Nuova pronuncia favorevole ai risparmiatori sulle polizze unit linked Hansard. Con la sentenza n. 1236/2026, pubblicata il 10 luglio 2026, il Tribunale di Reggio Calabria ha accertato la responsabilità contrattuale solidale di Hansard Europe Designated Activity Company e della società intermediaria collocatrice, condannandole al risarcimento del danno in favore di una risparmiatrice per un importo pari all’intero premio versato, al netto delle somme già restituite, oltre agli interessi dalla sottoscrizione del contratto e alla rifusione delle spese di lite a carico della compagnia irlandese. La decisione è stata pronunciata dal giudice monocratico dott. Francesco Campagna della I sezione civile.
La vicenda riguarda la polizza “Signature Bond Plus”, sottoscritta nel 2011 da una risparmiatrice di Reggio Calabria priva di specifiche competenze finanziarie. Dopo alcuni anni, i fondi collegati all’investimento sono stati dichiarati illiquidi, determinando il progressivo azzeramento del valore della posizione. Il giudizio è stato poi proseguito dalla figlia della contraente, quale erede e beneficiaria della polizza.
La causa è stata patrocinata dall’Avv. Francesco Giordano dello Studio Legale LexOpera di Firenze.
Prescrizione decennale per le richieste di risarcimento sulle polizze Hansard
Uno degli aspetti centrali della pronuncia riguarda il tema della prescrizione. Il Tribunale di Reggio Calabria ha respinto l’eccezione sollevata dalla compagnia, stabilendo che l’azione risarcitoria per la violazione degli obblighi informativi ha natura contrattuale e quindi è soggetta al termine di prescrizione decennale.
Secondo il giudice, il termine non decorre dalla semplice firma della polizza, ma dal momento in cui si manifesta il danno patrimoniale accompagnato da un elemento ulteriore capace di rendere evidente il rischio precedentemente non adeguatamente rappresentato. Nel caso esaminato, tale momento è stato individuato nella comunicazione con cui Hansard aveva reso nota l’illiquidità dei fondi collegati all’investimento. La sentenza richiama l’orientamento più recente della Corte di Cassazione, secondo cui le azioni risarcitorie derivanti dalla violazione degli obblighi informativi dell’intermediario hanno natura contrattuale e il termine decorre dalla manifestazione concreta del danno.
Hansard risponde direttamente della gestione e della vendita del prodotto finanziario
Un altro principio rilevante affermato dal Tribunale riguarda la responsabilità della compagnia emittente. La sentenza ha riconosciuto che la polizza oggetto della controversia aveva una natura prevalentemente finanziaria, con una componente assicurativa definita “minimale e aleatoria”, rendendo applicabili gli obblighi previsti dagli articoli 21 e 23 del Testo Unico della Finanza (TUF). Secondo il giudice, Hansard non poteva limitarsi a sostenere che gli obblighi informativi fossero esclusivamente a carico dell’intermediario. La compagnia, quale emittente del prodotto, doveva infatti garantire adeguati controlli e una corretta informazione nei confronti del cliente.
La sentenza evidenzia che consentire alla compagnia di sottrarsi a ogni responsabilità attraverso il semplice ricorso a una rete distributiva significherebbe permettere all’emittente di “svincolarsi da qualunque onere di informazione e controllo delegando sempre la sottoscrizione dei contratti ad un intermediario”, in contrasto con la tutela del contraente debole.
Mancati controlli sull’asset manager e violazione degli obblighi di diligenza
Il Tribunale ha inoltre contestato a Hansard la mancata dimostrazione di adeguati controlli sull’attività dell’asset manager incaricato della gestione degli investimenti. Secondo la decisione, non era sufficiente delegare la gestione delle attività finanziarie a soggetti terzi senza esercitare un controllo effettivo. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui non è possibile affidare ogni attività diversa da quella strettamente assicurativa senza una verifica concreta sull’operato dei delegati.
La sentenza rileva che Hansard sarebbe rimasta “del tutto supina” rispetto alle scelte dell’asset manager svizzero, che aveva effettuato investimenti in strumenti rivelatisi illiquidi e in contrasto con le condizioni contrattuali che prevedevano attività trattate su mercati regolamentati e prontamente realizzabili.
Informazioni insufficienti, prodotto presentato come sicuro e assenza di profilatura del cliente
Tra gli elementi decisivi della pronuncia vi è anche la valutazione del materiale informativo utilizzato per la vendita della polizza unit linked. Il Tribunale ha ritenuto ingannevole la rappresentazione del prodotto, descritto nella documentazione commerciale come “una valida protezione dei propri risparmi” e caratterizzato da “volatilità contenuta”. Secondo il giudice, non sarebbero state fornite alla cliente informazioni sufficientemente chiare sulla reale natura dell’investimento, sui rischi collegati e sulla possibilità di perdita del capitale.
La sentenza ha inoltre rilevato l’assenza di una corretta profilatura finanziaria della risparmiatrice e della valutazione di adeguatezza dell’investimento rispetto al suo reale livello di esperienza e conoscenza dei mercati. Il fatto che la cliente avesse sottoscritto documenti nei quali dichiarava di aver ricevuto e compreso la documentazione informativa non è stato ritenuto sufficiente, considerando la complessità dello strumento finanziario e il profilo della sottoscrittrice.
La posizione dello Studio Legale LexOpera: “Chi emette il prodotto risponde di come viene venduto e di come viene gestito”
La decisione del Tribunale di Reggio Calabria si inserisce in un quadro giurisprudenziale che, nelle ultime settimane, ha visto altre pronunce sul tema delle polizze Hansard e degli investimenti unit linked, tra cui la sentenza della Corte d’Appello di Firenze n. 2410/2026 e quella del Tribunale di Rieti n. 276/2026. Commentando la pronuncia, l’Avv. Francesco Giordano dello Studio Legale LexOpera, difensore della risparmiatrice, ha dichiarato:
“Il messaggio che arriva dalle Corti italiane è ormai univoco. Chi emette il prodotto risponde di come viene venduto e di come viene gestito. Il canale distributivo è neutro e il termine per agire non scatta dalla firma ma dal momento in cui il danno si manifesta. Chi ha una polizza Hansard bloccata non deve dare per scontato che sia troppo tardi.” La sentenza rappresenta quindi un nuovo riferimento per i titolari di polizze unit linked Hansard bloccate, confermando che la valutazione della responsabilità deve tenere conto non solo della sottoscrizione del contratto, ma anche delle modalità di presentazione del prodotto, degli obblighi informativi e dei controlli esercitati dalla compagnia sulla gestione dell’investimento.


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