Reggio Calabria, Ventura torna all’attacco dopo gli arresti ad Arghillà: “il clan Bevilacqua era tutt’altro che un gruppo di agnellini”

L’appello al sindaco e alla prefetta dopo le indagini sul clan Bevilacqua: “dal 2013 combatto da solo, ora si concretizzi una soluzione per me e la mia famiglia”

“Alla luce dei recenti arresti interessanti Arghillà, i quali fanno seguito e sono connessi a quelli del mese scorso al Rione Marconi, voglio lanciare un appello al Sindaco ed al Prefetto di Reggio. Nell’indifferenza del passato inquilino di Palazzo San Giorgio, dal 2013 ad oggi sono stato lasciato solo a fronteggiare un clan, quello dei Bevilacqua, il quale adesso grazie alle inchieste della Direzione Investigativa Antimafia sembra delinearsi sempre più nettamente nelle sue dimensioni criminali. Da anni, parimenti inascoltata, giace una soluzione pratica e fattibile per garantire a me ed alla mia famiglia quella pace e serenità che finora la giustizia ha tardato e tarda a dare“. Così Francesco Ventura in un comunicato stampa a seguito dei nuovi arresti che hanno interessato la città di Reggio in questi giorni. Una storia lunga, fatta di amare disillusioni ed interventi disattese. Una storia lunga nella quale in prima persona si è assistito all’incancrenirsi di intere aree del reggino.

“Leggo atterrito sulla stampa di come nelle disponibilità del clan Bevilacqua ci fossero per tramite di Fabio Morelli, nipote di quell’Antonio Bevilacqua a sua volta padre del ben più noto Patrizio, di un numero imprecisato di armi anticarro di tipo bazooka, ventotto bombe e di un’ottantina di armi leggere di vario calibro e relative munizionamento – spiega Ventura – Aumentando l’indignazione, la rabbia e la paura già sovrastanti in me alla notizia delle immense moli di soldi e droga che a quanto ricostruito dagli investigatori si smerciavano a casa mia. Dove sono ora coloro che dipingevano costoro come agnellini e me come loro irriverente diffamatore? Quella Reggio tace ed è complice. Adesso spero si voglia, ripeto, amministrare pace e giustizia. Noi Ventura abbiamo combattuto e combattiamo, soli e da anni, al nuovo Sindaco la possibilità ora di concretizzare quelle mere favolette per la legalità prima in bocca al suo predecessore. Credo e crediamo di meritarci la fine di un incubo”.