“Il Comune di Reggio Calabria recuperi e rifinanzi il progetto del Polo Fieristico e Congressuale di Arghillà, affidato all’architetto Vittorio Gregotti, reinterpretandolo come Fiera Internazionale dello Stretto e inserendolo tra le infrastrutture strategiche del processo di integrazione tra Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Messina e i rispettivi territori metropolitani. Il progetto Gregotti rappresenta una delle più importanti occasioni di pianificazione urbana ed economica elaborate per la città negli ultimi decenni. Non si trattava della semplice costruzione di una sede espositiva, ma di un’infrastruttura capace di attribuire a Reggio Calabria un ruolo nuovo nel Mediterraneo, valorizzandone la posizione geografica e la naturale connessione con la sponda messinese”. Lo afferma in una nota il Consigliere Comunale di Capannori, Bruno Zappia.
“La scelta di Arghillà non era casuale. La localizzazione del polo fieristico nella zona nord rispondeva all’esigenza di riequilibrare la distribuzione delle grandi funzioni urbane, ridurre la loro concentrazione nel centro cittadino e innescare un processo di rigenerazione in un’area segnata da marginalità sociale e isolamento territoriale. Una grande funzione economica, culturale e direzionale avrebbe potuto trasformare Arghillà da periferia priva di centralità in porta settentrionale della città e nodo di collegamento tra Reggio Calabria, Gallico, Catona, Villa San Giovanni e Messina”.
“Il progetto affidato a Vittorio Gregotti aveva inoltre un rilevante valore architettonico e urbanistico. Il masterplan prevedeva padiglioni espositivi modulari, centro congressi, auditorium, aree per manifestazioni all’aperto, servizi logistici, parcheggi, spazi verdi e percorsi pedonali. La superficie coperta prevista era di circa 10.000 metri quadrati, inserita in un’area più ampia destinata a consentire flessibilità organizzativa ed espansioni future. La funzione della struttura andava ben oltre quella di una fiera tradizionale. Essa era pensata come luogo permanente di incontro tra imprese, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori turistici, produttori agricoli e agroalimentari, artigiani e soggetti impegnati nei settori dell’innovazione e delle nuove tecnologie”.
“La Fiera Internazionale dello Stretto potrebbe oggi ospitare manifestazioni dedicate al turismo, all’agroalimentare, all’economia del mare, alla logistica, ai trasporti, all’energia, alla cultura e all’innovazione, diventando uno strumento concreto per l’internazionalizzazione delle imprese calabresi e siciliane. La strategicità del progetto era già emersa durante le attività preparatorie di EXPO Milano 2015. In quella fase, la prospettiva di disporre di una nuova struttura fieristica contribuì a rafforzare la candidatura di Reggio Calabria come sede di eventi collegati all’Esposizione Universale e favorì la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra i sindaci Giuseppe Scopelliti e Letizia Moratti”.
“Oggi quel progetto deve essere ripreso in una dimensione nuova, superando definitivamente la logica comunale. La Fiera di Arghillà dovrebbe essere concepita come infrastruttura dell’intera Area dello Stretto, attraverso una programmazione condivisa tra i Comuni e le Città Metropolitane di Reggio Calabria e Messina, le Regioni Calabria e Sicilia, le Camere di Commercio, le università e le organizzazioni imprenditoriali. La Fiera Internazionale dello Stretto potrebbe costituire il principale centro di incontro tra produzione, innovazione, turismo, ricerca e cooperazione mediterranea. In questa prospettiva lo Stretto non sarebbe più percepito come elemento di separazione, ma come il principale fattore competitivo di un sistema territoriale integrato”.
“Per queste ragioni si chiede al Comune di Reggio Calabria di recuperare gli elaborati progettuali e amministrativi, aggiornare il progetto alle normative vigenti, verificarne la sostenibilità economica e gestionale, individuare nuove fonti di finanziamento e aprire un tavolo istituzionale con la Città Metropolitana e con le istituzioni messinesi. Il progetto dovrebbe inoltre essere inserito nel Piano Strategico Metropolitano e collegato ai programmi di rigenerazione urbana di Arghillà, allo sviluppo della zona nord e al potenziamento delle connessioni con Villa San Giovanni e Messina. Rifinanziare il progetto Gregotti non significa riproporre una grande opera isolata, ma recuperare una visione e aggiornarla alle esigenze contemporanee”.
“Una vera Area Metropolitana dello Stretto ha bisogno di infrastrutture condivise, luoghi di cooperazione economica e spazi capaci di proiettare il territorio nei circuiti nazionali e internazionali. Arghillà può diventare non più il simbolo della marginalità urbana, ma la sede di una grande infrastruttura rivolta allo Stretto e al Mediterraneo. Il Comune di Reggio Calabria ha oggi l’opportunità di trasformare un progetto incompiuto in uno degli strumenti principali della nuova programmazione metropolitana”.


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