articolata che interviene sulla prevenzione, sulla protezione, sul sostegno ai servizi, sulla formazione delle professionalità che operano nella rete e sui percorsi di inclusione e autonomia delle donne. Una programmazione che, è bene sottolinearlo, è stata condivisa con il Tavolo regionale, i cui componenti conoscono tempistiche e modalità di erogazione delle risorse”. Secondo Straface, la strategia regionale mira a costruire un sistema capace non solo di intervenire nelle situazioni di emergenza, ma anche di accompagnare le donne verso un percorso stabile di indipendenza e ricostruzione personale.

Centri Antiviolenza e Case Rifugio, oltre un milione di euro per rafforzare i servizi

Uno dei pilastri della programmazione riguarda il sostegno ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio, strutture fondamentali nella gestione delle situazioni di violenza e nell’accompagnamento delle vittime. L’assessore Straface evidenzia gli interventi finanziati attraverso il DPCM 2024, che prevedono oltre un milione di euro destinati al potenziamento e al sostegno dei servizi autorizzati al funzionamento dalla Regione Calabria.

“Partiamo dai Centri Antiviolenza e dalle Case Rifugio autorizzati al funzionamento dalla Regione Calabria. A valere sul DPCM 2024 hanno all’attivo oltre un milione di euro per il potenziamento e il sostegno dei servizi. Parliamo di risorse concrete destinate a rafforzare una rete che svolge quotidianamente un lavoro fondamentale nell’accoglienza, nella protezione e nell’accompagnamento delle donne”, evidenzia. Le risorse rappresentano uno strumento per consolidare una rete territoriale che opera quotidianamente a sostegno delle donne vittime di violenza, garantendo ascolto, tutela e percorsi di uscita dalla situazione di abuso.

Attenzione alle donne con disabilità vittime di violenza

Un capitolo specifico riguarda le donne con disabilità, considerate tra i soggetti maggiormente esposti a condizioni di vulnerabilità. Sempre nell’ambito delle risorse del DPCM 2024, la Regione Calabria ha destinato 250.800 euro a interventi finalizzati all’emersione della violenza subita dalle donne con disabilità. “Abbiamo voluto dedicare un’attenzione specifica alle donne con disabilità, che possono trovarsi esposte a condizioni di particolare vulnerabilità. Far emergere situazioni di violenza che spesso rimangono nascoste e costruire risposte adeguate significa riuscire a raggiungere proprio chi rischia maggiormente di rimanere invisibile”, sottolinea Straface. L’obiettivo è intercettare situazioni spesso difficili da individuare e costruire strumenti adeguati alle esigenze di chi vive una condizione di maggiore fragilità.

Prevenzione nelle scuole, oltre 300 mila euro per educare al rispetto

La lotta alla violenza di genere passa anche dalla prevenzione e dalla formazione culturale delle nuove generazioni. Per questo la Regione Calabria ha destinato oltre 300 mila euro alle attività di sensibilizzazione negli Istituti comprensivi della Calabria, con una copertura prevista per tutto l’anno scolastico 2025-2026. “La violenza non si combatte soltanto quando è già avvenuta. La prevenzione passa dall’educazione al rispetto, alla parità e alle relazioni sane. Per questo abbiamo scelto di investire nelle scuole e nelle nuove generazioni”, aggiunge Straface. La scelta di intervenire nel mondo scolastico nasce dalla convinzione che il contrasto alla violenza debba partire dalla costruzione di una cultura basata sul rispetto, sulla parità e sulla consapevolezza delle relazioni.

Sostegno ai minori vittime di violenza assistita

Accanto agli interventi nelle scuole, la programmazione regionale dedica attenzione anche ai minori vittime di violenza assistita, cioè quei bambini e ragazzi che vivono indirettamente situazioni di violenza all’interno del contesto familiare. Per questo sono stati stanziati 350 mila euro di fondi regionali 2025. “Non possiamo dimenticare i bambini e i ragazzi che assistono alla violenza all’interno delle proprie famiglie. Anche loro sono vittime e necessitano di percorsi specifici di tutela e sostegno”, spiega Straface. Il sostegno ai minori rappresenta quindi una componente essenziale della strategia regionale, con interventi mirati a garantire protezione e accompagnamento.

“Donne Libere”, oltre 3,4 milioni per autonomia e lavoro

Un altro asse centrale della strategia è rappresentato dal progetto “Donne Libere”, finanziato nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027. Il programma dispone di uno stanziamento complessivo di 3.486.200 euro destinato a interventi di inclusione attiva e occupabilità delle donne vittime di violenza. Le azioni previste puntano a promuovere pari opportunità, contrastare la discriminazione e favorire l’accesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione alle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità. Il progetto prevede inoltre il rafforzamento della rete dei servizi sociali, sociosanitari e dei percorsi di accompagnamento al lavoro. “La fuoriuscita dalla violenza non può concludersi con la sola protezione. Una donna deve essere messa nelle condizioni di ricostruire la propria vita e di non essere costretta a tornare indietro per mancanza di alternative. Autonomia economica, formazione, inclusione e lavoro sono parte integrante di un vero percorso di libertà“, prosegue Straface.

