Polistena, divelta e frantumata la targa dedicata al giudice Scopelliti. Il sindaco: “gesto infame e vigliacco”

Il primo cittadino condanna il nuovo danneggiamento nella piazzetta intitolata al magistrato ucciso dalle mafie e annuncia il rapido ripristino della targa: "Polistena continuerà a stare dalla parte della legalità"

  • Targa Giudice Scopelliti Polistena
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“Un nuovo sfregio è stato compiuto alla targa dedicata al giudice Antonino Scopelliti nella piazzetta a lui dedicata. La stessa è stata divelta e frantumata. Tutto ciò è vergognoso ed inaccettabile! Già una prima volta l’Amministrazione aveva rinnovato la targa e il paletto che la sorreggeva dopo un danneggiamento. Tuttavia, assistiamo nuovamente ad un atto indegno che non va confuso col semplice vandalismo. Guarda caso, sempre nella stessa piazza e sempre ad oltraggio della memoria del giudice Scopelliti”, lo denuncia il sindaco di Polistena, Michele Tripodi. “È un gesto infame e vigliacco che offende l’opera civile di un servitore dello Stato assassinato dalle mafie e i valori di legalità, giustizia e democrazia che la nostra comunità ha scelto di difendere e promuovere ogni giorno“, rimarca Tripodi.

“La memoria non si cancella con un atto deprecabile, ma si rafforza ogni volta che una comunità reagisce con dignità, unità e determinazione. Polistena ha fatto della lotta alle mafie e della cultura della legalità una scelta precisa, che continuerà a portare avanti con maggiore convinzione. Dispiace che anche su questi temi alcuni cerchino lo spunto quotidiano per colpire l’Amministrazione Comunale attraverso diverse forme di sciacallaggio. La lotta alla mafia si compie in modo chiaro lontano da speculazioni, complicità e ipocrisie. La targa sarà ripristinata a breve, a nome dell’Amministrazione comunale esprimiamo la più ferma indignazione e condanna per questo episodio e rinnoviamo l’appello a tutti i cittadini affinché Polistena continui ad essere una città che ha già scelto di stare soltanto da una parte, quella della legalità, dell’antimafia e degli onesti”, conclude Tripodi.