Reggio Calabria, alberi secolari abbattuti a Pellaro: le associazioni minacciano azioni legali | FOTO

ACE Medicina Solidale, ANPANA GEPA e Gruppo Adorno chiedono verifiche tecniche, trasparenza e lo stop agli interventi: "a rischio il patrimonio storico, ambientale e paesaggistico della città"

  • Alcune delle piante stroncate a Pellaro nelle due vie
  • Alcune delle piante stroncate a Pellaro nelle due vie
  • Alcune delle piante stroncate a Pellaro nelle due vie
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“ACE Medicina Solidale, ANPANA GEPA e Gruppo Adorno chiedono chiarezza e il ripristino di un metodo fondato sul confronto, sulla competenza e sulla partecipazione civica. Nel corso dell’incontro con il Sindaco e la Vicesindaca della nuova Giunta comunale avevamo chiesto che i lavori venissero sospesi e che fosse effettuata una verifica dell’effettivo stato di salute delle piante, alla presenza di esperti dell’Università Mediterranea competenti in materia agronomica e forestale, anche al fine di accertare il rispetto delle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria”. Lo affermano in una nota ACE, ANPANA GEPA e Gruppo Adorno.

“Questa proposta, semplice e ispirata al buon senso, non è stata accolta. Gli abbattimenti sistematici degli alberi secolari sono proseguiti e le ceppaie rimaste sul posto sembrano mostrare come una parte significativa degli esemplari non presentasse evidenti alterazioni. Nella nostra città si continua così a procedere alla sostituzione sistematica di alberi di grande valore ambientale, paesaggistico e storico, con il rischio di determinare una grave e irreversibile alterazione del paesaggio urbano reggino”.

 “Le associazioni ACE Medicina Solidale, ANPANA GEPA e Gruppo Adorno intendono tornare sul cosiddetto progetto di riqualificazione del verde pubblico, promosso dalla precedente Giunta comunale Falcomatà, che prevedeva la sostituzione sistematica di filari alberati di elevato valore storico, paesaggistico e ambientale a Pellaro, in particolare nella Traversa D e nel Viale delle Rimembranze, nonché in altre vie del centro cittadino. A Pellaro l’intervento è stato quasi ultimato. Sono stati rasi al suolo i platani centenari che proteggevano dalla calura estiva una traversa assolutamente secondaria, poco trafficata e, peraltro, a senso unico di circolazione. È stato inoltre completato l’abbattimento dei frassini secolari del Viale delle Rimembranze, nel tratto a valle della Strada Statale 106”.

“Si trattava di alberi piantati un secolo fa per commemorare i caduti pellaresi della Prima guerra mondiale. Il loro abbattimento ha profondamente ferito la memoria storica del nostro territorio e ha irrimediabilmente alterato il paesaggio urbano, provocando una lacerazione che nessun intervento cosiddetto rigenerativo potrà realmente rimarginare. Quegli alberi non costituivano soltanto elementi di arredo urbano, ma erano parte integrante dell’identità, della storia e della memoria collettiva di Pellaro. Come tutti i cittadini pellaresi hanno potuto constatare in questi giorni, osservando le ceppaie che affiorano dall’asfalto, e come risulta anche dalle fotografie allegate, una buona parte dei platani e dei frassini non mostrava, almeno all’esame visivo delle ceppaie, evidenti segni di compromissione”.

“Alcuni esemplari presentavano delle carie che avrebbero meritato ulteriori approfondimenti diagnostici, finalizzati a valutarne l’effettiva gravità e la possibile trattabilità, qualora si fosse realmente perseguita la salvaguardia delle piante, come avviene nelle città attente alla cura del patrimonio arboreo e come previsto dalle Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio degli alberi, approvate dal Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, CONAF. Solo poche piante sembravano presentare alterazioni tali da poterne rendere probabilmente necessario l’abbattimento”.

