“E’ l’atto finale della chiusura di un cerchio. In questa città, a Trapani, girano dei porci, maiali, usciti di galera che meriterebbero di chiudere la chiave e non farli più uscire. Dopo quanto accaduto oggi, ho paura di dovermi tutelare quando arrivo a Trapani, non mi piace la scorta ma devo pensarci. Non mi resta che vendere le proprietà rimaste, qui di mio non deve rimanere nulla di nulla. Qua c’è un sistema che non può essere toccato, che qualcuno ha messo su in tanti anni di potere, un sistema che ha messo le mani su tutto il territorio”. Così Valerio Antonini, Presidente del Trapani, ha parlato sui social dopo l’aggressione di oggi in pieno centro città.
“Mi dispiace per i miei collaboratori, affranti e preoccupati per l’attività, lo svolgimento del ritiro. Ci sarà la necessità di attuare misure di sicurezza estreme, anche per garantire l’incolumità dei giocatori. Ho detto loro di stare tranquilli e continuare il nostro percorso. Dobbiamo chiudere questa pagina e pensare che non sia successa. Arrivare a fare una cosa del genere in pieno centro città è vergognoso, spero che questo bastardo e pezzo di merda venga arrestato. Mi ha distrutto il cellulare, gli occhiali, l’orologio. Ho dolori alla costola” ha aggiunto.
“Peccato, la prossima settimana eravamo pronti ad annunciare tantissimi giocatori, forti. Per me è un brutto momento, guardiamo avanti ma con tristezza nell’anima. Io non mi sono mai permesso di alzare le mani su nessuno. Si può dissentire su qualcosa, disprezzare un essere umano, ma non è che se io incontro qualcuno per strada lo aggredisco” ha concluso.


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