La sala “Giuditta Levato” di Palazzo Campanella ha ospitato un interessante evento, promosso dal PD Calabria, riguardante la riapertura dell’inchiesta sulle navi dei veleni da parte della Commissione Ecomafie. Un argomento che riguarda da vicino la Calabria per la questione legata alla morte di Natale De Grazia e all’affondamento sospetto di parecchie navi, cariche di rifiuti (anche radioattivi probabilmente), sulle coste calabresi.
Presente alla conferenza l’eurodeputato Sandro Ruotolo che ha dichiarato: “un impegno che avevamo preso proprio qui quando ci siamo ritrovati a parlare di Natale De Grazia, quello di portare questa partita delle navi dei veleni in Europa. Una considerazione semplice: il mare non ha confini, quindi quello che è accaduto qui riguarda l’Europa sotto il mare. L’Europol dice che gran parte dei reati ambientali sono della criminalità organizzata. Certamente, rispetto ai tempi di Natale De Grazia, c’è la tecnologia che ci dà una mano: dai satelliti, ci sono ONG che hanno dei robot che scendono a 5000 metri di profondità. Su questa storia, i servizi segreti ci hanno già detto il numero di questi relitti: Legambiente li ha ristretti a una cinquantina, mentre i servizi, se ricordo bene, parlavano di un centinaio.
C’è un tema di sicurezza del mare, di sicurezza ittica e di inquinamento; è un tema che non riguarda solo l’Italia, riguarda l’Europa. Stiamo lavorando su questo con il presidente della Commissione Ambiente Europea, Pierfrancesco Maran, del PD, e stiamo procedendo con l’Europol e con gli investigatori. Sono loro a lanciare l’allarme: il reato ambientale è oramai forse il primo reato a livello europeo e dietro c’è sempre la criminalità organizzata.
Benvenga la riapertura di questa commissione d’inchiesta parlamentare italiana; noi faremo la nostra parte dalla parte dell’Europa, ma ci vuole volontà politica. Abbiamo bisogno di capire, ancora oggi, chi ha ucciso e perché è stato ucciso Natale De Grazia: verità e giustizia per noi sono fondamentali.
Ora stiamo incontrando Europol per capire la possibilità di investire risorse europee. Si sa dove stanno queste navi e le organizzazioni scientifiche hanno le tecnologie per andare a vedere cosa c’è là sotto. Sono ricerche che costano molto, ma noi crediamo che la salute del mare sia un investimento, non un costo: è la salute dei cittadini e dell’Europa“.
Rispondendo alla domanda di StrettoWeb sul prezzo pagato dalla Calabria in questi anni, l’on. Ruotolo ha dichiarato: “la Calabria ha pagato un costo enorme perché queste questioni sono state sottovalutate rispetto alla Terra dei Fuochi. È scientificamente provato che il mercurio e i fusti tossici fanno male alla salute. Dobbiamo far crescere questa cultura per la difesa dell’ambiente, anche dell’ambiente marino, coinvolgendo l’Europa e spingendo l’Italia a occuparsi di questo tema“.


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