Villa San Giovanni, esposto Codacons apre un fascicolo in Procura su presunte anomalie nella gestione comunale

La denuncia riguarda l’incidente che ha coinvolto il sindaco di Villa San Giovanni Giuseppina Caminiti e altre vicende amministrative: sotto esame finanziamenti pubblici, lavori, incentivi tecnici e procedure comunali

  • l'auto fotografata dopo il sinistro
  • la prima messa in sicurezza dopo il sinistro
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“Ha dato origine all’apertura di un fascicolo penale da parte della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. L’esposto, nato dopo l’incidente autonomo che ha visto coinvolta il Sindaco Giuseppina Caminiti, non riguarda tuttavia soltanto quell’episodio, sul quale è comunque intervenuta l’Arma dei Carabinieri. La denuncia investe ulteriori vicende documentate dagli atti pubblicati dal Comune e dal carteggio intercorso con la Direzione Centrale per la Finanza Locale del Ministero dell’Interno, relative a finanziamenti pubblici destinati ad opere che, secondo l’evidenza comune e la ricostruzione del CODACONS, non sono mai state realizzate”. Lo afferma in una nota il Presidente Provinciale del Codacons Reggio Calabria, Avv. Antonia Condemi.

“Uno degli episodi più significativi riguarda anche la gestione dell’incidente stradale dell’estate 2025, qualificato nella determina comunale come “incidente autonomo e fortuito”, sebbene i manufatti divelti fossero collocati oltre il marciapiede a protezione della sede stradale. Il ripristino è stato disposto con risorse comunali, ma la determina non spiega perché, una volta messa immediatamente in sicurezza la SS 18, fosse ancora urgente procedere all’affidamento dei lavori né perché non risulti svolta alcuna istruttoria finalizzata al recupero delle somme nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo”.

“L’esposto affronta anche la gestione di due finanziamenti del Ministero dell’Interno destinati alla manutenzione della viabilità comunale, tra cui il tratto della SS 18 compreso tra Via Giovanni Calì e Via Giudice Scopelliti (Riviera). Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia, quel tratto non é mai stato interessato dagli interventi certificati, mentre per altre lavorazioni la documentazione si limita ad un generico riferimento ad “altre strade”. Dal carteggio con il Ministero è inoltre emerso che il Comune non aveva trasmesso i Certificati di Regolare Esecuzione, documenti indispensabili per ottenere il saldo del finanziamento e richiesti successivamente dall’Amministrazione centrale”.

“L’esposto affronta inoltre la vicenda degli incentivi tecnici, chiedendo di verificare la legittimità di una serie di provvedimenti relativi, tra l’altro, alla scuola Don Milani, liquidate prima della chiusura lavori e consegna del plesso scolastico, nonché la procedura di mobilità che ha interessato l’allora responsabile dell’Area Tecnica, con particolare riferimento alle dichiarazioni rese, alla successiva rinuncia e alla permanenza della responsabilità di numerosi procedimenti amministrativi. L’esposto non formula condanne preventive né anticipa giudizi di responsabilità. Si fonda esclusivamente su documentazione amministrativa ufficiale, atti pubblicati dal Comune, documenti acquisiti presso il Ministero dell’Interno e altri enti pubblici mediante accesso agli atti. Le vicende ricostruite evidenziano una serie di anomalie amministrative che, considerate nel loro insieme, hanno indotto il CODACONS a chiedere un accertamento complessivo da parte della Procura della Repubblica”.

“La trasparenza amministrativa non si misura con gli slogan, ma con la tracciabilità degli atti, la loro coerenza, il rispetto delle procedure e la possibilità per i cittadini di comprendere come vengono impiegate le risorse pubbliche. Il CODACONS continuerà a seguire gli sviluppi dell’indagine, riservandosi di depositare ulteriore documentazione qualora emergano nuovi elementi, nella convinzione che fare piena luce sulla gestione delle risorse pubbliche rappresenti un interesse dell’intera collettività”.