Bandiere Blu, turismo e sviluppo: De Luca porta il modello Taormina-Messina in tutta la Sicilia

Il sindaco di Taormina indica nel modello Costa Blu una strategia di sviluppo turistico sostenibile: “Un sistema capace di valorizzare comunità locali ed eccellenze evitando l’overtourism”

Cateno De Luca, sindaco di Taormina, rilancia la sua visione per il futuro della Sicilia puntando su un modello di collaborazione tra territori, comunità e settori produttivi. La proposta è quella di trasformare l’intera isola in una grande rete integrata, mettendo insieme turismo, coste, aree interne, agricoltura e artigianato per creare un sistema capace di generare sviluppo diffuso. “La nostra ricetta per far decollare la Sicilia? Far lavorare l’intera regione come una grande rete”, ha dichiarato De Luca, illustrando il progetto durante il suo intervento a Ramacca, in occasione della VI edizione del “Premio Don Luigi Sturzo – Centisti del Calatino ed Eccellenze Siciliane nel Mondo”.

Costa Blu, il modello di sviluppo che unisce Taormina e Messina

Al centro dell’intervento del sindaco di Taormina c’è il progetto Costa Blu, definito non soltanto un marchio turistico ma un vero e proprio modello di sviluppo territoriale. La strategia riguarda la fascia costiera compresa tra Taormina e Messina, dove è stata avviata una politica di valorizzazione condivisa basata sul concetto di brand diffuso. “Un esempio concreto. Lungo la costa che va da Taormina a Messina stiamo portando avanti la strategia del brand diffuso”. Secondo De Luca, i risultati raggiunti dimostrano la validità di questo percorso. La zona interessata dal progetto concentra infatti una quota significativa dei riconoscimenti ambientali assegnati alla Sicilia: sono 8 le Bandiere Blu presenti lungo questa fascia costiera, pari alla metà delle 16 Bandiere Blu complessive dell’intera Sicilia. Un dato che, secondo il sindaco di Taormina, rappresenta la conferma della capacità dei territori di lavorare insieme e di presentarsi sul mercato turistico con un’identità comune.

Turismo sostenibile e lotta all’overtourism: la sfida della Sicilia

Per De Luca, il valore del progetto Costa Blu va oltre la promozione turistica. L’obiettivo è costruire un modello alternativo in grado di distribuire i flussi turistici, coinvolgendo più realtà locali e riducendo la pressione sulle destinazioni più conosciute. “Costa Blu non è solo un marchio, ma un vero modello di sviluppo. È l’idea di un turismo sostenibile e distribuito, capace di valorizzare le comunità locali ed evitare i problemi dell’overtourism”, evidenzia. La proposta si inserisce nel dibattito sulla necessità di rendere il turismo siciliano più equilibrato, puntando non soltanto sulle mete già affermate ma anche sui piccoli centri, sulle aree meno conosciute e sulle eccellenze diffuse sul territorio.

La visione di De Luca: mettere in rete coste, aree interne e produzioni locali

La strategia indicata dal sindaco di Taormina non riguarda soltanto il comparto turistico. L’idea è quella di estendere il metodo del brand diffuso a tutta la regione, creando collegamenti tra territori diversi e valorizzando le numerose risorse presenti nell’isola.“Questo metodo di lavoro non deve limitarsi a una singola fascia di litorale: è la nostra visione di buon governo per far ripartire la Sicilia intera, mettendo a sistema le coste, le aree interne, l’agricoltura e le nostre eccellenze artigianali”, puntualizza. Una prospettiva che punta sulla collaborazione tra amministrazioni e realtà locali, con l’obiettivo di superare una visione frammentata dello sviluppo e costruire una proposta complessiva per la crescita economica e turistica della Sicilia.