La “deriva fascista” che vede solo la sinistra: il governo Meloni approva il voto ai fuorisede che votano… l’Opposizione | DATI

Il governo Meloni, accusato dalla sinistra di volere una deriva autoritaria, dà l'ok al voto ai fuorisede nella nuova legge elettorale: ma i dati delle ultime Europee mostrano come il voto dei fuorisede premi l'Opposizione!

Il governo Meloni introduce per la prima volta il voto dei fuorisede alle elezioni politiche. I dati delle Europee 2024 mostrano però un risultato sorprendente: il consenso maggiore arriva dalle forze di opposizione La nuova legge elettorale approvata dalla Camera introduce una novità destinata a cambiare il rapporto tra cittadini e partecipazione politica: per la prima volta nella storia della Repubblica italiana il voto dei fuorisede sarà garantito anche alle elezioni politiche.

La misura, votata bipartisan e accolta con fervore dall’intera aula, rappresenta un passaggio storico. Finora, infatti, gli elettori lontani dal proprio Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche hanno potuto votare fuori sede soltanto in occasione delle Elezioni Europee, mentre per le elezioni politiche erano obbligati a rientrare nel proprio Comune.

La nuova norma punta quindi a favorire la partecipazione elettorale, riducendo gli ostacoli per milioni di cittadini che vivono temporaneamente lontano dalla propria residenza.

Come funziona il voto dei fuorisede

L’emendamento, presentato dai partiti di maggioranza Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, prevede l’iscrizione in un apposito elenco nel comune di domicilio per chi non vive nel proprio comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche. Bisognerà presentare il documento d’identità e avere un indirizzo valido di domicilio. Il termine di iscrizione è entro il 31 dicembre di ogni anno per l’anno successivo, oppure entro 30 giorni dal trasferimento e in ogni caso almeno 45 giorni prima del voto.

Per poterlo fare bisogna innanzitutto che il trasferimento sia in un comune fuori dalla provincia di residenza, e che si preveda di rimanerci per almeno nove mesi. Una volta inseriti nelle liste, i fuorisede potranno votare direttamente nel comune di domicilio per le elezioni politiche, europee e per i referendum (non per le amministrative). Alle elezioni politiche ed europee gli elettori fuorisede voteranno per i candidati del collegio della circoscrizione in cui hanno il domicilio.

Una scelta che, tuttavia, ha aperto anche un curioso paradosso politico: osservando i dati delle Europee 2024, il voto dei fuorisede sembra aver premiato soprattutto le forze di opposizione, trasformando una riforma pensata per ampliare la democrazia in un possibile vantaggio elettorale per gli avversari del centrodestra.

Come hanno votato i fuorisede alle Europee 2024: AVS fa il botto, premiata l’Opposizione

I dati relativi al voto dei fuorisede alle elezioni europee 2024 mostrano una distribuzione molto diversa rispetto al voto nazionale complessivo. Secondo i dati riportati da Eligendo, su un campione di circa 21.000 votanti, il primo partito tra gli elettori temporaneamente domiciliati fuori regione è stata la lista Alleanza Verdi e Sinistra, che ha raggiunto il 40,4% dei consensi.

Un risultato nettamente superiore rispetto alla media nazionale e che evidenzia un forte orientamento progressista del voto espresso da questa categoria di elettori.

Al secondo posto si è classificato il Partito Democratico, con il 25,5% dei voti, confermando una forte presenza del centrosinistra tra gli studenti e i lavoratori fuori sede.

Seguono:

  • Azione con il 10,2%;
  • Movimento 5 Stelle con il 7,8%;
  • Stati Uniti d’Europa con il 7,6%;
  • Fratelli d’Italia con il 3,4%;
  • Forza Italia – Noi Moderati con il 2,3%;
  • Pace Terra Dignità con l’1,7%;
  • Lega con lo 0,5%.

Al netto del basso campione relativo alle elezioni europee, il quadro che emerge è comunque interessante: il voto dei fuorisede alle Europee 2024 ha premiato soprattutto le forze politiche alternative alla maggioranza del governo italiano.

La “deriva fascista” che vede solo la sinistra

La decisione del governo di introdurre il voto dei fuorisede alle elezioni politiche rappresenta un ampliamento concreto della partecipazione democratica.

Il risultato delle Europee 2024, però, offre uno scenario curioso dal punto di vista politico. Le opposizioni hanno spesso accusato il governo Meloni di voler concentrare il potere, arrivando in alcuni casi a parlare di rischio “deriva autoritaria”, di voler costituire un “regime” per non parlare dell’inflazionato “fascismo”.

Eppure, proprio una delle riforme approvate dalla maggioranza rischia di produrre l’effetto opposto rispetto alle accuse mosse: aumentare la partecipazione elettorale e dare maggiore spazio alle forze politiche avversarie. Se il voto dei fuorisede dovesse mantenere un orientamento simile a quello registrato alle Europee, infatti, il nuovo sistema potrebbe portare più consensi proprio ai partiti di opposizione.

Un curioso cortocircuito politico: un governo accusato di voler ridurre il pluralismo starebbe introducendo una norma che, dati alla mano, potrebbe rafforzare proprio chi lo critica.

Nella storia, i regimi autoritari e le dittature hanno generalmente seguito una strada opposta: limitare la partecipazione politica, ostacolare l’opposizione, controllare il consenso e ridurre gli spazi di confronto elettorale.

Una riforma che consente a più cittadini di votare, compresi studenti e lavoratori lontani da casa, va invece nella direzione di un maggiore coinvolgimento democratico e potrebbe aumentare anche le percentuali dell’Opposizione in un momento in cui i sondaggi già danno il centrosinistra in risalita.

Tirando le somme, la questione si riduce a due opzioni: o il governo Meloni non ha capito bene cosa vuol dire essere una dittatura fascista e sta operando nella direzione opposta; oppure le sinistra agita il solito spettro del ‘fascismo’ per delle accuse che non hanno senso di esistere, urlando una realtà che vede solo lei.