Premio Scopelliti: a Reggio Calabria memoria, legalità e impegno civile protagonisti dell’8ª edizione. La figlia: “mancano ancora verità e giustizia per mio padre”

Piazza Italia ha ospitato una serata dedicata alle eccellenze del territorio, al contrasto alle mafie e al sostegno delle persone più fragili. Rosanna Scopelliti: "mancano ancora verità e giustizia per mio padre"

La memoria del giudice Antonino Scopelliti, ucciso dalla mafia il 9 agosto 1991, è tornata al centro della vita civile di Reggio Calabria con l’ottava edizione del premio a lui dedicato. Giovedì sera piazza Italia ha accolto una manifestazione costruita attorno al ricordo, alla legalità, alla giustizia e alla valorizzazione delle migliori energie del territorio. Organizzato dalla Fondazione Scopelliti, il premio ha unito musica, testimonianze, riconoscimenti e riflessioni sull’impegno civile. A presentare la serata è stata la giornalista Eva Giumbo, mentre sul palco si sono alternati rappresentanti delle istituzioni, magistrati, associazioni, operatori sociali, imprenditori e protagonisti della cultura e dello sport calabrese.

Premio Antonino Scopelliti 2026, memoria e speranza in piazza Italia

L’ottava edizione del Premio Antonino Scopelliti si è aperta nel segno della memoria, ma anche della speranza legata alla capacità di valorizzare le risorse umane e culturali della Calabria. Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale da parte dei Sax & Love, sul palco è salita la piccola Elena Maria, raggiunta poco dopo dalla madre Rosanna Scopelliti. La presidente della Fondazione ha ripercorso la storia e il significato di un premio che, ormai da otto anni, si propone come momento condiviso di riflessione sui temi della legalità, della giustizia e dell’impegno civile.

“Ogni anno questo Premio dedicato alle eccellenze del nostro territorio diventa un appuntamento sempre più atteso – ha evidenziato – un ringraziamento speciale va anche ai cittadini che ci premiano con la loro presenza. È una manifestazione che ci consente di mostrare come, attraverso l’ingegno, la cultura e la bellezza, sia possibile sconfiggere le mafie. Antonino Scopelliti è stato un uomo che ha servito lo Stato con il sangue e con il coraggio di un calabrese orgoglioso della propria terra: il suo esempio deve essere un punto di riferimento per tutti. Quest’anno – ha proseguito – abbiamo voluto assegnare al Premio anche un forte significato legato al sociale e alle istituzioni. Intanto sostenendo le famiglie delle persone con disabilità: abbiamo lavorato facendo rete con associazioni e realtà del territorio, promuovendo percorsi di inclusione. Grande importanza riveste anche il sostegno che la Fondazione riserva alle forze dell’ordine, in questo caso abbiamo pensato alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria che, con senso del dovere, rappresentano un esempio straordinario, a loro va il nostro ringraziamento”.

Fondazione Scopelliti, inclusione e sostegno alle persone più fragili

Nel corso della serata, Rosanna Scopelliti ha ricordato anche alcune delle attività promosse dalla Fondazione nell’ultimo anno, con particolare attenzione alla genitorialità, all’inclusione e alla tutela delle categorie più fragili. “Abbiamo avviato percorsi dedicati alla genitorialità e tante altre iniziative a sostegno delle categorie più fragili. Vedo qui presenti tante eccellenze del territorio: siete la spinta più importante per immaginare un futuro diverso, per riprendere in mano il presente e valorizzare le immense risorse della nostra terra”, rimarca. La manifestazione ha assunto così un valore che va oltre la commemorazione. Il premio ha voluto raccontare una Calabria capace di fare rete, sostenere le famiglie, valorizzare le persone con disabilità e trasformare il ricordo di Antonino Scopelliti in azioni concrete.

Rosanna Scopelliti: “mancano ancora verità e giustizia per mio padre”

Il momento più intenso della serata è stato quello dedicato all’omicidio del magistrato, ancora oggi senza una verità giudiziaria definitiva. Rosanna Scopelliti ha affidato al palco un appello personale e pubblico, legato anche al desiderio di poter un giorno raccontare alla figlia chi ha ucciso suo nonno. “Mancano ancora verità e giustizia per mio padre. Vorrei un giorno poter raccontare a mia figlia Elena chi ha ucciso suo nonno. Trentacinque anni sono tanti per attendere delle risposte ed è doloroso che, dopo tutto questo tempo, si debba ancora chiedere giustizia per i propri cari“, evidenzia la figlia. Parole che hanno riportato l’attenzione sul nodo ancora irrisolto dell’assassinio di Antonino Scopelliti, trasformando ancora una volta il premio in una richiesta collettiva di verità e giustizia.

