Oggi chi entra in città attraverso l’uscita della bretella che costeggia il ponte di Sant’Anna può deliziare la vista con un nuovo simbolo di squallore urbano: qualcuno, durante la notte, vi ha lasciato quel che resta di un divano letto, quasi a voler sostituire la carcassa di automobile che finalmente, appena poco distante, era stata rimossa qualche giorno fa. Il ponte di Sant’Anna è uno dei luoghi della città dove alcuni concittadini che si sentono più furbi degli altri, quasi per tacito accordo, ritengono di potersi liberare di rifiuti ingombranti e lerciume vario senza dovere allungare verso l’isola ecologica o nei luoghi deputati. Tanto, poi, una volta abbandonati lì, non è più problema loro e alla fine qualcuno provvederà.
Falcomatà diceva che sono i “lordazzi”, e con questa constatazione di natura sociologica allargava le braccia sconsolato quasi dimenticando che il sindaco era lui. Non si può combattere contro una forza storica, contro quella che era una dimensione dello spirito radicata nelle radici profonde dell’uomo meridionale. Ora noi quando vediamo queste cose siamo colti da un senso di sconforto e ci verrebbe quasi da dare ragione alla sua resa. Tuttavia appoggiamo nonostante tutto e lo faremo anche oltre quando alla speranza forse si sarà sostituita l’illusione la battaglia di Cannizzaro per una città pulita. Queste visioni naturalmente sono, nel pieno della campagna lanciata dalla nuova amministrazione per la pulizia delle strade, delle sfide e anche degli oltraggi. E indicano come una certa parte dei cittadini sia resiliente a qualsiasi appello al cambiamento.
Un divano non è una semplice busta di spazzatura che si abbandona veloce nell’ombra e da cui ci si allontana
Perché un divano non è una semplice busta di spazzatura che si abbandona veloce nell’ombra e da cui ci si allontana affrettando il passo. È un oggetto che a lasciarlo lì richiede tempo e maestria. Non entra mica in un cofano, e non lo puoi portare certo da solo, per quanto tu voglia dimostrarti abile. Qui si richiede un certo professionismo del vivere in mezzo al pattume, un’azione coordinata. Gente con forza, maestria, autentico sprezzo del rischio delle multe, studiata strafottenza nei confronti degli altri e magari quando poi ci passa davanti dice anche con soddisfazione: “Ecco, guarda, quello ce lo abbiamo lasciato noi”. Persone che non meriterebbero di vivere in un contesto sociale.
La maggioranza segue le regole, vuole la città pulita e appoggia senza riserve questa nuova campagna dell’amministrazione
Noi continuiamo a credere che siano, nonostante tutto, un’esigua minoranza. La maggioranza segue le regole, vuole la città pulita e appoggia senza riserve questa nuova campagna dell’amministrazione. Ma di gente così ce ne è ancora tanta nascosta in mezzo a noi e parlando con gli altri si finge pure adirata per la sporcizia ma poi la notte va a lasciare in giro questi regali. La battaglia è dura e sconfortante ma, sindaco, la combatta fino in fondo e non allarghi le braccia come chi la ha preceduta.


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