Claudio Lotito non andrà a New York. Non assisterà alla finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina e non chiuderà (per ora) per l’ingresso al Nasdaq. Lo scriviamo anche per avvisare chi lo aveva scritto ben prima di noi, diversi giorni prima. Lo avvisiamo per dirgli che ha fatto una gran brutta figura. Ma tant’è. In questo momento stiamo pensando agli amici di Praticò e Ballarino, anche e soprattutto della stampa, che non sanno più che pesci prendere e che, per questo, vivono di questi mezzucci. E’ gente che col dilettantismo – e nel dilettantismo – ci sguazza, ci sguazza e si trova a suo agio ogni volta che (purtroppo) il dilettantismo si ripresenta in casa Reggina. E negli ultimi dieci anni è accaduto spesso. Speriamo questa sia l’ultima volta. E’ gente ben consapevole che con profili come Claudio Lotito (come già sta succedendo, d’altronde) brancolerà nel buio. Ma questa è un’altra storia. Lasciamo loro divertirsi così, perché questo gli resta. Dopo aver perso la credibilità in questi tre anni, dietro alle difese a oltranza dell’indifendibile, ora si trovano spaesati. Li capiamo, poverini…
Il fatto che Claudio Lotito non vada a New York non significa che non sia stato invitato da Gianni Infantino o che non abbia intenzione di chiudere per l’ingresso al Nasdaq. Dunque, ogni concetto ribadito su StrettoWeb qualche giorno fa, resta attuale: il nuovo patron della Reggina è stato invitato dal numero uno del calcio mondiale per assistere alla competizione più importante nel calcio. Non è mai successo nella storia amaranto. E questi non sono incensamenti, ma fatti. Ed è anche un fatto che Lotito abbia – gentilmente – declinato e rifiutato. La priorità, in questo momento, è la Reggina. Andare a New York avrebbe significato ritardare, e di molto, la presentazione ufficiale. Non è possibile. A maggior ragione, dunque, questa scelta assume un valore importante. Di certo, se qualsiasi Presidente della Reggina dopo Lillo Foti poi fosse stato invitato per assistere anche solo a una finale del torneo di 3 vs 3 della “Infradito Cup”, sarebbe andato (magari in ciabatte) di corsa.
Ma non è mai successo. Accade invece, per la prima volta, che il patron amaranto venga invitato dal Presidente della Fifa per la finale del Mondiale e che non vada perché lunedì c’è da presentare il nuovo progetto della Reggina. In Serie D. Dove verrà investito un maxi budget con DS e allenatore già chiusi e con una corazzata pronta a vincere il campionato. Questi sono sempre fatti. Non opinioni. Così come sono fatti anche quelli di questi tre anni. Fatti che restano scolpiti nella storia nonostante quei soliti amici di Ballarino e Praticò abbiano provato a minimizzare, quasi censurare.


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