Calabria, aggressioni sui treni: Uiltrasporti chiede presidi fissi e più sicurezza sulla Paola-Cosenza

Dopo l’aggressione subita da una capotreno il 9 agosto a Castiglione Cosentino, il sindacato chiede presidi permanenti nelle stazioni, più personale di FS Security e un coordinamento più stretto con le Forze dell’Ordine

“Un’emergenza sicurezza che non può più essere ignorata né tantomeno minimizzata: la Uiltrasporti Calabria ritiene doveroso riportare l’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica sull’emergenza sicurezza lungo la tratta ferroviaria Paola-Cosenza, a seguito del grave episodio di aggressione fisica e verbale subito lo scorso 9 agosto da una Capotreno a bordo del Treno Regionale 7374 presso la stazione di Castiglione Cosentino. Nel rinnovare la totale solidarietà alla lavoratrice, aggredita con violenza e minacciata da un passeggero sprovvisto di titolo di viaggio, riteniamo non più procrastinabile un netto cambio di passo nelle strategie di tutela del personale”. Lo scrive in una nota il segretario generale Uiltrasporti Calabria, Natale Spadaro.

“Questo episodio non rappresenta purtroppo un caso isolato”

“Questo episodio non rappresenta purtroppo un caso isolato. Il fenomeno delle aggressioni, sia verbali che fisiche, si sta infatti concretizzando con crescente e preoccupante regolarità sull’intera infrastruttura ferroviaria regionale, come l’episodio denunciato da un collega Capotreno solo il 17 agosto scorso. Tuttavia, esso trova una specificità allarmante lungo alcune tratte specifiche, come la Paola-Cosenza, dove il personale di front-line è esposto quotidianamente a rischi inaccettabili in contesti estremamente vulnerabili”, rimarca.

“La reiterazione di questi gravi episodi dimostra che il nostro allarme era reale, fondato e orientato alla prevenzione”

“A gennaio di quest’anno, a seguito dell’ennesimo episodio violento ai danni di un macchinista proprio a Vaglio Lise, avevamo sollecitato le autorità competenti. In quell’occasione, la Prefettura di Cosenza aveva prontamente convocato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Pur riconoscendo e rispettando il tempestivo impegno istituzionale dell’Ufficio Territoriale del Governo, si era dovuto prendere atto di una nota che, confidando nell’uso delle telecamere da remoto e nei pattugliamenti esterni, riteneva la situazione sotto controllo, definendo le nostre denunce come la causa di “ingiustificati allarmi sociali”. Oggi, la reiterazione di questi gravi episodi dimostra che il nostro allarme era reale, fondato e orientato alla
prevenzione. La videosorveglianza, pur essendo uno strumento prezioso per le successive indagini, non costituisce un deterrente immediato in grado di fermare la violenza e tutelare fisicamente i lavoratori nel momento del pericolo”, sottolinea.

“È imprescindibile l’attivazione immediata di un presidio permanente di sicurezza nelle stazioni”

“La Uiltrasporti Calabria intende sensibilizzare l’opinione pubblica su un principio fondamentale: garantire l’incolumità di chi lavora sui treni significa garantire un viaggio sicuro e sereno a tutti i cittadini che usufruiscono di questo servizio pubblico essenziale. Per questi motivi, ritenendo ormai superata la fase dei tavoli di analisi e di confronto, la nostra Segreteria Regionale chiede che vengano messi a terra con estrema urgenza gli interventi operativi già formalmente richiesti nei mesi scorsi a Trenitalia, a FS Security e alle Prefetture. È imprescindibile l’attivazione immediata di un presidio permanente di sicurezza nelle stazioni maggiormente esposte e nelle fasce orarie più critiche, così come il potenziamento definitivo del personale di FS Security sia a terra che a bordo treno. A questo deve necessariamente affiancarsi un coordinamento operativo più stringente con le Forze dell’Ordine per garantire tempi di intervento minimi, unito alla rigorosa e severa applicazione delle nuove normative penali introdotte nel 2026, volute dal legislatore proprio per reprimere duramente le aggressioni agli addetti del trasporto pubblico. La tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori non può più attendere e deve tradursi, fin da subito, in azioni concrete, visibili ed efficaci”, conclude.