La Cisl FP Messina non parteciperà allo sciopero dei dipendenti comunali previsto per il 31 luglio 2026. L’organizzazione sindacale ha deciso di non aderire alla mobilitazione ritenendo prioritario proseguire la tutela dei lavoratori nelle sedi competenti e attendere l’esito del procedimento avviato davanti al Tribunale del Lavoro di Messina. La scelta, secondo quanto comunicato dal sindacato, tiene conto anche della posizione manifestata dai lavoratori nel corso dell’ultima assemblea svoltasi a Palazzo Zanca. La Cisl FP Messina intende quindi affidare, almeno in questa fase, la controversia agli strumenti giudiziari già attivati, rinviando ogni eventuale ulteriore iniziativa sindacale alla decisione del giudice.
La Cisl FP Messina non parteciperà allo sciopero del 31 luglio
La notizia principale riguarda la mancata partecipazione della Cisl Funzione Pubblica di Messina allo sciopero proclamato per il 31 luglio. Il sindacato considera necessario attendere che il Tribunale del Lavoro si pronunci sulla vicenda relativa alla modifica del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo, indicato anche con l’acronimo CCDI.
Alla base della decisione vi è la volontà di perseguire la tutela dei diritti dei dipendenti comunali attraverso le sedi ritenute competenti, senza sovrapporre, in questa fase, ulteriori azioni di protesta al ricorso già pendente.
La posizione della Cisl FP Messina è inoltre collegata a quanto emerso nel corso dell’ultima assemblea dei lavoratori tenutasi a Palazzo Zanca. Il sindacato sottolinea quindi di avere assunto la propria decisione anche nel rispetto dell’orientamento espresso dai dipendenti.
Il contenzioso sulla modifica del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo
La controversia ha avuto origine dalla determinazione con cui l’Amministrazione comunale di Messina ha modificato unilateralmente il Contratto Collettivo Decentrato Integrativo, precedentemente sottoscritto con le organizzazioni sindacali firmatarie.
Sin dal momento dell’adozione del provvedimento, la Cisl FP Messina è intervenuta contestando formalmente la scelta dell’Ente. Il sindacato ha infatti diffidato il Comune dal dare seguito alla determinazione, ritenendo la condotta dell’Amministrazione illegittima e lesiva sia delle prerogative sindacali sia dei diritti dei lavoratori.
L’intervento della Cisl FP è stato quindi avviato immediatamente dopo la modifica del contratto decentrato. La diffida formale rappresentava il primo tentativo di fermare gli effetti della decisione assunta unilateralmente dall’Amministrazione comunale e di ricondurre la vicenda all’interno del quadro delle relazioni sindacali.
Il ricorso davanti al Tribunale del Lavoro di Messina
Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, l’Amministrazione comunale ha proseguito nella propria condotta nonostante la diffida ricevuta. Di conseguenza, la Cisl FP Messina ha promosso un ricorso davanti al Tribunale del Lavoro.
L’azione giudiziaria è finalizzata ad accertare l’illegittimità della modifica unilaterale del CCDI e a ottenere tutela per i diritti dei lavoratori e per le prerogative riconosciute alle organizzazioni sindacali.
La vertenza è dunque passata dal piano delle relazioni tra sindacato e Amministrazione a quello giudiziario. Sarà il giudice a valutare la legittimità della determinazione adottata dal Comune e le contestazioni avanzate dalla Cisl FP Messina.
Il ricorso costituisce, nella posizione espressa dal sindacato, lo strumento attraverso cui verificare se l’Amministrazione potesse intervenire unilateralmente su un contratto integrativo regolarmente sottoscritto con le organizzazioni sindacali firmatarie.
Depositate le note difensive della Cisl FP Messina
Il procedimento davanti al Tribunale del Lavoro è ancora in corso. Il 20 luglio 2026, il legale della Cisl FP Messina ha depositato le proprie note difensive.
Il termine assegnato al Comune di Messina per il deposito delle proprie difese scadrà invece giovedì 23 luglio 2026. Al momento, quindi, il giudizio risulta ancora pendente e non è stata adottata una decisione sulla controversia.
La scansione dei termini processuali è uno degli elementi che hanno portato il sindacato a non aderire allo sciopero del 31 luglio. La Cisl FP ritiene infatti opportuno attendere l’esito del procedimento e conoscere la valutazione del giudice prima di decidere se intraprendere ulteriori forme di mobilitazione.
La decisione di attendere il pronunciamento del Giudice del Lavoro
Per la Cisl FP Messina è doveroso attendere la decisione del Giudice del Lavoro prima di assumere altre iniziative sindacali. L’organizzazione considera il procedimento giudiziario già avviato il passaggio prioritario per la tutela dei dipendenti comunali coinvolti nella vicenda.
La mancata adesione allo sciopero non rappresenta, secondo la posizione espressa dal sindacato, una rinuncia alla difesa dei lavoratori. Al contrario, la Federazione ritiene che, nella fase attuale, la tutela debba essere perseguita attraverso il ricorso depositato davanti al Tribunale e mediante l’accertamento della legittimità o dell’illegittimità della modifica del contratto decentrato.
La scelta è quindi quella di attendere una pronuncia giudiziaria prima di valutare nuove azioni. Solo dopo l’esito del procedimento potranno essere esaminate le conseguenze della decisione e stabilite le iniziative ritenute più adeguate.
Lo sciopero considerato come ultima ratio
La Cisl FP Messina ribadisce che lo sciopero deve essere considerato l’ultima soluzione da utilizzare quando tutte le altre strade percorse non hanno prodotto risultati.
Per questa ragione, l’organizzazione non ritiene opportuno partecipare alla protesta del 31 luglio mentre è ancora pendente il giudizio promosso contro il Comune. La priorità viene attribuita al completamento dell’iter giudiziario e alla decisione del Tribunale del Lavoro.
La posizione del sindacato non esclude comunque il ricorso futuro allo sciopero o ad altre forme di mobilitazione. La Cisl FP Messina precisa infatti che ogni ulteriore iniziativa sarà valutata sulla base dell’esito del procedimento e delle determinazioni che ne deriveranno.
Possibili nuove mobilitazioni dopo la decisione del Tribunale
Una volta concluso il procedimento giudiziario, la Federazione valuterà con senso di responsabilità le eventuali iniziative da assumere a tutela dei lavoratori.
Tra le possibilità considerate rientrano anche la proclamazione di azioni di sciopero e l’avvio di nuove forme di mobilitazione, qualora tali strumenti dovessero risultare necessari dopo la decisione del giudice.
Ogni scelta, precisa il sindacato, sarà adottata esclusivamente nell’interesse dei dipendenti. La Cisl FP Messina esclude inoltre che la propria posizione sia determinata da valutazioni di carattere politico.
La linea dell’organizzazione resta quindi legata all’esito del contenzioso sul Contratto Collettivo Decentrato Integrativo. Solo dopo la pronuncia del Tribunale del Lavoro sarà possibile stabilire se il percorso giudiziario avrà garantito la tutela richiesta o se sarà necessario ricorrere ad altre iniziative sindacali.


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