Mariagrazia Arena: memoria e futuro contro ogni forma di criminalità

In apertura è intervenuta anche Mariagrazia Arena, vicesindaco di Reggio Calabria, che ha portato i saluti del sindaco Cannizzaro e dell’Amministrazione comunale. “Porto i saluti del sindaco Cannizzaro e dell’Amministrazione comunale – ha spiegato- fare memoria di un uomo e di un servitore dello Stato significa anche costruire il futuro. Ringraziamo la Fondazione perché, attraverso il suo impegno quotidiano, costruisce futuro, facendo rete e cercando di coinvolgere tutte le energie sane del territorio. Ribadisco l’impegno della nostra Amministrazione per il contrasto a ogni forma di criminalità portato avanti con fermezza, attraverso la trasparenza delle decisioni, l’oggettività dei criteri di scelta, l’educazione nelle scuole e la vicinanza a chi ogni giorno sceglie di non arrendersi. È necessario risvegliare nelle persone il senso civico, affinché ciascuno si senta parte attiva di un percorso di crescita e di legalità”.

Premio alla Memoria a Gaetano Gebbia

Il primo riconoscimento della serata è stato il Premio alla Memoria, assegnato a Gaetano Gebbia, storica figura della pallacanestro reggina. A ritirare il premio è stato Bruno Calarco, mentre la consegna è stata affidata a Rosanna Scopelliti. Il riconoscimento ha celebrato una personalità profondamente legata allo sport e alla città, capace di lasciare un segno nella storia della pallacanestro locale.

Premio Scopelliti a Roberto Di Palma

Il Premio Scopelliti è stato assegnato a Roberto Di Palma, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria. Il riconoscimento è stato consegnato dalla presidente della Fondazione. Di Palma ha offerto una testimonianza personale, ricordando il momento in cui apprese dell’uccisione del giudice Scopelliti. “Nell’estate del 1991 avevo appreso di aver superato l’esame di magistratura quando appresi la notizia dell’assassinio del giudice Antonino Scopelliti. Rimasi profondamente frastornato. Da quel momento, il suo esempio è diventato per me motivo di impegno civile quotidiano, guardando alla figura di un uomo che ha dedicato se stesso al lavoro e al servizio dello Stato. La Fondazione mi è stata vicina, soprattutto nei percorsi legati alla genitorialità. Nessuno nasce delinquente: creare percorsi di sostegno alla genitorialità significa stare accanto ai ragazzi, offrendo loro alternative alla strada e alla devianza. La memoria la teniamo viva non solo attraverso il ricordo di chi si è sacrificato, ma anche con i nostri comportamenti quotidiani, facendone un monito costante. E sono certo che, guardandoci dall’alto, qualcuno sarà orgoglioso di ciò che stai facendo”, sottolinea.

Premio Istruzione, Formazione ed Educazione a Bluocean

Il Premio “Istruzione, Formazione, Educazione” è stato assegnato a Francesco Scarpino, per Bluocean. A consegnare il riconoscimento è stato Marco Mauro. Sul palco è salito anche Aldo Sacchetti, già premiato nell’edizione precedente, che ha voluto donare alla Fondazione una propria opera. Il riconoscimento ha valorizzato il ruolo della formazione e dell’educazione nella crescita del territorio, in linea con lo spirito di una manifestazione che punta a promuovere cultura, conoscenza e cittadinanza responsabile.

Artisti senza limiti e il monologo sulla disabilità

Uno spazio speciale è stato riservato ai ragazzi di “Artisti senza limiti”, il progetto voluto da Santo Palumbo insieme alla Fondazione. Le attività sono state coordinate dalla responsabile Mariacristina Altomonte, il cui contributo è stato ricordato da Marco Mauro, Pasquale Caprì, Benvenuto Marra e dal giovane Marco Cuzzocrea. Quest’ultimo ha riproposto un toccante monologo sulla disabilità, offrendo alla serata un momento di forte intensità emotiva e richiamando l’importanza dell’inclusione e dell’ascolto.

Premio Impegno Sociale a Special Olympics

Sempre sul tema della disabilità e dell’inclusione, il Premio “Impegno Sociale” è stato conferito a Special Olympics. Il riconoscimento è stato consegnato alla presidente Luisa Elitro da Ernesto Siclari, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. Alla cerimonia hanno partecipato anche gli atleti di Special Olympics, protagonisti di un momento di festa e condivisione che ha ribadito il valore dello sport come strumento di inclusione sociale.

