I dati INVALSI 2026 diventano occasione di bilancio per il Governo sul fronte dell’istruzione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato i risultati relativi alla scuola italiana sottolineando il calo dell’abbandono scolastico e il miglioramento degli indicatori legati alla permanenza degli studenti nei percorsi formativi. Secondo quanto evidenziato dal premier, il fenomeno della dispersione scolastica avrebbe registrato una significativa riduzione negli ultimi anni, passando dall’11,5% del 2022 al 7,3% del 2026. Un risultato che, nelle parole di Meloni, consentirebbe all’Italia di superare con largo anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2030. “I dati INVALSI 2026 dicono una cosa semplice, e bella: oltre 520.000 ragazzi che rischiavano di lasciare la scuola, non l’hanno fatto”, ha dichiarato il presidente del Consiglio.
Abbandono scolastico in calo: l’Italia supera il target europeo del 2030
Il dato più rilevante indicato dal Governo riguarda dunque la diminuzione dei giovani che interrompono il proprio percorso di istruzione prima del completamento degli studi. Il tasso di abbandono scolastico precoce, secondo i numeri citati da Giorgia Meloni, è passato dall’11,5% del 2022 al 7,3% del 2026, consentendo all’Italia di andare oltre il parametro europeo del 9% previsto per il 2030. Nel confronto internazionale richiamato dal premier, il nostro Paese si troverebbe inoltre davanti ad altre realtà europee come Spagna, indicata al 12,8%, e Germania, al 13,1%. Un risultato che viene letto dall’esecutivo come il segnale di un’inversione di tendenza rispetto a una delle principali criticità del sistema scolastico italiano, soprattutto nelle aree caratterizzate da maggiori difficoltà economiche e sociali.
“Non abbiamo abbassato l’asticella”: il nodo delle competenze degli studenti
Nel commentare i dati INVALSI 2026, Meloni ha voluto sottolineare che la riduzione della dispersione scolastica non sarebbe avvenuta attraverso un semplice aumento delle permanenze a scuola, ma accompagnata da un miglioramento della qualità dell’apprendimento. “Ma non abbiamo abbassato l’asticella per trattenere di più: scende il numero di chi arriva al diploma senza competenze adeguate e crescono le eccellenze”, ha affermato il premier. Il riferimento è alla necessità di coniugare il contrasto all’abbandono con il rafforzamento delle competenze di base e con la valorizzazione degli studenti più capaci. La sfida del sistema scolastico, infatti, non riguarda soltanto il numero di ragazzi che completano il percorso formativo, ma anche la preparazione effettivamente acquisita al termine degli studi.
Docenti tutor, Agenda Sud e Piano Estate: il Governo rivendica gli strumenti messi in campo
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha attribuito parte dei risultati raggiunti alle misure introdotte negli ultimi anni per sostenere gli studenti e contrastare le situazioni di maggiore fragilità. “Funzionano gli strumenti che abbiamo costruito: docente tutor, Agenda Sud, Piano Estate, Decreto Caivano, investimenti su digitale e STEM. Il Sud recupera terreno, i divari si riducono”, ha dichiarato Meloni. Tra gli interventi citati figurano il ruolo del docente tutor, pensato per accompagnare gli studenti nei percorsi personali e scolastici, il programma Agenda Sud, dedicato al rafforzamento dell’offerta formativa nelle regioni meridionali, e il Piano Estate, rivolto alla continuità educativa anche nei mesi estivi. Il premier ha inoltre richiamato gli investimenti nelle competenze digitali e nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), considerate strategiche per il futuro formativo e professionale dei giovani.
Il Mezzogiorno recupera terreno: al centro la riduzione dei divari territoriali
Un passaggio significativo delle dichiarazioni riguarda il rapporto tra scuola e divari territoriali, con particolare attenzione alla situazione del Sud Italia. Secondo Meloni, gli interventi adottati avrebbero contribuito a ridurre le differenze tra territori, favorendo un recupero delle aree che storicamente hanno registrato maggiori difficoltà sul fronte dell’abbandono scolastico e delle competenze. “Il Sud recupera terreno, i divari si riducono”, ha affermato il presidente del Consiglio, indicando nella riduzione delle disparità una delle principali priorità dell’azione governativa. Il tema resta comunque centrale nel dibattito sull’istruzione italiana, considerando le differenze ancora presenti tra regioni e tra contesti sociali diversi.
Le criticità restano alle scuole elementari: nuove Indicazioni nazionali per rafforzare le basi
Accanto ai risultati positivi, Meloni ha evidenziato anche la presenza di alcune fragilità che continuano a caratterizzare il sistema scolastico. “Restano fragilità alle elementari, in Italia come all’estero. È esattamente ciò a cui rispondono le nuove Indicazioni nazionali: più lettura, grammatica e sintassi, rivoluzione della matematica, carta e penna dove serve”, ha spiegato. L’attenzione si concentra quindi sui primi anni di scuola, considerati fondamentali per costruire competenze solide e prevenire difficoltà future nel percorso educativo. Le nuove Indicazioni nazionali richiamate dal premier puntano a un rafforzamento delle competenze linguistiche e matematiche, con una maggiore attenzione agli strumenti tradizionali di apprendimento accanto alle innovazioni tecnologiche.
Meloni: “il lavoro non è finito, ma la direzione è quella giusta”
Nonostante i dati rivendicati come positivi, il presidente del Consiglio ha sottolineato che il percorso di miglioramento della scuola italiana non può considerarsi concluso. “Il lavoro non è finito. Ma la direzione è quella giusta”, ha dichiarato Meloni. La questione educativa resta infatti una delle sfide principali per il futuro del Paese, chiamando in causa non solo la riduzione dell’abbandono scolastico, ma anche la qualità della formazione, il rapporto tra scuola e lavoro e la capacità di garantire pari opportunità a tutti gli studenti. A chiudere il messaggio del premier un ringraziamento simbolico rivolto proprio ai giovani che hanno scelto di proseguire il proprio percorso. “A chi ha pensato di lasciare e non l’ha fatto: siete voi la notizia più bella di oggi”, ha concluso Giorgia Meloni.


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