Reggina, Torrisi durissimo: “mi hanno tradito! Potevo far saltare tutto…”. I retroscena su acquisti mai arrivati, Ballarino e promesse

Alfio Torrisi, ex allenatore della Reggina, si toglie parecchi sassolini dalla scarpa rivelando alcuni retroscena sulla stagione appena conclusa fra tradimenti, promesse non mantenute e giocatori mai arrivati

Stagione finita, giù la maschera, filtri off. Alfio Torrisi non è più l’allenatore della Reggina e ha scelto di togliersi parecchi sassolini dalla scarpa. Il mister che, in conferenza stampa, ogni weekend, difendeva l’operato della società, predicava la vicinanza alla squadra, chiedeva anche ai media di ‘mentire’ per sostenere la Reggina, ha ammesso di aver fatto tutto questo nascondendo i problemi interni e le difficoltà nei rapporti personali con la dirigenza. Ed è normale, lo dice lo stesso Torrisi: è calcio. Il fatto è che tanti tifosi a certe cose ci hanno creduto, e parecchio.

Su StrettoWeb non abbiamo mai avuto dubbi sulla narrazione fatta in questa stagione (e nemmeno su quelle prima), ma ragionare con la ‘passione’ degli altri è sempre complicato. Torrisi, oggi che non ha più alcun legame con la Reggina, se non quello affettivo con l’ambiente, ha vuotato il sacco.

I mancati acquisti

Intervistato ad “Antenna Febea”, Torrisi ha fatto l’elenco delle uscite pesanti Blondet, Montalto, Grillo, Correnti, sottolineando come non siano arrivati giocatori all’altezza: “a me è dispiaciuto che queste scelte non sono state rimpiazzate con delle entrate. Non mi si venga a dire: ‘abbiamo preso Bevilacqua e Panebianco’. Sono stati degli acquisti che hanno dato il loro contributo, ma dettati dal post Gela, dove causa tutte queste uscite, l’infortunio di Porcino, Barillà, eravamo già con due primavera che non avevo mai allenato e Macrì titolari. Questa squadra aveva 17 over, togli Porcino e Barillà per infortunio, abbiamo fatto un mercato riparatore pescando dall’Eccellenza per scelta nostra, perchè quando poi si sarebbe dovuto fare il mercato importante per provare a inseguire il primo posto e sarebbero rientrati Barillà e Porcino, sono ragazzi che a livello gestionale non avrebbero creato troppi problemi qualora avessero fatto qualche tribuna in più.

In alcuni ruoli il sostituto non è stato neanche preso: è uscito Montalto a novembre ed è arrivato Guida a fine gennaio. Poi se qualcuno pensava che io dovevo andare in conferenza stampa a dire cose opposte al progetto, vuol dire che sa poco di calcio, perchè è normale che io devo tutelare il mio gruppo squadra. Io ringrazio il patron Ballarino che mi ha dato una grandissima possibilità di allenare la Reggina, purtroppo o per fortuna, è uno che pensa a far quadrare i conti e ha pensato come fosse meglio pensare di spendere i soldi a disposizione come budget e non affrontare spese per andare fuori budget e mantenere la Reggina una società sana e senza debiti. Io mi sarei aspettato una proprietà che mi avesse detto: ‘mister, adesso che siamo lì, per andare in C di cosa hai bisogno?’“.

Sulla questione debiti, Lotito potrebbe avere qualcosa da ridire. In ogni caso: quante volte abbiamo scritto che Ballarino non aveva la forza economica per sostenere le ambizioni promozione della Reggina? Quante volte abbiamo raccontato delle difficoltà in sede di mercato, su colpi mirabolanti sbandierati, trattative sempre a un passo e calciatori che poi, puntualmente, o non arrivavano o si accasavano altrove? Oggi la verità ve la racconta Torrisi, ma è la stessa che vi abbiamo raccontato per anni.

L’ammissione di Torrisi: “sono stato tradito”

Il mister è un fiume in piena. Se prima ha provato a impostare la discussione a livello di organico, poi ha tolto anche l’ultimo freno parlando di tradimento personale. “Io sono stato in silenzio, ho subito e sono stato tradito. – ha dichiarato – L’uomo vale per la sua parola, quando me ne viene data una e non viene rispettata, per me decade tutto. Io ho dato una parola alla piazza e l’ho mantenuta fino all’ultima giornata, non mi sono tirato indietro quando ne avevo la possibilità e la ragione per fare un passo indietro. Potevo anche fare saltare il banco, ma sapevo già che se fosse accaduto ciò, avrei tradito una piazza. Non avevo altre alternative: o si continua a pedalare, oppure avrei fatto un passo indietro, sarebbe decaduto il patto con la Curva e la Reggina non avrebbe più vinto.

Io sono stato tra-di-to! Ciò che mi è stato promesso, non è stato mantenuto. Anche il 50%, bastava un giocatore solo su tre che erano già chiusi, io il campionato lo avrei vinto, questo lo dico con presunzione. Avevo preso un centrocampista, un trequartista e una prima punta, chiusi e mai arrivati, con le debite uscite già fatte. Mi sono state fatte delle promesse quando ho firmato per la Reggina, mi sono state ribadite quando è stato detto ‘se riusciamo a fare certi risultati e a girare a tot punti (-5)…’ e non è cambiato nulla“.

Nel finale, Torrisi si rivolge a qualche dirigente, pur senza fare nomi, chiedendogli di assumersi le sue colpe: “chi di dovere non deve dire: ‘non si è vinto per colpa di Torrisi’, perchè sta mentendo e ti vuoi coprire da colpe che negli anni hai dimostrato di avere, perchè ogni anno c’è chi non ha vinto. Bisogna essere onesti, perchè non può andare in croce solo Alfio Torrisi che ci può andare solo per le sue colpe, non per quelle degli altri. Bastava poco, poi probabilmente non sarò simpatico, ma il mio lavoro l’ho fatto con la massima dedizione. A Reggio con la nuova proprietà? Chiacchiere, mai contattato“.