“Eppure, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria, in una nota trasmessa il 7 luglio scorso al Comune di Reggio Calabria e al Comando dei Carabinieri di Pellaro, aveva sottolineato come «l’abbattimento e/o la drastica potatura con trasferimento in altra sede delle essenze adulte tutelate è somma ratio in presenza di documentate situazioni fitosanitarie verificate da una serie di perizie tecniche e strumentali e/o di conflitti con danno a costruzioni, manufatti e/o reti tecnologiche […]». La stessa Soprintendenza aveva inoltre ricordato come il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 9178/2022, avesse evidenziato che «l’abbattimento deve essere legato a effettive problematiche fitosanitarie ampiamente documentate da una serie di perizie tecniche strumentali e non solo attraverso valutazione visiva». Ebbene, sia nell’incontro che le nostre associazioni avevano avuto nel mese di marzo con l’Amministrazione comunale uscente, sia in quello tenutosi il 10 luglio scorso con il Sindaco Cannizzaro e la Vicesindaca Arena, per quanto da noi compreso e rappresentato, non è stata illustrata l’esistenza di specifiche indagini strumentali effettuate sui singoli alberi. Nel corso degli stessi incontri non era stato evidenziato alcun conflitto tale da provocare danni ad abitazioni o infrastrutture, fatta eccezione per un modesto sollevamento di una piccola parte del marciapiede nella Traversa D”.

“Durante l’incontro del 10 luglio le nostre associazioni avevano espresso la propria contrarietà agli abbattimenti sistematici e avevano avanzato una proposta di buon senso: sospendere temporaneamente i lavori per verificare, attraverso un sopralluogo effettuato alla presenza di esperti dell’Università Mediterranea competenti in materia agronomica e forestale, l’effettivo stato di salute delle piante, procedendo alla sostituzione dei soli esemplari realmente incurabili e rispettando così le prescrizioni impartite dalla Soprintendenza. Una richiesta che, nei fatti, non è stata presa in considerazione, dal momento che gli abbattimenti sono proseguiti come se nulla fosse stato rappresentato dalle associazioni e dai cittadini”.

“Questo modo di procedere, che sembra ignorare il concetto stesso di cura del verde pubblico e rispondere a una logica prevalentemente esecutiva, poco attenta alla conservazione del patrimonio arboreo, deve essere sottoposto alle necessarie verifiche ed eventualmente fermato prima che venga esteso ad altre vie storiche e importanti del centro cittadino. Sembrerebbe, infatti, che interventi analoghi siano destinati a interessare anche via Galileo Galilei, viale Europa e persino il bellissimo viale Amendola, con i suoi maestosi filari di platani. Corrisponde al vero? Anche su questo attendiamo risposte chiare, puntuali e documentate”.

“Valuteremo la possibilità di agire nelle sedi legali competenti per accertare l’eventuale sussistenza di danni ambientali ed erariali. Prima di ricorrere a tale soluzione, che rappresenterebbe comunque una sconfitta della politica e del fisiologico funzionamento democratico delle istituzioni, continueremo tuttavia a proporre, con fermezza e ostinazione, il ripristino di un metodo civico fondato sul confronto costruttivo e leale, sulla trasparenza delle decisioni e sulla ricerca di soluzioni condivise, nell’esclusivo perseguimento dell’interesse pubblico. Confidiamo ancora nella possibilità di avviare una nuova stagione di dialogo sereno, concreto e sinceramente orientato al bene della città. Nel frattempo, ci rivolgiamo a tutti i cittadini affinché facciano sentire la propria voce su quanto sta accadendo, come hanno già fatto numerosi residenti del Viale delle Rimembranze, che avevano rivolto al Sindaco un accorato appello per la salvaguardia di alberi preziosi per l’intera comunità”.

“È indispensabile che scelte così importanti per il futuro della città, già duramente colpita dal progressivo aumento delle temperature e dagli effetti delle ondate di calore, siano il risultato di un autentico processo partecipativo. Un processo che restituisca il giusto rilievo alla responsabilità della politica e al confronto tra Amministrazione comunale, cittadini, associazioni civiche, realtà professionali ed esperti del settore. La città non può limitarsi a subire passivamente e acriticamente decisioni tecniche già assunte. La competenza tecnica è indispensabile, ma deve essere accompagnata dalla trasparenza, dalla valutazione delle alternative, dalla partecipazione democratica e dalla consapevolezza che il patrimonio arboreo appartiene all’intera comunità e alle generazioni future”.

“Se non si interverrà immediatamente per fermare abbattimenti che riteniamo non adeguatamente motivati e per riesaminare gli interventi programmati, il paesaggio cittadino rischia di essere profondamente stravolto, con un’alterazione irreversibile del volto storico e paesaggistico di quella Reggio che un tempo veniva definita “Bella e Gentile”. Difendere gli alberi storici non significa opporsi al cambiamento o alla riqualificazione. Significa chiedere che ogni trasformazione sia guidata dalla conoscenza, dalla prudenza, dalla cura e dal rispetto della storia dei luoghi. Significa, soprattutto, riaffermare il diritto e il dovere dei cittadini di partecipare alle decisioni che riguardano il patrimonio comune e il futuro della propria città”.