Formazione delle operatrici e nuove competenze per le donne

Tra le priorità indicate dalla Regione Calabria c’è anche la formazione, considerata uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della rete di assistenza. Con il Piano triennale finanziato attraverso il DPCM 2025, saranno previste risorse specifiche per la formazione delle operatrici dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio. “Un capitolo sul quale intendiamo investire con particolare attenzione è quello della formazione. A settembre, con la programmazione del Piano triennale a valere sui fondi del DPCM 2025, saranno previste risorse specifiche per la formazione delle operatrici dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio, perché rafforzare la rete significa anche investire sulle competenze e sulla qualificazione di chi quotidianamente accoglie, ascolta e accompagna le donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza”, evidenzia Straface. Parallelamente, la formazione riguarderà anche le donne vittime di violenza, con l’obiettivo di rafforzarne competenze, possibilità occupazionali e indipendenza. “Sono due dimensioni diverse ma complementari: da una parte dobbiamo avere servizi sempre più qualificati e professionalità adeguatamente formate; dall’altra dobbiamo offrire alle donne opportunità concrete per acquisire nuove competenze, accedere al lavoro e raggiungere l’indipendenza economica. La libertà passa anche dalla possibilità di avere un reddito, una casa e un lavoro”, aggiunge Straface.

Il confronto con il Tavolo regionale

L’assessore Straface interviene anche sul ruolo del Tavolo regionale, chiarendo il percorso di condivisione seguito per la programmazione degli interventi. “È necessario precisare che il CADIC non è un soggetto giuridicamente riconosciuto. Al Tavolo hanno partecipato i soggetti gestori dei servizi autorizzati al funzionamento dalla Regione Calabria. E soprattutto va ricordato che tutta la programmazione è stata condivisa con il Tavolo, che conosce esattamente le tempistiche e le modalità previste per l’erogazione delle risorse”, prosegue Straface. L’assessore sottolinea quindi il valore del confronto con gli operatori che lavorano quotidianamente accanto alle donne. “Il confronto con chi opera quotidianamente accanto alle donne è fondamentale e continuerà ad esserlo. Proprio per questo è altrettanto importante che venga rappresentato correttamente all’esterno il lavoro discusso e condiviso nelle sedi istituzionali”, rimarca ancora.

A settembre la nuova programmazione regionale

La prossima fase del piano regionale partirà a settembre, con l’avvio della programmazione del Piano triennale finanziato attraverso le risorse del DPCM 2025. Gli interventi riguarderanno il potenziamento dei servizi, la formazione delle operatrici, l’autonomia abitativa e la formazione delle donne vittime di violenza. “Da settembre partirà la programmazione del Piano triennale, a valere sulle risorse del DPCM 2025, attraverso interventi destinati al potenziamento e al sostegno dei servizi, alla formazione delle operatrici, all’autonomia abitativa e alla formazione delle donne vittime di violenza. Vogliamo rafforzare contemporaneamente la capacità della rete di intervenire e quella delle donne di costruire un percorso di piena autonomia”, spiega ancora Straface. Parallelamente, la Regione Calabria ha pubblicato un avviso pubblico per nuovi Centri Antiviolenza, con possibilità di presentare domanda entro il 30 settembre.

Una rete più ampia per proteggere le donne

L’obiettivo finale indicato dall’assessore Straface è quello di ampliare e rafforzare una rete qualificata e capillare su tutto il territorio regionale. “L’obiettivo – conclude Straface – è ampliare e rafforzare ulteriormente una rete qualificata e capillare sul territorio. Quando si parla di violenza sulle donne il confronto è sempre utile, anche quando è critico, ma deve partire dai fatti. Le risorse ci sono, gli interventi sono attivi e la nuova programmazione è pronta a partire. Continueremo a lavorare insieme ai Centri Antiviolenza, alle Case Rifugio e a tutti i soggetti della rete con un obiettivo che viene prima di qualsiasi polemica: proteggere le donne e accompagnarle verso una libertà reale, fatta di sicurezza, competenze, lavoro, autonomia abitativa e indipendenza economica”. La strategia regionale punta dunque a un sistema integrato nel quale protezione, prevenzione, formazione e autonomia economica diventino strumenti complementari per contrastare la violenza di genere e sostenere le donne nel percorso verso una nuova indipendenza.