“Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, più bello della Vittoria di Samotracia”. Così al 4° punto del Manifesto del futurismo, pubblicato dal “Figarò” di Parigi il 20 febbraio 1909 scriveva Filippo Tommaso Marinetti. Eppure se confrontassimo la Nike, opera ellenistica del II secolo a.C., con la celebre scultura del nostro concittadino Umberto Boccioni “Forme uniche della continuità nello spazio”, che rappresenterebbe il movimento e la fluidità, non vi è alcun dubbio che l’opera greca sia più dinamica nel suo slancio rispetto alla appesantita opera boccioniana.
Che Marinetti veda nella Nike del Louvre un esempio di arte passatista rivela però quanto questa fosse ben presente nell’immaginario di quell’epoca (primi del Novecento) come lo è oggi. “Quindi molto ben volentieri – scrive Stefano Iorfida Presidente dell’Associazione Anassilaos – abbiamo accolto la proposta del Prof. Daniele Castrizio, docente che non ha bisogno di ulteriori presentazioni di tenere una lezione sulla “Nike di Samotracia nel contesto del Santuario dei grandi dei” tanto più che l’Anassilaos proprio in questo anno ha in programma una serie di incontri dedicati all’inventore del futurismo“.
L’incontro, promosso congiuntamente con la Biblioteca Pietro De Nava, si terrà giovedì 23 luglio alle ore 17,30 presso la Sala Giuffrè della medesima Biblioteca e rientra nell’ambito delle ricerche che lo studioso reggino da qualche anno dedica alle vicende legate alla cosiddetta guerra romano-siriaca che vide il Re siriano Antioco III, consigliato da Annibale, opporsi a Roma.
Tali ricerche conducono alla Nike, opera tuttora misteriosa sia per quanto riguarda l’autore che per le ragioni per le quali fu realizzata – certamente quale simbolo di vittoria – (forse per commemorare la vittoria nella battaglia dell’ Eurimedonte nella quale la flotta di Antioco combatté e perse contro una flotta di navi di Rodi? ) e ancora per l’originale collocazione (forse il grande tempio votivo in onore dei Grandi Dei Cabiri, la cui sommità era occupato dalla Nike?).
A queste domande Castrizio tenterà di dare una risposta consentendo di riavvicinarci ad una di quelle opere (pensiamo per esempio alla Gioconda) da sempre al centro di ammirazione, curiosità e qualche screditamento. Introdurrà l’incontro il Prof. Amos Martino, responsabile anassilaos. Porterà i saluti della Biblioteca la responsabile Dott.ssa Daniela Neri.


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