Visit Reggio Calabria premiato per la promozione del territorio

Il Premio “Istituzione culturale per la promozione del territorio calabrese” ha riconosciuto la validità del progetto Visit Reggio Calabria, nato dalla collaborazione tra Confcommercio Reggio Calabria e l’agenzia Protur Media. Il premio è stato assegnato al presidente di Confcommercio Lorenzo Labate, al direttore Fabio Giubilo e al CEO di Protur Media Christian Zuin. A consegnarlo è stata Mariacristina Altomonte. Zuin ha raccontato anche le peculiarità del progetto “Tesoro”, un laboratorio di storytelling digitale realizzato con la Fondazione e con otto ragazzi del liceo classico Campanella che «hanno saputo interpretare l’utilizzo degli strumenti digitali per cambiare la narrazione». Il progetto è stato indicato come esempio di un modo nuovo di raccontare il territorio, attraverso strumenti digitali e il coinvolgimento diretto delle giovani generazioni.

Premio Resto in Calabria a The Calabreser

A Giuseppe Talarico, ideatore di The Calabreser, è stato assegnato il Premio “Resto in Calabria”. Il riconoscimento è stato consegnato da Lorenzo Vazzana, in arte Kamikaze. Il premio ha valorizzato una delle esperienze creative che hanno contribuito a raccontare la Calabria attraverso un linguaggio originale e contemporaneo.

Premio Radici in Calabria al maestro pasticcere Sebastiano Caridi

Il Premio “Radici in Calabria” è stato assegnato a Sebastiano Caridi, maestro pasticcere e altra eccellenza reggina. A consegnare il riconoscimento è stata Vittoria Scordo. Il premio ha sottolineato il valore di chi riesce a trasformare competenza, identità e legame con la terra in un percorso professionale capace di rappresentare il territorio.

Casa Accoglienza Piccola Opera Papa Giovanni premiata contro la violenza

Il Premio “Resistenza, impegno e testimonianza contro ogni forma di violenza” è stato conferito alla Casa Accoglienza Piccola Opera Papa Giovanni. A ritirarlo, per il presidente Piero Siclari, sono stati Mario Nasone, insieme alle corresponsabili Teresa Siclari e Nadia Modafferi. A consegnare il riconoscimento è stata Alessandra Zagarella, vicepresidente dell’Osservatorio Violenza e Suicidio, legato alla Fondazione da un protocollo d’intesa. Nel corso dell’intervento sono state ricordate le attività svolte a supporto delle donne vittime di violenza. L’avvocato Zagarella ha sottolineato l’importanza dello sportello «nel fornire aiuto alle donne vittime di violenza che, grazie anche al supporto psicologico, cercano di uscire dal tunnel della sofferenza e della difficoltà».

Premio alla Polizia Penitenziaria per il contrasto alle mafie

Come anticipato durante la conferenza di presentazione, il Premio “Contrasto alle mafie per l’affermazione dei diritti” è stato assegnato agli appartenenti alla Polizia Penitenziaria in servizio presso gli Istituti Penali per i Minorenni e ai familiari dei caduti nell’adempimento del dovere. A ritirarlo è stato il dirigente di Polizia Penitenziaria Costanzo Sacco. Il premio è stato consegnato dalla direttrice USSM e Comunità Ministeriale di Reggio Calabria, Rosa Maria Morbegno. Sul palco sono salite anche la presidente dell’associazione Gioco Calcio Integrato Inclusivo Paola Caruso e l’assistente sociale Simona Rizzo, che hanno ricordato il progetto avviato con i ragazzi in regime di messa alla prova. Sacco ha evidenziato che «gli agenti, del binomio umanità e legalità, hanno fatto una ragione di vita» e ha poi ricordato le attività della Fondazione che «Difende e porta avanti attività mirate affinché il seme possa germogliare e perché si continui a cercare la verità sulla morte del giudice Scopelliti».

Menzione speciale al quartetto Sax & Love

La serata si è conclusa con una menzione speciale assegnata al quartetto musicale Sax & Love. Il gruppo è formato da Benedetta Marcianò alla voce, Gino Mattiani al sax, Mimì De Leo alle tastiere e alla produzione artistica e Fabio Moragas alla chitarra. Con parole e musica, il quartetto ha accompagnato l’intera manifestazione, contribuendo a creare un’atmosfera capace di tenere insieme memoria, emozione e partecipazione.

Il Premio Scopelliti come presidio di legalità e futuro

L’ottava edizione del Premio Antonino Scopelliti ha confermato il valore di un appuntamento che, anno dopo anno, prova a trasformare il ricordo in responsabilità e impegno. Sul palco di piazza Italia si sono incontrati magistratura, istituzioni, associazionismo, sport, cultura, impresa e mondo sociale. Il filo comune è stato quello della legalità, della solidarietà e della valorizzazione delle energie sane del territorio. A rimanere più forte, però, è ancora una volta la richiesta di verità sull’omicidio di Antonino Scopelliti. Una domanda che attraversa il tempo e che la Fondazione continua a tenere viva, affiancandola a un lavoro quotidiano rivolto alle persone più fragili, ai giovani e a chi sceglie di non arrendersi.