Tropea, l’Opposizione chiede l’annullamento del progetto da 55 mila euro per la comunicazione turistica

Il gruppo Insieme per Tropea contesta la delibera di Giunta sul servizio biennale 2026-2028 e sollecita la sospensione delle procedure. I Consiglieri chiedono una nuova istruttoria, un’indagine di mercato e criteri trasparenti per determinare il valore dell’affidamento

I Consiglieri comunali del gruppo Insieme per Tropea hanno chiesto l’annullamento in autotutela della deliberazione di Giunta n. 21 del 9 luglio 2026, relativa al progetto biennale “Tropea come modello di Governance nelle Politiche Turistiche – Servizio di Comunicazione strategica istituzionale 2026/2028”. La richiesta è stata trasmessa al Comune di Tropea e al Segretario generale e, per conoscenza, alla Prefettura di Vibo Valentia. Al centro dell’iniziativa dei Consiglieri di opposizione vi è la decisione dell’Amministrazione comunale di destinare 55.000 euro a un servizio di comunicazione strategica istituzionale della durata di due anni.

La delibera individua una serie di attività altamente specialistiche, tra cui l’analisi dei marcatori identitari, indicati con gli acronimi MID ed EID, la ricostruzione del profilo turistico emozionale della destinazione, le attività di lobbying istituzionale e il posizionamento regionale e settoriale della città. Secondo i Consiglieri di opposizione, l’atto presenterebbe profili che meritano un approfondimento rigoroso sotto l’aspetto della legittimità amministrativa. In particolare, la formulazione dell’oggetto del servizio potrebbe risultare eccessivamente dettagliata e modellata su metodologie riconducibili a specifici approcci presenti sul mercato, con il rischio di limitare la più ampia partecipazione degli operatori economici.

“Non stiamo contestando la necessità di una comunicazione istituzionale moderna ed efficace – precisano i Consiglieri – ma il modo in cui la Giunta ha scelto di impostare l’intervento. La legge impone che le specifiche tecniche siano formulate in termini funzionali e non identificativi, così da garantire l’accesso al mercato e la piena contendibilità del servizio”. Nell’istanza viene richiamato il Decreto legislativo 36/2023, il Codice dei contratti pubblici, che agli articoli 1, 2 e 3 pone al centro i principi del risultato, della fiducia, dell’accesso al mercato, della concorrenza e della trasparenza. I firmatari fanno inoltre riferimento alla normativa europea in materia di appalti pubblici.

I Consiglieri evidenziano anche che dalla documentazione approvata dalla Giunta non emergerebbero elementi istruttori capaci di dimostrare un’effettiva ricognizione del mercato. Non risulterebbero, infatti, indagini esplorative, benchmark economici, comparazioni tra modelli organizzativi o valutazioni sulla possibilità di utilizzare professionalità interne, nonostante nella delibera venga richiamata la Legge 150/2000 sulla comunicazione istituzionale. Un ulteriore elemento contestato riguarda la determinazione dell’importo di 55.000 euro che, secondo i firmatari, non sarebbe accompagnata da parametri di mercato, stime delle attività richieste o criteri analitici utilizzati per quantificare la spesa.

“Quando si impiegano risorse pubbliche – aggiungono Rodolico, Romeo, Sicari e Tropeano – ogni scelta deve essere sostenuta da una motivazione puntuale e da una tracciabilità logica della spesa. È un principio affermato sia dalla giurisprudenza amministrativa sia dalla Corte dei Conti”. I Consiglieri sottolineano, inoltre, che la programmazione di un servizio biennale per il periodo 2026-2028 interviene in una fase istituzionale definita particolarmente delicata. Proprio per questo, secondo l’opposizione, sarebbe stata necessaria una motivazione rafforzata in merito all’urgenza e all’indifferibilità dell’intervento.

Insieme per Tropea chiede quindi l’annullamento in autotutela della deliberazione n. 21/2026 e la sospensione di ogni procedura conseguente. Il gruppo sollecita inoltre l’avvio di una nuova istruttoria realmente aperta al mercato, una preventiva indagine esplorativa tra gli operatori economici del settore e la predisposizione di un Piano della comunicazione istituzionale conforme alla Legge 150/2000.

Tra le richieste avanzate figura anche la rideterminazione dell’eventuale valore dell’affidamento sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori. “La nostra iniziativa – concludono i quattro Consiglieri di opposizione – ha un obiettivo preciso: garantire che ogni euro dei cittadini sia speso attraverso procedure trasparenti, imparziali e realmente aperte alla concorrenza, senza alcuna compressione della parità di accesso al mercato e nel pieno rispetto dei principi di legalità e buon andamento dell’amministrazione”.