San Ferdinando, concluso il nuovo monitoraggio dell’aria: primi segnali positivi dal piano ambientale

Prosegue il progetto “Mare e Aria Puliti 2026”: terminate le rilevazioni di Arpacal, mentre continuano i controlli sulle acque marine e gli interventi alla foce del Mesima. Il sindaco Gaetano: “La rete istituzionale sta funzionando egregiamente”

Si è conclusa la seconda campagna di monitoraggio della qualità dell’aria a San Ferdinando, realizzata da Arpacal nell’ambito del piano “Mare e Aria Puliti 2026”. Il progetto, avviato dal Comune nell’ottobre del 2025, prosegue secondo il programma stabilito e, secondo l’Amministrazione comunale, sta restituendo i primi risultati incoraggianti. Le nuove rilevazioni seguono la campagna già effettuata tra gennaio e marzo attraverso l’attivazione di una centralina mobile destinata al controllo degli agenti atmosferici.Lo stazionamento in paese della centralina utilizzata da Arpacal per raccogliere i dati sulla qualità dell’aria si affianca alla campagna di campionamento delle acque marine condotta dalla stessa Agenzia regionale. Tra le azioni previste rientra anche l’installazione di barriere naturali filtranti nell’alveo del fiume Mesima, eseguita dall’Azienda regionale Calabria Verde. Gli interventi completano il programma predisposto per la stagione estiva in attuazione del Protocollo d’Intesa elaborato dalla Cabina di regia interistituzionale e dal Tavolo tecnico, richiesti e ottenuti nell’ottobre scorso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Gaetano.

Il rilevamento della qualità dell’aria è stato effettuato in una zona interessata da un significativo impatto ambientale, nei pressi di viale Stefano Cotugno. La strada corre parallelamente alla recinzione che separa il centro abitato dalla banchina nord del porto di transhipment e si trova a valle dell’altura sulla quale insistono sia la zona industriale regionale sia il termovalorizzatore dei rifiuti di Gioia Tauro. “Sin dall’insediamento della mia Amministrazione, in materia di tutela ambientale e difesa del mare dall’inquinamento ci siamo dati un metodo che ha messo al bando piagnistei e allarmismi, coniugando invece rigore nella pretesa dei controlli e coinvolgimento responsabile degli Enti sovraordinati competenti, ed è per questo che intanto suscita in me una grande soddisfazione l’odierna presa d’atto che sta funzionando egregiamente la rete istituzionale che abbiamo attivato”.

Il sindaco: “ancora presto per un bilancio definitivo”

Per il primo cittadino non è ancora il momento di tracciare un bilancio definitivo della stagione balneare. La posizione geografica di San Ferdinando, piccolo centro costiero situato tra il grande porto di Gioia Tauro e la foce di una delle fiumare calabresi maggiormente interessate da fenomeni di inquinamento, continua infatti a richiedere particolare attenzione. In attesa di ricevere da Arpacal i risultati del nuovo monitoraggio, il sindaco registra con favore le decine di segnalazioni positive che arrivano quotidianamente sulla salubrità e sulla pulizia del mare. Gaetano evidenzia inoltre il rispetto del cronoprogramma operativo assicurato dai componenti del Tavolo tecnico permanente coordinato dalla Città Metropolitana.

Al progetto pilota sanferdinandese “Mare e Aria Puliti 2026” partecipano, ciascuno per le proprie competenze, la Regione Calabria, la Guardia Costiera, i Carabinieri del Noe, Arpacal, la Polizia Metropolitana, la Polizia Locale di San Ferdinando, il Consorzio di Bonifica della Calabria, Calabria Verde, Iam Spa, il Wwf e la Riserva regionale Foce del Mesima. Alle attività partecipa anche la Prefettura di Reggio Calabria, che si era immediatamente attivata per raccogliere l’allarme lanciato dal sindaco Gaetano durante le precedenti stagioni, quando diverse criticità ambientali avevano provocato preoccupazione e proteste.

“Come sindaco di un piccolo Comune il mio ringraziamento va agli Enti che siamo riusciti a coinvolgere in questa campagna che non ha atteso l’estate per garantire la balneabilità, è doppiamente sentito. Perchè siamo riusciti a ottenere l’attenzione giusta dagli enti pubblici e dalle società private, smentendo i profeti di sventure e rispondendo efficacemente all’obbligo che abbiamo di non illudere e non deludere i fruitori del nostro mare e gli imprenditori che hanno investito sull’arenile fiduciosi nel nostro impegno. E perchè la vigilanza sul territorio, la messa in sicurezza delle reti idriche, il controllo di fossi e fiumare, la protezione della foce del Mesima, la prevenzione degli sversamenti, il monitoraggio continuo delle acque e le azioni ispettive sulle attività produttive, sia industriali che turistiche, sono ormai una preziosa normalità amministrativa a cui giustamente i cittadini non vogliono più rinunciare”.