Reggio Calabria, vent’anni dopo il diploma: la VDP del “Tommaso Gulli” torna tra i banchi con il professore

Le ex alunne si sono ritrovate a Reggio Calabria insieme allo storico professore Carmelo Romeo. Tra l’appello sul registro, ricordi, applausi e una lettera commovente, il tempo si è fermato al luglio del 2006

Per una sera il tempo si è fermato. Vent’anni dopo il diploma, le ex alunne della classe VDP dell’Istituto MagistraleTommaso Gulli” di Reggio Calabria si sono ritrovate per una rimpatriata capace di riportare tutti, almeno per una sera, al luglio del 2006, tra abbracci, sorrisi, ricordi e tanta emozione. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovate Valeria Catananti, Serena Curatola, Serena Gaballo, Rossella Lofaro, Carmen Marcianò, Giusy Praticò, Virginia Pratticò, Teresa Richichi, Valentina Sapone, Domenica Trapani, Francesca Sgrò e Francesca Zappalà, insieme al loro storico professore Carmelo Romeo, accolto con un lungo e caloroso applauso.

Naturalmente non è stato possibile riunire l’intera classe. Gli impegni di lavoro, la distanza, le famiglie costruite negli anni e i diversi percorsi di vita hanno impedito ad alcune ex compagne di essere presenti. Se con alcune il rapporto è rimasto vivo nel tempo, alimentato dall’amicizia e da incontri che non si sono mai interrotti, con altre i contatti si sono inevitabilmente affievoliti. Eppure è bastato ritrovarsi negli stessi sguardi, nelle stesse risate e nei ricordi condivisi perché riaffiorassero emozioni che il tempo aveva soltanto custodito, dimostrando che gli anni possono allontanare le persone, ma non cancellare ciò che si è vissuto insieme.

L’emozione ha raggiunto il suo culmine quando il professor Romeo ha aperto il registro di classe e, come vent’anni prima, ha iniziato a fare l’appello. Pronunciando uno dopo l’altro i nomi delle sue alunne, ha fatto rivivere l’atmosfera di quell’aula del Magistrale. Ad ogni «Presente!» si è levato un sorriso, una risata o un applauso, mentre le assenze sono state annotate con la stessa naturalezza di allora. Per qualche minuto nessuno era più adulto: tutti erano tornati tra i banchi della VDP. Tra una portata e l’altra non sono mancati gli aneddoti di quegli anni: le risate dell’ultimo banco, le traduzioni di latino affrontate insieme, le gite sull’Aspromonte, le amicizie nate tra i corridoi della scuola e rimaste vive nonostante il tempo e le strade diverse intraprese da ciascuna.

Il momento più intenso è arrivato nel finale, quando le ex alunne hanno consegnato al professor Romeo una lettera scritta a più mani, ripercorrendo i ricordi più belli degli anni trascorsi al Magistrale. Un testo che ha emozionato tutti i presenti e che ha racchiuso il senso più autentico della serata: la gratitudine verso un insegnante che non si è limitato a trasmettere conoscenze, ma ha saputo accompagnare le proprie alunne nel loro percorso di crescita, credendo in loro anche quando erano loro stesse a non avere ancora piena consapevolezza delle proprie capacità.

A testimonianza di questo legame, nella lettera le ex studentesse hanno scritto: “Professore, se oggi ci ritroviamo con lo stesso affetto di allora, una parte del merito è anche sua. Per averci insegnato che la cultura non è soltanto un voto sul registro, ma uno sguardo curioso sul mondo.» E ancora: «I ricordi di quegli anni continuano ad accompagnarci, perché certe lezioni non finiscono con il suono della campanella: restano nel cuore e ci guidano lungo il cammino“.

Parole che hanno commosso il professor Romeo e suscitato un lungo applauso, a testimonianza di quanto il rapporto tra docente e alunne sia rimasto vivo ben oltre gli anni della scuola. A suggellare la serata è stato il taglio della torta celebrativa dedicata ai vent’anni dal diploma, accompagnato da un brindisi e da numerose fotografie destinate a diventare nuovi ricordi da custodire. Alla fine non sono stati i vent’anni trascorsi a fare notizia, ma la naturalezza con cui quei vent’anni hanno smesso di contare. Tra un appello, una lettera, un abbraccio e una torta condivisa, la VDP ha riscoperto che il tempo può cambiare le vite, ma non cancella ciò che le ha rese quelle che sono. Per una sera non ci sono state professioni, famiglie o percorsi diversi, ma soltanto dodici ex compagne, il loro professore e una storia che meritava di essere ricordata. Una storia che ha restituito a tutti i presenti il privilegio di sentirsi ancora, semplicemente, la classe VDP.