Tornano i No Tav, scontri al cantiere di Chiomonte: “ci sono feriti, incendiati mezzi delle forze dell’ordine”

Oggi diverse centinaia di persone hanno assaltato le forze dell'ordine nei cantieri del San Didero e di Chiomonte, a Torino, incendiando alcuni loro mezzi

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    Foto di Bruno Brizzi / Ansa
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I No Tav sono tornati. Oggi diverse centinaia di persone hanno assaltato le forze dell’ordine nei cantieri del San Didero e di Chiomonte, a Torino, incendiando alcuni loro mezzi. Ci sono feriti. Usate bombe carta e razzi sparati con mortai artigianali, utilizzate anche bottiglie incendiarie. Le forze dell’ordine hanno provato a rispondere con lacrimogeni e idranti. Prevedibile lo sdegno da parte della politica. In tanti sono intervenuti pubblicamente, a partire dal Premier Giorgia Meloni.

“Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo” ha scritto il Presidente del Consiglio.

La rabbia dell’USIF

Anche l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) esprime la “più ferma condanna per le gravissime violenze verificatesi a Chiomonte ai danni delle Forze dell’ordine. Ancora una volta uomini e donne in uniforme sono stati fatti oggetto di aggressioni, lanci di pietre, bombe carta e assalti organizzati mentre svolgevano il proprio dovere: garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Chi aggredisce una divisa non sta manifestando un’opinione. Sta aggredendo lo Stato.

Da troppo tempo assistiamo allo stesso copione: operatori feriti, mezzi danneggiati e violenze sistematiche contro chi rappresenta le istituzioni. Non possiamo più limitarci ai messaggi di solidarietà dopo ogni aggressione. È il momento di passare dalle parole ai fatti. Servono pene certe e realmente efficaci per chi attacca le Forze dell’ordine, maggiori tutele giuridiche per il personale e un sostegno istituzionale chiaro, concreto e privo di ambiguità. L’USIF rivolge inoltre un appello all’Amministrazione della Guardia di Finanza affinché continui a investire con decisione nella sicurezza dei propri militari, a partire dai Baschi Verdi, sempre più spesso impiegati nei servizi di ordine e sicurezza pubblica ad alto rischio.

Occorre garantire equipaggiamenti moderni, dispositivi di protezione individuale di ultima generazione, strumenti operativi adeguati e un costante aggiornamento professionale. Non si può chiedere ai nostri uomini di affrontare scenari di crescente violenza senza assicurare loro le migliori condizioni operative possibili. La tutela del personale passa sia attraverso norme più efficaci contro chi usa la violenza, sia attraverso investimenti concreti in mezzi, tecnologie, addestramento e protezioni. Il diritto di manifestare è un principio costituzionale che va sempre garantito.

Ma nessun diritto può trasformarsi nel pretesto per assaltare le Forze dell’ordine o mettere a rischio l’incolumità di chi serve lo Stato. L’USIF esprime la propria piena vicinanza ai colleghi e a tutti gli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico. Ogni aggressione contro una divisa è un’aggressione contro la Repubblica. Chi indossa un’uniforme non chiede privilegi. Chiede rispetto, strumenti adeguati e uno Stato capace di dimostrare, con i fatti, di essere al fianco di chi ogni giorno ne difende la legalità”.