La transizione ecologica e digitale della provincia di Reggio Calabria e dell’intera regione passa dalle micro e piccole imprese. È il messaggio centrale che emerge dal report dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, presentato nell’ambito del Forum nazionale sulla sostenibilità. Lo studio offre una fotografia dettagliata del territorio, intrecciando ambiente, economia, lavoro e innovazione. Accanto alle criticità strutturali, l’analisi mette in luce la capacità produttiva delle imprese e le opportunità di sviluppo, indicando nell’artigianato uno degli attori principali del cambiamento.
Il report parte dalle difficili sfide che la provincia è chiamata ad affrontare. Reggio Calabria presenta la quota più elevata di abitazioni costruite prima del 1980, pari al 69,3%, realizzate secondo standard energetici ormai superati. Oltre un edificio su due, il 52,9%, rientra inoltre nelle classi energetiche meno efficienti, la F e la G. Un dato che evidenzia la necessità di accelerare gli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare e di riduzione dei consumi energetici. A questo quadro si aggiunge la fragilità del territorio regionale. Il 2,4% delle superfici presenta un’elevata pericolosità da frana, mentre il 17,2% risulta interessato dal rischio di allagamento. Elementi che, secondo l’analisi, rendono indispensabili interventi di prevenzione, messa in sicurezza e cura del territorio.
Anche i dati sulla mobilità mostrano una provincia chiamata ad accelerare il percorso verso modelli più sostenibili. Quasi tre automobili su quattro, il 74,2%, hanno più di dieci anni, mentre le vetture elettriche rappresentano appena lo 0,25% del parco circolante. In questo scenario, le imprese artigiane possono assumere un ruolo strategico sia nella riqualificazione energetica degli edifici sia nell’accompagnamento di cittadini e aziende verso nuovi modelli di mobilità, efficienza e sostenibilità.
Quasi tremila imprese impegnate nella cura del territorio
Il report di Confartigianato evidenzia il peso del sistema produttivo provinciale. Nel territorio reggino operano 2.933 imprese impegnate nella protezione e nella cura del territorio, quasi una su due di natura artigiana, con una quota pari al 47,6%. A queste si aggiungono 333 aziende attive nella filiera delle energie rinnovabili, con una presenza artigiana del 56%, e 1.207 imprese dell’economia circolare. Proprio in quest’ultimo settore Reggio Calabria si distingue per la più alta specializzazione artigiana: il 78,3% delle imprese impegnate nell’economia circolare appartiene infatti al comparto artigiano. Il quadro produttivo comprende inoltre 935 attività legate all’automotive, il 44% delle quali artigiane.
Le micro e piccole imprese investono sempre più anche nella formazione e nell’innovazione. Nel 2024 il 25,1% delle imprese ha realizzato attività formative attraverso corsi destinati al personale. Reggio Calabria si distingue inoltre come la provincia nella quale le micro e piccole imprese hanno effettuato investimenti in innovazione digitale nel corso del 2025, con una quota pari al 73,3%.
Fragomeni: “la sostenibilità non è un costo”
Il presidente di Confartigianato Imprese Reggio Calabria, Francesco Fragomeni, sottolinea come i dati restituiscano l’immagine di una provincia dotata di competenze e capacità imprenditoriali che spesso restano in secondo piano rispetto alle difficoltà del territorio. “Questo report – afferma il presidente di Confartigianato Imprese Reggio Calabria, Francesco Fragomeni – racconta una provincia che troppo spesso viene descritta solo attraverso le sue difficoltà, ma che in realtà possiede un patrimonio straordinario di competenze, imprese e capacità di innovazione. Le nostre micro e piccole imprese stanno già contribuendo alla transizione ecologica e digitale, investono, creano occupazione, custodiscono il territorio e mantengono vivi i centri urbani e le aree interne. Adesso è necessario che questo impegno venga sostenuto con politiche lungimiranti, strumenti semplici e investimenti mirati. La sostenibilità non è un costo, ma un’opportunità concreta di crescita economica, competitività e sviluppo per tutta la Calabria”.
Il report individua dunque nelle micro e piccole imprese un motore fondamentale per affrontare le criticità ambientali e infrastrutturali del territorio, promuovere l’innovazione e trasformare la sostenibilità in una leva concreta di sviluppo economico e occupazionale per la Calabria.


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