Bocciato, con scrutinio segreto, anche l’ultimo emendamento rimasto sulle preferenze, firmato dai deputati di Futuro Nazionale. I voti contrari sono 233 i contrari, 139 i favorevoli. I gruppi del campo largo avevano annunciato, stando a quanto dichiarato dal dem Fornaro, il voto contrario. La maggioranza ha bocciato, con 223 voti contrari e 142 favorevoli, anche l’emendamento a prima firma Bonetti (Azione) presentato sulla legge elettorale e sostenuto da tutte le forze di opposizione che prevedeva la presenza di almeno il 50% di donne nelle liste che assegnano i seggi del premio a chi vince le elezioni. Nel testo della riforma del centrodestra la proporzione è 60-40. Meloni è stata accusata di essere “la prima donna premier che non difende le donne“.
Approvato alla Camera, con scrutinio segreto, con 222 voti a favore e 146 contrari, l’emendamento del centrodestra che fissa un tetto massimo di deputati e senatori che la lista o coalizione vincente può ottenere con l’assegnazione del premio di governabilità: non più di 220 deputati e 113 senatori.
“Alla lista singola o alla coalizione di liste assegnataria del premio di governabilità – si legge nel testo – non possono comunque essere attribuiti più di duecentoventi seggi complessivi, ad esclusione dei seggi conseguiti nella circoscrizione Estero” alla Camera e “non possono essere attribuiti più di centotredici seggi complessivi, ad esclusione dei seggi conseguiti nella circoscrizione Estero” al Senato.
L’aula della Camera ha approvato all’unanimità il subemendamento sull’estensione del voto ai fuorisede alla legge elettorale presentato dalle forze di maggioranza.


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